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PompeiViva e la XII Settimana della Cultura (parte II)

Casa di Giulio Polibio a Pompei

E’ iniziata il 16 fino al 25 aprile 2010 la “XII Settimana della Cultura”, visita gratuita in 450 musei statali e libera partecipazione a 3000 eventi in tutt’Italia, annunciata alla “Casina dell’Aquila” di Pompei con l’intervento del ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi e del direttore generale del MiBAC per la valorizzazione dei beni culturali Mario Resca.

La presentazione non si è limitata alla XII Settimana della Cultura, ma ha riguardato anche i risultati dell’attività svolta dal commissario straordinario per l’area di Napoli e Pompei Marcello Fiori, il cui bilancio positivo è stato alla base delle parole di soddisfazione del ministro che abbiamo riportato nel resoconto di ieri. Riprendiamo la cronaca con l’intervento del commissario Fiori che è stato anche la premessa della visita svoltasi immediatamente dopo e ci prepariamo a raccontare nei “venerdì di Archeorivista” che trovano oggi la loro compiuta espressione.

La premessa alla visita alle nuove Domus: le realizzazioni del commissario di Pompei Fiori

Dopo la presentazione si dà avvio alla visita, al seguito del Ministro, alle nuove meraviglie di Pompei, le Domus dei “Casti Amanti” e di”Giulio Polibio” che si aprono ai visitatori. Ci si accalca negli stretti passaggi anche per l’affollarsi intorno al Ministro, poi gli spazi diventano più ampi e la folla può distribuirsi nei tanti ambienti e anditi che si succedono tra passatoie e scalette di un cantiere aperto con i ponteggi e le impalcature in funzione, si vede che fervono i lavori.

Ogni visita è preceduta da una premessa illustrativa, lo sanno i lettori dai “venerdì di Archeorivista”. Questa volta la premessa non riguarda solo le due Domus che ci accingiamo a visitare, ma si estende all’intero lavoro fatto per far uscire gli scavi di Pompei dal degrado nel quale erano caduti. A esporla è il commissario straordinario Marcello Fiori prima delle conclusioni del Ministro. Non lo conoscevamo, il tono deciso e il piglio manageriale ci hanno ricordato l’intervento di Renato Miracco – il coordinatore degli Istituti di cultura italiani in America – alla presentazione delle iniziative per il quarto centenario di Caravaggio, operativamente proiettato sul “fare”.

Nell’indicare le realizzazioni Fiori parla dell’impostazione di fondo: “Abbiamo ricondotto le iniziative al messaggio ‘PompeiViva’ non per farne uno slogan, ma perché siamo convinti che bisogna considerare Pompei come una città che ha bisogno di vita, per questo deve promuovere iniziative e attrarre iniziative. Far vivere la città vuol dire riservare continua attenzione ai suoi siti come facciamo per le nostre abitazioni, e questo attraverso un impegno costante nella manutenzione ordinaria per evitare quegli interventi straordinari molto più costosi che vengono con il degrado”. Ben 2 milioni di euro vengono destinati a questa attività permanente nel programma dei restauri, ed è significativo che questo avvenga per la prima volta, non sono le solite parole ma fatti concreti.

L’impegno è notevole, si sono già spesi 40 milioni di euro, il 90% nella tutela e messa in sicurezza del patrimonio archeologico, altri 39 milioni sono nel programma di spesa entro giugno 2010 approvato dal Ministero e dalla Regione Campania, nel quale sono inclusi impegnativi interventi di restauro: vengono fatti i nomi di Domus particolarmente suggestive: in primo piano la Villa dei Misteri, poi la Fullonica e la casa dell’Efebo, le case di Loreio Tiburtino e del Criptoportico, di Venere in Conchiglia e di Giulia Felice; e ancora la Villa di Poppea ad Oplontis da musealizzare e l’antica spiaggia di Ercolano. In totale quasi 80 milioni di euro investiti per il rilancio di Pompei.

Come si vede l’attenzione alla manutenzione ordinaria non nasce da una visione meramente conservativa, tutt’altro, e i restauri annunciati con l’apertura delle due splendide Domus le cui immagini scorrono nei video ne sono una prova: “Nella crescita c’è il futuro”, aggiunge Fiori, anche in sinergia con Napoli: “Conoscere Pompei attraverso il Vesuvio e il Vesuvio attraverso Pompei”.

