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Pompei, Casa di Octavius Quartio: foto

Pompei, Casa di Octavius Quartio: foto

Pompei, Casa di Octavius Quartio: foto

Foto della casa di D. Octavius Quartio a Pompei

La Casa di Octavius Quartio (o Loreio Tibutino) fu costruita in età sannitica arrivando a occupare l’intera insula 2 della Regio II. Dopo il disastroso terremoto del 62 d. C., però la proprietà fu divisa e si formò un’altra abitazione con ingresso al numero 4. La domus si affaccia sull’allora trafficata Via dell’Abbondanza e a pochi metri da Porta Sarno e dall’Anfiteatro. Ai lati dell’ingresso della domus vi erano due cauponae comunicanti con l’interno dell’abitazione, mentre i clientes aspettavano di essere ricevuti seduti su sedili prospicienti l’ingresso incorniciato da un bellissimo portale con borchie di bronzo di cui oggi è possibile vederne il calco.

Il visitatore, oggi come allora, entra direttamente nell’atrio tuscanico, con la vasca dell’impluvio usata ormai dai proprietari come fioriera abbellita da una serie di statuette. In uno dei cubicoli che si aprivano sull’atrio, fu ritrovato, all’atto dello scavo, il sigillo bronzeo appartenuto al proprietario della domus: D. Octavius Quartio. Il Loreius al quale si attribuì la casa, e citato in manifesti elettorali sulla facciata, era probabilmente il proprietario dell’abitazione situata all’altro lato della strada, mentre non si può dire nulla di più di Tiburtinus che pure è citato nei suddetti manifesti elettorali. Il cubicolo da cui proviene il sigillo era stato adibito a laboratorio per la preparazione del colore che, durante i lavori di ristrutturazione, serviva a ridipingere la casa. Il primo nucleo della casa, infatti, era costituito dal quartiere dell’atrio e non era di grandi dimensioni, mentre nel I sec. d.C. si aggiunge un altro nucleo, quello del giardino e si interviene sulla decorazione pittorica a seguito molto probabilmente anche dei fenomeni sismici che interessarono Pompei fino a poche ore dall’eruzione.

A introdurre nel secondo nucleo della casa non vi è un tablinum ma un viridario colonnato su cui si apriva un sacello isiaco con la rappresentazione, tra le altre, di Amulius Faventinus Tiburs sacerdote di Iside. Sempre sul viridario si apre un piccolo oecus affrescato con scene del mito di Ercole e vicende di Achille, mentre all’esterno vi sono affrescati Orfeo che al suono della lira calma le fiere e Venere in conchiglia. Il giardino è sicuramente l’elemento che dà alla casa originalità e bellezza. Costruito su un terreno in pendio, il giardino nasce con l’intento di imitare i grandi parchi verdeggianti delle ville suburbane arrivando così a occupare oltre i due terzi della superficie dell’intera abitazione. E sono così presenti tutti gli elementi delle grandi ville suburbane: il pergolato, le fontane e le statue. La possibilità di godere del giardino stando sdraiati a mangiare o seduti a parlare era assicurata da un biclinio, affrescato dal pittore Lucius(di cui ci rimane la firma) con scene del mito di Narciso e di Piramo e Tisbe, e da un tavolo in marmo di cui ci sono giunti dei resti. Il giardino era attraversato da due canali disposti a T, fiancheggiati da pilastri e arricchiti dalla presenza di statuette raffiguranti le Muse, un Satiro sdraiato, animali in lotta, Serapide, la Sfinge e la personificazione del Nilo anch’essa sdraiata. C’è un chiaro richiamo al mondo cultuale egizio nella domus, quindi e più forte ancora nel giardino. Si pensa, infatti, che l’acqua dei canali o euripi, fosse fatta esondare per ricordare le esondazioni del Nilo. Accanto ai canali correva un duplice viale pergolato, mentre accanto agli alti muri di cinta dell’abitazione erano piantati platani e querce per assicurare la frescura durante le calde giornate d’estate. Oggi la vegetazione richiama quella originaria e quella che poteva essere solo un’idea diventa realtà. Il canale longitudinale era alimentato da un piccolo ninfeo collocato sotto a un tempietto tetrastilo situato all’incrocio dei due canali. Da qui l’acqua si raccoglieva poi in una prima vasca con tre fontane, prima di finire nelle altre. Non è escluso che nelle vasche che andavano a formare gli euripi fossero allevati pesci. L’euripo longitudinale attraversava tutto il giardino spingendosi fino all’ingresso posteriore della casa, in prossimità della Palestra Grande. Da questo particolare si evince che la sistemazione del giardino come la vediamo oggi è posteriore all’ingresso di servizio.

Galleria fotografica della Casa di D. Octavius Quartio

La galleria fotografica della Casa di Octavius Quartio raccoglie i particolari più belli dell’antica e ricca domus pompeiana. In primis ci sono immagini del pergolato e degli euripi che sono la caratteristica dell’abitazione e che la rendono unica. Ampio spazio è dato anche alle immagini del calco del portale d’ingresso dell’abitazione e del quartiere dell’atrio, il nucleo più antico della villa. Significative anche le immagini relative all’apparato pittorico della villa.

Link alle immagini della Casa di D. Octavius Quartio

www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Octavio%20Quartio/index.html

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