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Pompei. Annamaria Ciarallo lascia il Laboratorio di scienze applicate

Annamaria Ciarallo

La dottoressa Annamaria Ciarallo va in pensione e non sarà quindi più lei a dirigere il Laboratorio di scienze applicate della Soprintendenza di Napoli e Pompei.

A sostituirla, un altro importante nome legato all’archeologia vesuviana: il dottor Ernesto De Carolis, già autore di numerose pubblicazioni sui sistemi d’illuminazione e sulla pittura delle antiche domus delle cittadine distrutte dal Vesuvio.

Il Laboratorio fu istituito a Pompei nel dicembre del 1994 con fondi del CNR, e oggi si avvale anche d’importanti collaborazioni con istituti di ricerca stranieri.

Fino a oggi la dottoressa Ciarallo e la sua equipe si sono occupati di studiare e analizzare tutti i reperti organici rinvenuti a Pompei e nelle altre zone di competenza della Soprintendenza con lo scopo di ricostruire l’ambiente naturale alle falde del Vesuvio all’indomani dell’eruzione del 79 d. C. Attraverso l’analisi di pollini, del legno, dei fori delle radici di alberi e piante il Laboratorio ha delineato in maniera alquanto precisa l’utilizzo del territorio da parte degli antichi pompeiani.

Tutti i dati raccolti sono analizzati e confrontati e così si è arrivati ad esempio alla realizzazione dell’Antiquarium di Boscoreale dove si offre al visitatore la ricostruzione della fauna e della flora di quasi 2000 anni fa.

Si è scoperto ad esempio che la valle del Sarno era adibita alla coltivazione della vite, mentre lo studio dei semi e dei pollini hanno permesso di scoprire che la dieta pompeiana era composta da cavolo, lattuga, zucca, piselli, ceci, cicorie, carote.

Per quanto riguarda le colture cerealicole si ricordano orzo, avena, frumento usato per il pane e i dolci e ritrovato nella bottega della Casa dei Amanti e anche ricordato in un graffito ( CIL IV 1858). E’ documentata la rotazione delle colture con campi di erba medica.

Altri studi importanti sono stati eseguiti per stabilire il giorno e il mese esatti dell’eruzione del Vesuvio. Se sull’anno non ci sono stati mai dubbi grazie ai testi di Cassio Dione, Eusebio di Cesarea e Flavio Giuseppe in particolare, grandi discussioni invece ha causato il voler stabilire con certezza se l’eruzione avvenne in estate o in autunno inoltrato.

I codici più accreditati della lettera di Plinio il Giovane a Tacito riportano la data del 24 agosto, mentre alcuni studiosi, in conformità a edizioni abbastanza deteriorate del XV- XVI secolo, ritengono di poter stabilire che l’eruzione avvenne alla fine di novembre, basandosi anche su ritrovamenti di frutti autunnali come melograni e noci, senza tenere presente che la precessione degli equinozi ha cambiato i tempi di maturazione dei frutti.

Quello che il Laboratorio di scienze applicate ha fatto è raccogliere reperti, analizzarli e valutarli anche riguardo alle antiche fonti.

Si è stabilito così che l’eruzione avvenne in agosto. Infatti, sono state trovate tracce di sale alla Saline di Ercole, nel territorio dell’attuale Torre Annunziata. Se l’eruzione fosse avvenuta nel periodo delle piogge autunnali, tali tracce non si sarebbero trovate.

Inoltre nell’Officina di Umbricio Scauro a Pompei sono state rinvenute sette anfore di garum ancora sigillate. La salsa era stata preparata con le interiora di piccoli pesci noti con il nome di baghe che avevano la loro massima diffusione nel mese di agosto. E siccome il garum non restava in macerazione più di un mese, è chiaro che l’eruzione avvenne alla fine di agosto.

Infine, nei residui di cenere rinvenuti nelle narici dei corpi dei pompeiani sono state ritrovate tracce di polline. L’eruzione quindi avvenne alla fine di agosto, al massimo gli inizi di settembre, considerato che tra la fine di ottobre e gennaio la presenza di polline nell’aria è pressoché irrilevante.

Ultimo importante risultato è stato la ricostruzione del giardino della Casa dei Casti Amanti in base all’analisi dei pollini e dei legni delle piante che al momento della scoperta erano ancora in situ. Un tipo di giardino che si conosceva solo attraverso le rappresentazioni parietali, ma che doveva presentarsi ricco di aiuole delimitate da una recinzione a incannucciata.

I risultati raggiunti dal Laboratorio di scienze applicate sono solo una parte di quelli conseguiti in anni di attività e che si sommeranno a quelli che verranno in futuro.

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