E qui sciorina una serie di iniziative di valorizzazione che si innestano sulla base solida creata dalle attività di messa in sicurezza e di ripristino dal precedente degrado. Mirano a creare le condizioni migliori per l’accoglienza, in modo che i visitatori possano trovare tutti i servizi e le facilitazioni necessarie per fruire nel miglior modo possibile delle straordinarie attrattive degli scavi.

Pompei come non l’avete mai vista” comprende una serie di novità, sono tante che è difficile seguirle tutte. Il Commissario cita Pompei in bici, un percorso ciclabile di 4 chilometri, aperto dal prossimo mese di maggio con biciclette noleggiabili in loco, che comprende aree attrezzate e luoghi panoramici. Poi “Easy Pompei”, un percorso studiato con molta cura, della durata di due ore, per chi ha delle difficoltà a muoversi, inizia a Piazza Anfiteatro. Con “Baby Pompei” si organizza uno spazio per i bambini mentre i grandi fanno la visita: non è una mera sosta vigilata, si tratta di piccoli laboratori con scavi archeologici simulati e modellazione di ceramiche, lavori con rosso pompeiano ed elementi di vulcanologia, strumenti di scrittura e calcolo del passato.

Dal mese di maggio anche programmi speciali per le scuole, come la mostra laboratorio a ingresso libero a Piazza Anfiteatro con immagini e reperti “Pompei e il Vesuvio” sulla storia della città antica e degli scavi e sulla prevenzione del rischio vulcanico, viene ricostruita l’eruzione del Vesuvio con la distruzione di Pompei. All’Auditorium si avranno Concerti e balletti dell’epoca antica. Il Teatro Grande di Pompei, una meraviglia dell’antichità con 2000 posti, è pronto per essere riaperto nella stagione giugno-settembre 2010, farà da protagonista dell’estate pompeiana con un cartellone denso di eventi in collaborazione con il teatro San Carlo di Napoli e il Napoli Teatro Festival Italia. E’ stato di recente restaurato il Termopolio di Vetutius Placidus, il più importante di Pompei. Sarà riaperto l’Antiquarium come “visitor center” dove si potranno avere tutte le informazioni, verrà utilizzato anche come centro culturale.

La notte pompeiana non sarà illuminata soltanto dalle luci della ribalta del suo teatro. “Pompei di notte” è un programma di percorsi ed eventi dedicati alla Pompei notturna, che sarà avviato nel prossimo mese di giugno con un’illuminazione permanente degli scavi molto suggestiva. Le strade romane della città si accendono di luci e le Domus sembrano abitate, come se vi tornasse la vita. Poi le “lune di Pompei”, visite guidate in un’atmosfera magica e la “Notte degli astrofili”, un evento nella notte di San Lorenzo del 10 agosto per osservare le costellazioni mentre cadono le stelle.

Non c’è solo fantasia nel programma, anche sano realismo: con “Ave canem” ci si preoccupa del randagismo nelle sistemazioni protette dei cani in ambienti controllati, finché non vengono adottati com’è già avvenuto in molti casi. E la valorizzazione non è riservata solo all’archeologia, si estende all’Archeo-agricoltura, un programma di coltivazioni biologiche nelle aree agricole demaniali all’interno degli scavi.

A giugno sarà aperto l’Archeo-ristorante nella “Casina dell’Aquila” con cui “verrà riscoperto il sapore di un mondo antico: promozione, ristorazione, degustazione e mescita” di cibi genuini delle terre di Pompei dove ricette di epoca romana si uniscono a prodotti di eccellenza della tradizione campana e fanno provare l’emozione di un viaggio gastronomico nel tempo; con le uve locali sarà prodotto anche un vino speciale al quale sarà dato il nome della “Villa dei Misteri”, non per il commercio ma per utilizzarlo in promozione come “ambasciatore di Pompei nel mondo”.

Si conclude con un’espressione particolarmente suggestiva, la riporteremo al termine.

Casa di Giulio Polibio a Pompei

La visita ai siti di nuova apertura: le Domus dei “Casti Amanti” e di “Giulio Polibio”

Il commissario Fiori ha parlato delle due nuove Domus aperte al pubblico, ma è bene far parlare i luoghi in una visita che raggiunge ora la meta di questo insolito “venerdì di Archeorivista”.

