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Pompei: le case restaurate resteranno aperte al pubblico

Pompei, casa di Marco Lucrezio Frontone
Pompei, casa di Marco Lucrezio Frontone

Tre importanti case pompeiane sono state riaperte al pubblico dopo svariati anni e altrettanti di lavori di restauro. Già dalla riapertura per Pasqua, però, avvenuta alla presenza del ministro Franceschini, si sapeva che sarebbero state visitabili solo fino al 30 aprile e secondo orari stabiliti a causa della mancanza di personale. Oggi sembra, invece, che le domus di Romolo e Remo, di Trittolemo e di Marco Lucrezio Frontone, rimarranno aperte al pubblico in considerazione anche del grande successo di visitatori che hanno scelto l’area archeologica vesuviana come luogo da visitare durante i lunghi ponti festivi di queste ultime settimane.

I sindacati e la Soprintendenza dovrebbero incontrarsi il prossimo 12 maggio per discutere l’apertura di tutte le case agibili, e quindi non solo le tre da poco riaperte, impiegando anche il personale nella giornata di riposo pagando il lavoro come straordinario. In realtà si sa già che per permettere l’apertura delle tre domus, sarà chiusa quella del Poeta Tragico, famosa oltre che per il mosaico del Cave Canem, perché fu scelta dallo scrittore Bulwer-Lytton come abitazione di uno dei suoi personaggi nel romanzo “Gli ultimi giorni di Pompei”.

Questo ha visto la nascita di non pochi malumori in particolare contro il nuovo Soprintendente Osanna che ha “dirottato” verso il sito di Boscoreale, importante sì ma meno visitato, un certo numero di custodi provenienti da Napoli privandone, di fatto, Pompei.

Casa di Romolo e Remo

La Casa di Romolo e Remo fu costruita nel II sec. a. C. in una zona centrale della città nei pressi, cioè, di Porta Marina, del Foro e dei templi di Apollo e di Venere. Il nome della casa deriva da un affresco con la lupa che allatta Romolo e Remo e che purtroppo è andato distrutto durante i bombardamenti alleati del 1944. L’abitazione fu scavata tra il 1871 e il 1872 restituendo, oltre uno sgabello di bronzo e una cassaforte, cinque corpi di cui uno aveva stretto nella mano destra un sacchetto di numerose monete d’oro, d’argento e di bronzo mentre a un dito della mano sinistra indossava un anello d’oro e di bronzo.

Casa di Trittolemo

La Casa di Trittolemo, invece, confina proprio con Tempio di Apollo e fu costruita in età sannitica con due settori: uno pubblico e un altro privato. Fu ampiamente restaurata poco prima dell’eruzione a causa, probabilmente, dei numerosi terremoti che precedettero di poco l’eruzione del Vesuvio il 24 agosto del 79 d. C. La casa fu tra le prime a essere scavata rivelando così la splendida decorazione del triclinio di cui faceva parte il famoso affresco di Trittolemo da cui ha preso il nome la domus. Anche quest’abitazione fu danneggiata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale: Maiuri ci informa che la zona di Porta Marina fu ridotta completamente in macerie.

Casa di Marco Lucrezio Frontone

La Casa di Marco Lucrezio Frontone, infine, fu costruita alla fine del I sec. a. C. e si trova in una traversa della Via di Nola. E’ piuttosto piccola nelle dimensioni, ma ha restituito un’elegante decorazione pittorica in III stile. Il suo proprietario è oggi identificato con Marco Lucrezio Frontone candidato edile, duumviro, e quinquennale come ci informano i manifesti elettorali lungo la strada. Un’altra conferma del nome del proprietario ci viene da un graffito ritrovato nel giardino dell’abitazione e che cita proprio Marco Lucrezio Frontone. La casa doveva essere disabitata al momento dell’eruzione poiché non sono stati trovati suppellettili importanti al suo interno. In uno degli ambienti, però, furono ritrovati i corpi di un gruppo d’individui che, entrati, dalla porta secondaria, dovettero cercare rifugio alla pioggia di ceneri e lapilli prima di morire schiacciati dal crollo del muro e del tetto. C’è da dire, inoltre, che la casa, prima di questa nuova riapertura, fu restaurata in parte nelle pitture.

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