Pompei. iPad entra nel mondo della ricerca archeologica

Per gestire i dati relativi agli scavi, un’equipe di archeologi ha impiegato il tablet di Apple invece delle tradizionali carta e penna. L’impiego dell’iPad in ambito di ricerca e business si sta allargando di pari passo con le sempre maggiori modalità di utilizzo quotidiano che ne fanno gli utenti. L’ultimo caso è stato segnalato dalla Apple e concerne gli scavi archeologici di Pompei. Un gruppo di trentacinque ricercatori, guidato da Steve Ellis della University of Cincinnati, sta utilizzando l’iPad per registrare note, compilare moduli e illustrare alcuni aspetti dei siti e delle loro caratteristiche geologiche. John Wallrodt della University of

Per gestire i dati relativi agli scavi, un’equipe di archeologi ha impiegato il tablet di Apple invece delle tradizionali carta e penna. L’impiego dell’iPad in ambito di ricerca e business si sta allargando di pari passo con le sempre maggiori modalità di utilizzo quotidiano che ne fanno gli utenti.

L’ultimo caso è stato segnalato dalla Apple e concerne gli scavi archeologici di Pompei. Un gruppo di trentacinque ricercatori, guidato da Steve Ellis della University of Cincinnati, sta utilizzando l’iPad per registrare note, compilare moduli e illustrare alcuni aspetti dei siti e delle loro caratteristiche geologiche.

John Wallrodt della University of Cincinnati spiega che l’iPad è stato praticamente realizzato custom per le loro esigenze. La squadra è quindi riuscita a sostituire numerose operazioni su carta con applicazioni già esistenti sull’Apple Store, come Pages, FMTouch, OmniGraffle e iDraw. Ellis ha stimato che l’uso dell’iPad gli avrebbe fatto risparmiare circa un anno di immissione di dati e di pile di carta.

L’archeologia è l’ultimo settore a incominciare a far leva sull’iPad, dopo il mondo legale e sanitario. Secondo Apple a luglio la metà della aziende Fortune 100 stavano sperimentando o implementando l’iPad novanta giorni prima del suo lancio.

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