L’ingresso è particolarmente suggestivo, un grande cortile con giardinetti centrali che sono stati ricostruiti riproducendo la precisa collocazione delle piante. Nelle pareti il rosso pompeiano, al centro un tappeto di pietra perfettamente conservato, mosaici nella fascia esterna e un accenno di “opus sectile” all’interno; il ministro Bondi si sofferma a lungo dinanzi a questa meraviglia.

La Domus dei “Casti Amanti” è una metafora di Pompei. Venuta alla luce 23 anni fa, mai era stato possibile visitarla, anzi negli ultimi anni l’incuria dei luoghi e il deterioramento delle copertura ne aveva messo a rischio perfino la stabilità. Ora è visitabile con un “cantiere evento”, i visitatori possono assistere ai lavori di scavo e sistemazione dalle passerelle in sicurezza avendo la visione dell’intera isola. E’ come passare dalle minacce alle opportunità, secondo l’imperativo manageriale: il recupero dall’incuria diventa occasione per uno sviluppo che diventa anche spettacolo e quindi attrattiva, merito del commissario Fiori e del direttore degli scavi Antonio Varone, il progettista.

Prende il nome dal pannello decorativo centrale che raffigura una coppia nell’atto di baciarsi, forse si è voluto sottolineare la castità della scena rispetto alle raffigurazioni di erotismo spinto per le quali sono famose altre Domus pompeiane: si tratta di un affresco di straordinaria bellezza con forme armoniose e figure delicate. Dinanzi a questa antichissima espressione artistica così raffinata passano in secondo piano il forno della panetteria e la scoperta più recente, la cisterna che portava acqua, ma la stalla ha un fascino particolare per i resti che sono stati trovati di sette animali. C’è di più, si è potuto accertare con questo sito che al momento dell’eruzione del Vesuvio nella casa si stava procedendo a dei lavori per riparare i danni del terremoto avvenuto poco prima. “Questo dimostra – dice il progettista Varone – come la società pompeiana fosse viva e attiva nel momento della tragedia”. I reperti recuperati con gli scavi più recenti, esposti sul luogo, mostrano gli oggetti di uso comune il cui inserimento negli ambienti appare nelle ricostruzioni virtuali che scorrono sugli schermi. Si pone in questo contesto la ricostruzione dei giardinetti prima accennata.

E’ un aspetto che appare ancora più evidente nella visita alla Domus di Giulio Polibio, su Via dell’Abbondanza, l’altro regalo che fa l’antichissima e nuova Pompei ai visitatori. Perché questa Domus, che risale al III secolo, è come se fosse abitata. Dopo il grande cortile con un colonnato perfettamente conservato, la dimensione casalinga: è data dagli arredi ricostruiti e inseriti al punto giusto, triclini e sgabelli; nonché dai locali cucine con gli spazi di cottura. Ma prima l‘alta figura del padrone di casa Polibio accoglie i visitatori con un ologramma parlante, mentre alla fine del giro una donna in attesa di un bambino, nella virtualità di un ologramma muto, è seduta nell’ultima stanza dove furono trovate le vittime, potrebbe essere la figlia del proprietario; le pareti hanno riquadri scuri, è immersa nel buio per dare risalto alla dolce figura femminile posta al centro.

L’installazione multimediale comprende suoni diffusi in cinque delle aree della casa: si sentono i rumori della strada e della natura, quelli delle attività domestiche e dei lavori in corso al momento dell’eruzione; si distinguono cinguettii di uccelli, zampilli d’acqua, colpi di vento.

Questa ambientazione suggestiva accompagna nel percorso che si affaccia su una serie di stanze di una vasta planimetria, evidenziata in un plastico. Le decorazioni marmoree dei pavimenti esprimono l’agiatezza dei proprietari, dato l’alto costo del marmo. Nell’atrio decorazioni pittoriche riferite al II secolo in alto e al I secolo in basso, la normale evoluzione nel tempo.

Casa di Giulio Polibio a Pompei

Ci fermiamo ad ammirare una stanza dalle pareti completamente istoriate con figurazioni geometriche a grandi riquadri, simmetriche ma non uguali nella singola fascia, più grandi al centro e più piccole in basso, con eleganti figure nella parte superiore a volta. Poi ecco delle straordinarie pitture, piccole figure in volo in uno sfondo di rosso pompeiano intenso o composizioni pittoriche che si stagliano su pareti del consueto rosso pompeiano, che domina nella Domus: spiccano due alte figure ai margini della composizione, e un grande serpente dalle spire che si snodano al centro.

