Pompei. Scoperto l’ultimo frammento che ricompone un’iscrizione d’amore

A secoli di distanza dalla famosa eruzione che distrusse Pompei si continua a mettere insieme i frammenti della storia d’amore incisa sul sepolcro che un liberto stava facendo ergere per sé e la moglie. Incisa nel marmo, la dichiarazione d’amore: “Lucius Catilius Pamphilus, liberto di Lucius, membro della tribù Collinian, per sua moglie Servilia, con amore”, divisa in sette frammenti, che i ricercatori, col tempo, sono riusciti a riunire. I primi quattro pezzetti, che contengono il nome dell’ex schiavo, più altri due, che riportano la parola latina che significa moglie, erano già conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ma

A secoli di distanza dalla famosa eruzione che distrusse Pompei si continua a mettere insieme i frammenti della storia d’amore incisa sul sepolcro che un liberto stava facendo ergere per sé e la moglie. Incisa nel marmo, la dichiarazione d’amore: “Lucius Catilius Pamphilus, liberto di Lucius, membro della tribù Collinian, per sua moglie Servilia, con amore”, divisa in sette frammenti, che i ricercatori, col tempo, sono riusciti a riunire.

I primi quattro pezzetti, che contengono il nome dell’ex schiavo, più altri due, che riportano la parola latina che significa moglie, erano già conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ma per completare l’iscrizione mancava il nome della moglie: Servilia, scoperto su un altro pezzetto, che dopo duemila anni è stato ricollegato agli altri sei. Testimonianza di un discorso amoroso, sepolta e oggi svelata attraverso sette romantici frammenti di marmo.

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