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Pompei, Odeion: foto

Pompei, Odeion: foto

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Foto dell’Odeion o Teatro Piccolo di Pompei

L’Odeion di Pompei, o Teatro Piccolo, si trova proprio accanto al Teatro Grande. In antico al suo interno si svolgevano audizioni musicali e declamazione di poesie al suono della cetra, sfruttando così le dimensioni ridotte dell’edificio che evitavano la dispersione dei suoni. Uno dei due duumviri promotori della costruzione dell’Odeion, come si evince da due iscrizioni, fu Caius Quinctius Valgus, proprietario di numerosi e vasti latifondi in Irpinia. Con il suo collega Marcus Porcius finanziò anche la costruzione dell’Anfiteatro. Questi due magistrati avevano una grande disposizione di denaro grazie anche alle confische dei beni degli avversari di Silla, di cui loro, fedelissimi del generale, avevano ricevuto grande parte. A questo proposito è interessante l’ipotesi di Paul Zanker che pensa al Teatro Piccolo come luogo d’incontro e di riunione dei veterani poco dopo la deduzione della colonia.

La datazione del Teatro Piccolo si fa risalire dunque all’età sillana come testimoniato anche dai resti di affreschi in II stile della frons scenae. Si pensa però che l’edificio fosse stato già progettato in età sannitica, almeno dal punto di vista d’inserimento nel piano urbanistico e poi realizzato effettivamente solo quando Pompei diventa colonia. La sua pianta è simile a quella del Teatro Grande, tranne che per la forma dell’orchestra che è perfettamente semicircolare e non a ferro di cavallo. Agli spettatori di un certo rango erano riservati i tribunalia cui si accedeva attraverso un passaggio sulla scena. I decurioni sedevano nell’ima cavea alle cui spalle vi è una balaustra a separare il passaggio alla media cavea. Assente la summa cavea. Tutta la cavea era circondata da un muro di quadrato su cui poggiava il tetto a quattro spioventi che copriva tutto l’edificio. Nella parte esterna delle parodoi sono scolpiti due Telamoni in tufo rappresentati inginocchiati e che sorreggono una cornice che in origine, a sua volta, doveva sorreggere delle anfore in tufo. Particolari sono i gradini realizzati con una cavità nella parte posteriore in modo che gli spettatori, da seduti, non erano disturbati dai piedi di chi gli stava dietro. I gradini sono in tufo. L’edificio poteva contenere fino a 1500 spettatori.

L’orchestra, molto piccola, ha una pavimentazione di marmo che si fa risalire alla prima età augustea. La frons scenae, che pure doveva essere in marmo, presenta tre porte al centro e due laterali che immettevano in uno spogliatoio.

Si può dire con certezza che l’Odeion di Pompei è l’edificio tra i meglio conservati del suo genere.

Galleria fotografica dell’Odeion di Pompei

Le immagini offerte dalla galleria fotografica mostrano l’interno dell’Odeion, con la cavea e la frons scenae in primo piano in modo da rendere più comprensibile non solo come l’edificio si presenta al visitatore moderno, ma soprattutto come doveva apparire in epoca romana, ancora ricco di marmi policromi e coperto dal tetto. Interessanti due immagini che ritraggono i Telamoni delle parodoi e i resti di affresco di II stile.

Link alla galleria fotografica dell’Odeion di Pompei

www.archart.it/italia/campania/Pompei/Pompei%20-%20Odeion/index.html

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