Casa di Giulio Polibio a Pompei

Si resta sbalorditi dinanzi a queste meraviglie finora non accessibili al pubblico. L’esposizione degli oggetti trovati nel luogo ci riavvicina alla realtà odierna.

Usciamo dalla Domus per tornare alla “Casina dell’Aquila” da dove inizierà il viaggio di ritorno per Roma. Il percorso è sulle strade romane di Pompei, ai lati le singole Domus con i nomi dei proprietari, la visita del “venerdì di Archeorivista” continua anche non volendo. Pur restando all’esterno si vedono gli insediamenti per le attività economiche e casalinghe e grandi affreschi murali protetti. Acceleriamo il passo, non vorremmo incorrere nella “sindrome di Stendhal”.

Ci tornano in mente le parole che concludono la presentazione di PompeiViva del commissario Fiori: “In diretta con il passato, in sintonia con il presente, in sinergia con il futuro”. E’ il migliore sigillo alla nostra visita che chiude una giornata ricca di motivi e di emozioni. Ma può essere qualcosa che va ben oltre.

(tutte le foto: cortesia Romano Maria Levante)

6 Commenti su PompeiViva e la XII Settimana della Cultura (parte II)

  1. Leggendo è guardando le immagini mi è venuta una gran voglia di tornare a visitare Pompei. Grazie.

  2. Un sentito ringraziamento al dott. Levante per l’articolo così ricco di osservazioni e spunti di approfondimenti.
    Mi preme soffermarmi sulla prima parte del servizio: la XII Settimana della cultura. L’Italia possiede il più ampio patrimonio culturale a livello mondiale con oltre 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco. Nonostante ciò il ritorno economico in Italia è inferiore ad altre nazioni come la Francia, il Regno Unito o gli Stati Uniti. Esperti molto accreditati affermano che molti musei e biblioteche italiane sono male organizzati. Spesso si tratta di istituzioni, che sembrano esistere più per rispondere alle esigenze di coloro che vi lavorano che a quelle di turisti e utenti.
    Eppure le code chilometriche davanti agli Uffizi di Firenze o le resse ai festival di letteratura o di filosofia e alle mostre d’arte ben allestite in tante città, testimoniano che la domanda di cultura è molto forte nel nostro Paese, anche se non sempre molto qualificata. Chi si sposta per l’Italia trova piazze, monumenti, palazzi, cattedrali, castelli, il cui splendore mozza il fiato. Il nostro Sud è stato la culla della civiltà: Greci, Romani, Arabi, Francesi e Spagnoli vi hanno lasciato testimonianze artistiche e culturali di incommensurabile valore. Secondo l’Osservatorio Nazionale del Turismo nel 2009 il turismo in Italia ha saputo ben contrastare la crisi mondiale, pertanto ci sono buone prospettive per il futuro. Per garantire la tutela e la valorizzazione di questo immenso giacimento di opere e sa¬peri artistici, come insegnante penso sia indispensabile favorire nelle nuove generazioni lo sviluppo di una diffusa cultura estetica che deve divenire parte essenziale della didattica e della formazione scolastica.

  3. Sono di origini napoletane e ricordo i giorni dell’adolescenza quando percorrevo le strade di Pompei. Rivedere nascere nuovamente la città dalle sue ceneri mi riempie di orgoglio e sono fermamente convinto che una tale iniziativa permetterà nuove ed entusiasmanti passeggiate agli scavi per respirare l’aria dell’antichità che si rinnova nel nostro secolo.

