Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Pompei, Terme Stabiane: foto

Foto delle Terme Stabiane di Pompei

Pompei, terme Stabiane

Foto delle Terme Stabiane di Pompei

L’edificio termale prende il nome dalla vicina Via Stabiana e fu scavato tra il 1853 e il 1858, rivelando subito l’assenza dei pregiati rivestimenti marmorei, forse asportati nei giorni seguenti all’eruzione dai sopravvissuti o dai Curatores Restituendae Campaniae nominati dall’imperatore Tito.

Queste terme sono le più antiche di tutta Pompei: il nucleo più antico risale, infatti, alla piena età sannitica, IV sec. a. C., ed era in origine costituito dalla palestra nel cortile, da celle con bagni singoli e da un pozzo quadrangolare, anch’esso il più antico della città. Da questo pozzo, molto profondo, l’acqua era prelevata attraverso una ruota idraulica azionata a mano da uno schiavo. L’acqua era raccolta poi in un serbatoio per essere poi incanalata nelle vasche e nelle caldaie della struttura termale che andò poi a definirsi.

La struttura termale, come si presenta oggi, è frutto di un totale rifacimento avvenuto nel II sec. a. C., quando i duumviri C. Uulius e P. Aninius ricostruiscono la palestra, il triportico e realizzano ex novo un laconicum e un destrictarium. Non si sa come dovevano apparire dopo il restauro le colonne doriche in tufo del triportico perché dopo il 62 d. C. ,furono pesantemente stuccate e talmente appesantite da apparire tozze.

C’è da dire che quasi tutti gli edifici pubblici della città subiscono in questo periodo importanti restauri e l’80 a. C. si può prendere come anno in cui stabilire per le Terme Stabiane un assetto pressoché definitivo. Le terme hanno una forma trapezoidale per la presenza di una casa vicina di cui restano tracce di un muro divisorio nella zona della piscina.

Sul lato ovest della palestra vi è una piscina molto capiente e separata dalla palestra attraverso un piccolo muro. La natatio è affiancata da due ambienti, dove prima di nuotare gli atleti, presumibilmente, si spogliavano e si lavavano con acqua raccolta in bacini.

Entrambi i vani sono decorati con stucchi eseguiti dopo il terremoto del 62 d. C., quando comincia l’ultima fase edilizia di Pompei, in particolare sopra la volta d’ingresso ai due ambienti si vede Giove assiso in trono con lo scettro e un’aquila su un pilastrino.

L’impianto termale vero e proprio era diviso nel settore maschile e in quello femminile, non comunicanti attraverso nessun ambiente e separati da un praefurnium formato da tre caldaie. Il settore maschile occupa tutto il lato sud delle terme e vi si accedeva attraverso una porta sul lato sud-est del portico. Dopo l’ingresso vi era un vano coperto da volta a botte, alla destra del quale si aprivano delle piccole stanze che in origine dovevano avere un’uscita, poi murata, su Via dell’Abbondanza.

I clienti potevano spogliarsi nell’apodyterium e lasciare gli abiti in apposite nicchie situate alle pareti. La volta a botte era finemente stuccata. Il frigidarium si presenta invece con forma circolare e una volta a cupola dipinta di blu per richiamare un cielo stellato. Le pareti erano affrescate con scene di giardini. Al centro del vano una vasca dove l’acqua cadeva da una fontana collocata in una nicchia sulla parete. Si pensa che in età sillana fosse un laconicum per i bagni d’aria calda prodotta dalla presenza di bracieri.

Sia l’apodyterium sia il frigidarium non erano ancora in funzione al momento dell’eruzione, forse a causa dello sciame sismico precedente il 24 agosto del 79 d. C. Anche il tepidarium non è in condizioni migliori.  Nonostante questo bisogna dire che la sezione femminile al momento dell’eruzione era comunque agibile. Il calidarium presenta una vasca per il bagno caldo e tutto l’ambiente era illuminato da un foro situato in un’abside.

Sul lato nord si trova il settore femminile che manca però del frigidarium cui si rimediò collocando una vasca per i bagni freddi. Un corridoio potrebbe essere il destrictarium sillano di questo settore. Il primo ambiente che però s’incontrava era l’apodyterium cui in origine si accedeva solo attraverso due stretti corridoi che collegavano le terme con Via del Lupanare e Via Stabiana. L’apodyterium è sicuramente l’ambiente meglio conservato di tutto il settore femminile con un’elegante e semplice decorazione parietale.

Il calidarium presenta un labrum, un bacino di marmo, in ottimo stato di conservazione. Qui l’aria calda arrivava attraverso un piccolo spazio su cui vi è un semicilindro di bronzo il cui piano base è più basso, anche se di poco, di quello del bacino.

Le terme avevano anche un sovraintendente che occupava un ambiente a nord-est dell’area della palestra sulla quale si affacciava attraverso una finestra. Per difendersi dal freddo il sovraintendente usava un braciere donato da Marcus Nigidius Vaccula discendente da una ricca famiglia che possedeva un’industria del bronzo nella città di Capua.

Un perfetto impianto di spurgo serviva poi alla latrina situata nei pressi dei primi piccoli bagni. Sotto la piscina è ancora possibile vedere un vano scavato nel tufo che in molti ritengono essere una tomba arcaica. Qui vi passava anche una strada che metteva in comunicazione con il Foro e Via Marina.

A nord di questa strada si costruirono delle abitazioni in una zona extra pomeriale così come testimoniato dalla presenza della tomba. La strada poi scomparve nel IV sec. a. C. quando furono costruiti i primi spazi della finestra e la tomba fu trasformata in un deposito il cui pavimento fu rifatto nel III sec. a. C. Tutto ciò testimonierebbe un primo sviluppo urbanistico di Pompei intorno alla sola area del Foro.

All’uscita dalle terme, all’incrocio tra Via Stabiana e Via dell’Abbondanza, era situato un arco quadrifronte in laterizio con base un pilastro a sorreggere la statua loricata di Marcus Holconius Rufus, ora conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Marcus Holconius Rufus fu sicuramente il personaggio più importante della storia di Pompei. Vissuto in età augustea, fu, infatti, duumviro, quinquennale, patronus coloniae, tribunus militum a populo e sacerdos Augusti.

Galleria fotografica delle Terme Stabiane

Nella galleria fotografica è possibile vedere immagini che si riferiscono al porticato che cingeva la zona all’aperto che aveva funzione di palestra e che probabilmente fu il primo nucleo dell’impianto termale, pensato proprio le attività ginnasiali. Altre immagini riguardano le decorazioni a stucco presenti negli ambienti termali e un pavimento con i tubi di terracotta a vista per permettere il passaggio dell’aria calda.

Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane
Pompei, terme Stabiane

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*