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Pompei. Casa della Venere in Conchiglia: foto

Foto della casa della Venere in Conchiglia a Pompei

Foto della casa della Venere in Conchiglia a Pompei

Foto della casa della Venere in Conchiglia a Pompei

Questa bella abitazione appartenente alla gens Satria e che si trova nei pressi di una delle porte urbiche più frequentate della città, Porta Sarno, subì gravi danni dal grande terremoto del 62 d. C. e per questo fu completamente restaurata con pitture in IV stile che ancora oggi appaiono al visitatore nei loro splendidi colori.

Al momento della fatale eruzione del 79 d. C., lavori di risistemazione erano ancora in corso, forse a seguito dello sciame sismico che interessò la zona poco prima che il Vesuvio interrompesse il suo riposo.

Dopo lo scavo la domus subì nuovi danni a causa dei bombardamenti durante l’ultimo conflitto mondiale quando si pensava che le truppe tedesche fossero nascoste nell’antica città che, per questo motivo, fu colpita da circa 150 bombe scagliate tra il 13 e il 26 settembre 1943. La zona dell’atrio con impluvio centrale fu, dunque, seriamente danneggiata e ancora oggi ne porta i segni a cui si aggiungono quelli del passare inesorabile del tempo e quelli dovuti all’incuria dell’uomo.

Punto centrale della casa era il giardino con portico colonnato su due lati su cui si aprivano vari ambienti. Sulla parete principale del giardino vi è il grande affresco da cui prende il nome la domus. La dea Venere è raffigurata all’interno di una conchiglia, dopo la sua nascita, secondo il mito riportato dallo scrittore Esiodo.

La dea dell’amore e protettrice di Pompei, sarebbe quindi nata dalla spuma del mare e, su di una conchiglia, sospinta da Zefiro sull’isola di Cipro da dove poi le Ore l’avrebbero condotta sull’Olimpo alla presenza delle altre divinità. Nell’affresco pompeiano Venere appare nuda, vestita solo di gioielli d’oro alle caviglie, ai polsi e al collo, oltre a un bellissimo diadema a cingerle il capo dai ricci capelli sistemati secondo le pettinature in voga durante l’età dei Flavi.

Nella mano destra un ventaglio e ad accompagnarla due Amorini. Nella parte inferiore del dipinto corre un’incannucciata con una foglia presente in ciascun rombo. La resa anatomica della dea è un po’ rigida e sicuramente non opera di un grande artista, ma da lontano l’effetto è sicuramente soddisfacente e bene si adatta all’ambiente in cui si trova.

Si è supposta, erroneamente, una presenza cristiana nella domus, per il ritrovamento del monogramma P su di un’anfora con iscrizioni in greco. Tale monogramma fu però usato dall’età di Costantino e nel caso pompeiano sarebbe quindi relativo alla provenienza o alla qualità del contenuto dell’anfora.

Galleria fotografica della Casa della Venere in Conchiglia

La galleria fotografica si concentra soprattutto sugli affreschi del giardino vista la presenza della megalografia della Venere in conchiglia. Molte immagini sono inerenti agli altri affreschi del giardino come quelli che ritraggono, su due pannelli, scene di giardino con fiori e uccelli. Interessante è la rappresentazione della statua del dio Marte, amante di Venere.

Nella galleria fotografica sono inoltre visibili vedute del peristilio dell’abitazione e affreschi di paesaggi architettonici e di scene tratte dal mito.

Link alle immagini della Casa della Venere in Conchiglia.

www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Venere%20in%20Conchiglia/index.html

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