  4. Una sola considerazione in merito a questo articolo, poichè non serve aggiungere altro all’esauriente descrizione dell’autore dell’articolo: è un piacere constatare che il sito archeologico più importante del mondo che tutti ci invidiano stia rinascendo a nuova vita. Il merito va al Ministro per tutti gli sforzi che sta facendo per riportare all’attenzione degli italiani e del mondo intero l’unica città che preservata dalle ceneri di un vulcano ci ha restituito le testimonianze dellì’esistenza di migliaia di persone che persero la vita nell’immane tragedia dell’eruzione del Vesuvio. Un sito i cui significati vanno ben oltre gli aspetti artistici della civiltà romana, toccano l’anima ed il cuore di chiunque abbia rispetto per il contributo di quell’umanità scomparsa che ha tramandato ai posteri la sua essenza. Pompei, come Ercolano, Stabia, Oplonti e tutte le città dell’area vesuviana sono un sacrario che merita il rispetto dell’attuale popolazione che vive nel presente. Una meravigliosa operazione che recupera anni di innominabile oblio e che apre la strada alle nuove generazioni per una migliore comprensione del passato a cui tanto dobbiamo. Sull’argomento tornerò a parlare dal vivo presso L’Arcadia delle Muse, una nuova libreria nel centro di Roma che propone a similitudine dei venerdi di Archeorivista, i venerdi culturali ad argomento storico, geologico ed archeologico che hanno lo scopo di aumentare e mantenere viva l’attenzione di tutti su questi argomenti che fanno parte del nostro presente e non del nostro passato. Grazie per queste iniziative.

  5. Un sentito ringraziamento al dott. Levante per l’articolo così ricco di osservazioni e spunti di approfondimenti.
    Mi preme soffermarmi sulla prima parte del servizio: la XII Settimana della cultura. L’Italia possiede il più ampio patrimonio culturale a livello mondiale con oltre 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco. Nonostante ciò il ritorno economico in Italia è inferiore ad altre nazioni come la Francia, il Regno Unito o gli Stati Uniti. Esperti molto accreditati affermano che molti musei e biblioteche italiane sono male organizzati. Spesso si tratta di istituzioni, che sembrano esistere più per rispondere alle esigenze di coloro che vi lavorano che a quelle di turisti e utenti.
    Eppure le code chilometriche davanti agli Uffizi di Firenze o le resse ai festival di letteratura o di filosofia e alle mostre d’arte ben allestite in tante città, testimoniano che la domanda di cultura è molto forte nel nostro Paese, anche se non sempre molto qualificata. Chi si sposta per l’Italia trova piazze, monumenti, palazzi, cattedrali, castelli, il cui splendore mozza il fiato. Il nostro Sud è stato la culla della civiltà: Greci, Romani, Arabi, Francesi e Spagnoli vi hanno lasciato testimonianze artistiche e culturali di incommensurabile valore. Secondo l’Osservatorio Nazionale del Turismo nel 2009 il turismo in Italia ha saputo ben contrastare la crisi mondiale, pertanto ci sono buone prospettive per il futuro. Per garantire la tutela e la valorizzazione di questo immenso giacimento di opere e saperi artistici, come insegnante penso sia indispensabile favorire nelle nuove generazioni lo sviluppo di una diffusa cultura estetica che deve divenire parte essenziale della didattica e della formazione scolastica.

  6. Questa seconda parte del servizio sulla “XII Settimana della Cultura” si apre con una “fotografia” sulla folla che si accalca nell’avvio alla visita delle Domus dei “Casti Amanti” e di “Giulio Polibio”, ma anche nel dar risalto all’intero lavoro fatto per far uscire gli scavi di Pompei dal degrado nel quale erano caduti.
    Poi una narrazione ordinata e completa dell’intervento del Commissario Straordinario Marcello Fiori sulle realizzazioni per promuovere ed attrarre iniziative, sulla manutenzione ordinaria e sull’impegno finanziario, su una serie di iniziative di valorizzazione delle straordinarie attrattive degli scavi.
    Quindi, il Levante che più ci affascina, quello della valorizzazione della cultura visiva, far vedere per far conoscere meglio, si riesce, così, a gustare i suoi servizi arricchiti anche da foto stupende qualitativamente e artisticamente.
    Tutto questo nella visita delle Domus dei “Casti Amanti” e di “Giulio Polibio” e da tutta l’ambientazione suggestiva nel percorso di una serie di stanze, dalle decorazioni sui pavimenti a quelle pittoriche dell’atrio, dalle figurazioni geometriche alle straordinarie pitture su pareti (le due ultime foto del servizio).
    Il miglior sigillo alla visita, per l’autore sono le parole che hanno concluso la presentazione di PompeiViva del Commissario Fiori “in diretta con il passato, in sintonia con il presente, in sinergia con il futuro”, per noi l’averla partecipata.

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