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PompeiViva lancia la “XII Settimana della Cultura” (parte I)

Pompei, XII settimana della cultura

Questa volta la visita dei “venerdì di Archeorivista” approda al sito archeologico per eccellenza, gli scavi di Pompei: è riduttivo definirlo sito, è un’intera città romana conservata sotto la coltre di cenere che ha preservato anche i calchi delle persone sorprese nelle loro attività e rimaste immote. A Pompei il 15 aprile viene presentata la “XII Settimana della cultura” indetta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal 16 al 25 aprile 2010, per dare ad essa il massimo rilievo.

I contenuti della XII Settimana della Cultura

La settimana entra a pieno titolo nei “venerdì di Archeorivista” perché musei e siti archeologici sono i protagonisti, insieme agli altri luoghi di cultura, di questo che è il maggiore evento culturale dell’anno. Si potranno visitare gratuitamente tutti i luoghi di cultura statali nell’intero territorio nazionale per dieci giorni, una settimana più un intero week end di ingresso libero: sono 450 e vi saranno ben 3000 eventi e manifestazioni culturali.

Per coglierne la portata basti pensare che gli altri eventi del genere promossi dal Ministero per la Festa degli innamorati e la Festa della donna sono molto più limitati nel tempo, un solo week end e meno generosi nei contenuti, gratuità per uno solo della coppia nel primo, soltanto per le donne nel secondo. La benemerita Giornata Fai di primavera ha riguardato un numero di siti, molto elevato, ben 590 e molti con apertura straordinaria, tutti quelli nella disponibilità dell’associazione, ma solo per un week end e poneva l’accento sull’offerta libera per sostenerne la meritoria attività. Qui siano nella gratuità totale, per tutti i siti e musei statali e, lo ripetiamo, per ben dieci giorni nel cuore della bella stagione per di più fitti di manifestazioni ed eventi. E’ pur vero che come per il male anche per il bene non c’è mai fine.

Il fatto che l’offerta riguardi la totalità dei musei e luoghi di cultura statali esime dal dare conto delle principali località aperte alle visite gratuite di tutti. Ci preme piuttosto inquadrare la manifestazione nell’attività del Ministero di cui abbiamo a suo tempo illustrato il programma 2010.

Si può riassumere nella parola “valorizzazione”, aggiunta alla tutela, declinata con la mobilitazione delle risorse umane di eccellenza in un’impostazione manageriale mirata ad un’offerta competitiva da rendere visibile in Italia e all’estero con un’appropriata comunicazione.

Ma non è possibile trovarsi a Pompei e non parlare di Pompei, e allora lo faremo dopo aver dato conto della presentazione del direttore generale Mario R esca e delle conclusioni del ministro Sandro Bondi, anche perché il Commissario straordinario per l’area archeologica di Napoli e Pompei Marcello Fiori ha illustrato i risultati raggiunti, poi c’è stata una suggestiva visita al seguito del Ministro nelle due nuove meraviglie che Pompei apre al pubblico, la Domus dei Casti Amanti e la Domus di Giulio Polibio. Così il nostro “venerdì di Archeorivista”, dopo aver dato conto della XII Settimana della cultura, rientrerà nel proprio alveo: la visita a un sito archeologico o museale di primaria importanza.

Bondi alla casa dei Casti Amanti 
Il Ministro Bondi in visita alla casa dei Casti Amanti

La presentazione di Mario Resca, direttore generale del MiBAC per la valorizzazione

Entrare nell’area di Pompei è sempre un’emozione, sembra di essere saliti sulla macchina del tempo ed essere tornati a quell’epoca. Tanto sono ben conservate le strade con il basolato romano, i solchi dei carri, ai lati i grandi muri in “opus reticulatum” e la teoria delle tante domus allineate. All’ingresso i colonnati molto ben conservati, i metri di cenere che li seppellirono dopo l’eruzione li hanno protetti, così il grande Teatro romano, acceleriamo per non esserne catturati .

Raggiungiamo la Casina dell’Aquila, bella palazzina settecentesca, la conferenza stampa ci riporta alla realtà, è affollatissima con i partecipanti che si pigiano nella sala. Il ministro Bondi, il direttore generale Resca, il commissario straordinario di Pompei Fiori attendono che si faccia ordine, è inaspettata e di buon auspicio tale partecipazione, dovrebbe garantire una comunicazione adeguata.

Mario Resca inizia dalla presentazione della XII Settimana della cultura con i 450 musei aperti dal 16 al 25 aprile, sottolinea l’importanza degli oltre 3000 eventi gratuiti tra aperture, manifestazioni, convegni, e ricorda la positiva inversione di tendenza nell’afflusso di visitatori; Pompei eccelle in questa crescita con percentuali a due cifre, risultato che non è venuto da sé ma è frutto del rinnovamento nell’offerta ai turisti, e il Commissario dirà poi come lo ha realizzato.

