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Pompei, casa di Paquius Proculus: foto

Foto della casa di Paquius Proculus a Pompei

Foto della casa di Paquius Proculus a Pompei

Foto della casa di Paquius Proculus a Pompei

In mancanza di dati sicuri che possano consentire l’individuazione del proprietario della domus, si è soliti pensare che questa sia appartenuta a P. Paquius Proculus o a C. Cuspius Pansa entrambi menzionati nei manifesti elettorali in facciata. Un dato che poteva aiutare è l’iscrizione PPP su una delle anfore ritrovate in casa, ma le lettere potrebbero facilmente riferirsi al produttore, al commerciante oppure al destinatario del prodotto. Si sa con certezza solo che i Cuspii erano coloni sillani.

Il primo impianto dell’abitazione doveva risalire all’età sannitica come testimoniato dai capitelli cubici all’ingresso che presenta anche un mosaico pavimentale raffigurante proprio un portale d’accesso custodito da armi e da un cane in catene.

Da qui si passa all’atrio tuscanico decorato con un mosaico a riquadri con, all’interno, figure di animali, mentre alle pareti vi era una decorazione in IV stile di cui oggi sono visibili solo due nature morte in quanto la casa dovette essere fortemente danneggiata dal terremoto del 62 d. C. e dallo sciame sismico che precedette l’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. Inoltre il rivestimento dell’impluvio era strappato e tessere di mosaico furono ritrovate all’atto dello scavo, conservate negli armadi dell’atrio.

Il mosaico dell’atrio suggerisce su un pavimento lo schema di un soffitto a cassettoni che invece di dispiegarsi intorno a un lucernario va a comporsi intorno all’impluvio delimitato da un motivo ad archi con all’interno elementi figurativi. Nei riquadri del mosaico sono presenti anche tre busti restaurati già in antico. Dall’atrio una scala di legno conduceva al piano superiore costituito da due stanze di cui una dava sull’atrio e un’altra sul peristilio da dove, forse, il padrone di casa godeva della vista dei Monti Lattari in attesa che i lavori di risistemazione del piano inferiore fossero portati a termine.

Una serie di ambienti si apriva sul peristilio. In uno di questi furono ritrovati i corpi di sette giovani che avevano cercato scampo dall’eruzione. Al centro del peristilio vi era un triclinio estivo che sorgeva all’ombra di un pergolato formato da quattro colonne e dove vi era anche una vasca d’acqua. In un ambiente in fondo al peristilio fu trovato il celebre mosaico dell’asino che cede sotto il peso di un Sileno ebbro e che oggi è conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Il triclinio ha restituito, in un tondo di terracotta, una scena nilotica con pigmei su una piccola barca, spaventati dal fatto che uno di loro cade in acqua dove lo aspettano due coccodrilli e un ippopotamo famelico. Nel gruppo anche due pigmei che invece continuano a pescare indifferentemente a quanto gli accade intorno.

La casa godeva anche di un ingresso da un vicolo privato, usato probabilmente per lo scarico delle anfore.

Galleria fotografica della Casa di Paquius Proculus.

La galleria fotografica della Casa di Paquius Proculus offre immagini che riguardano il grande mosaico pavimentale dell’atrio e, in particolare, si possono vedere i dettagli delle figure presenti nei vari riquadri. E quindi ecco che si presentano una capra, uno dei tre busti rappresentante una donna, pesci, un guerriero a cavallo, una scena mitologica, un centauro, una figura geometrica, un leone e una fiera.

Link alle immagini della Casa di Paquius Proculus

www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Paquius%Proculus/index.html

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