Non aggiunge molto sui contenuti dell’offerta gratuita, è totale per la settimana di dieci giorni, quindi ci sarebbe troppo da dire; sono specificati in appositi giornali-guida. Ci tiene a sottolineare l’impegno nella comunicazione, ritenuto fondamentale: e qui la mobilitazione delle “reti amiche”, anche con le forme più avanzate a cui concorrono il Ministero della Funzione pubblica per l’aspetto tecnologico, Banche e altri istituti per i rispettivi canali; si potranno avere direttamente nei cellulari le informazioni sugli eventi, è un messaggio soprattutto per i giovani; al grande pubblico degli sportivi si arriva con le sciarpe bianche orlate di azzurro del MiBAC al collo degli allenatori nella giornata calcistica di Serie A, ai viaggiatori con i “desk informativi” in 18 stazioni ferroviarie gestiti da studenti che distribuiranno una guida degli eventi, agli universitari attraverso le loro emittenti, a tutti con messaggi irradiati dalle grandi reti televisive tutte partecipi.

L’elenco delle istituzioni partner e anche quello degli sponsor è interminabile, una quarantina, mobilitazione edificante che attiva sinergie impensate in un paese che spesso si fa “riconoscere” per le divisioni e i contrasti distruttivi. Nei ringraziamenti di Resca spiccano quelli alle televisioni, pubbliche e private, anche la Cnn, citate una per una a riprova dell’importanza annessa alla comunicazione; e soprattutto a Google che ha reso possibile la visita virtuale agli scavi di Pompei, come premessa particolarmente qualificante per un’estensione ai principali siti archeologici, dato che la conoscenza virtuale è premessa di quella diretta: dopo si vuol venire a vedere di persona.

Ci sono motivazioni economiche alla base di questa strategia, ma anche il convincimento che promuovere la conoscenza del patrimonio culturale da parte dei cittadini negli strati più ampi di popolazione dà impulso alla loro crescita civile e al rafforzamento dello spirito democratico.

Le conclusioni di Sandro Bondi, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Il ministro Sandro Bondi conclude con un intervento niente affatto rituale, anche nel tono. Dalle sue parole traspare la soddisfazione dei risultati raggiunti, ma anche la percezione dei rischi insiti nella scommessa fatta ribaltando completamente la politica seguita nei beni culturali e nella scelta delle persone a cui affidare le relative responsabilità; una scelta difficile che incontrò i ben noti ostacoli e incomprensioni. Forse ha voluto togliersi alcuni sassolini dalla scarpa rispondendo indirettamente agli attacchi ingenerosi di questi ultimi tempi. Ma senza darlo a vedere, ripercorrendo con il suo modo piano e pacato ma deciso le scelte compiute e le loro motivazioni.

Non si è soffermato molto sulla XII Settimana per la Cultura, si trovava a Pompei dove le sue scelte coraggiose risultano vincenti, e il commissario straordinario Marcello Fiori aveva tracciato i primi consuntivi oltremodo positivi, di cui diremo più avanti. “Allora dove eravamo rimasti?” sembrava volesse esordire tornando alla propria assunzione della responsabilità di governo dei beni culturali.

“Fu la stampa a sollevare il grido d’allarme sulle condizioni dell’area archeologica di Pompei”, inizia il Ministro facendo un omaggio ai tanti giornalisti presenti. “L’abbiamo ascoltata e ci siamo assunti le nostre responsabilità, abbiamo lavorato con serietà e scrupolo, oggi siamo qui non per fare propaganda ma per dare conto dei risultati alla stampa e ai cittadini d’Italia e del mondo che amano Pompei. Vogliamo essere giudicati dai risultati e speriamo che il giudizio di tutti sia obiettivo, fondato non su pregiudizi o appartenenze ma su realtà; potremo sempre essere criticati, non tutto può essere perfetto ma ci sentiamo soddisfatti e consapevoli di aver fatto un buon lavoro”.

E qui i ringraziamenti al commissario Fiori per il lavoro fatto a Pompei e al direttore generale Resca per il lavoro a livello nazionale: “E’ stata la scelta giusta e si toccano già i primi frutti molto positivi”, si riferisce al fioccare di iniziative e alla risposta nel pubblico espressa dalla crescita del numero dei visitatori. “Abbiamo l’ambizione di applicare ai beni culturali la politica del fare, finora alquanto estranea in un mondo dedito piuttosto a discussioni anche appassionate ma spesso avulse dalla realtà e lontane dal produrre risultati positivi”. Spiega subito come è stata applicata questa politica riportandosi agli inizi del suo mandato, al “dove eravamo rimasti”: “Ci siamo chiesti perché un paese come l’Italia, con il maggiore patrimonio artistico culturale al mondo perdeva posizioni su posizioni rispetto a paesi con un patrimonio infinitamente minore che riuscivano ad avere maggiore attrattiva turistica”. Ci è tornato in mente il “calabrone Italia”, che non poteva volare ma volava nell’economia; qui in senso opposto, dovrebbe volare eccome ma non vola nel turismo culturale.

La risposta all’interrogativo è che “non si era mai tentato di unire cultura, competenze ed eccellenze – di valore mondiale per la gestione del patrimonio artistico e per il restauro – alle capacità organizzative e manageriali, alle risorse tecnologiche e della comunicazione, assenti o del tutto trascurate per la valorizzazione”. E’ stato l’uovo di Colombo: “Se non facciamo conoscere le ricchezze che abbiamo, restano limitate agli addetti ai lavori e a pochi iniziati, e si danneggia non solo lo sviluppo economico ma anche quello civile e culturale che è la base della democrazia”.

La scelta di un grande manager del settore privato come Resca, e i commissariamenti tra cui quello di Pompei, rispondono a questa esigenza. Che non ha portato ad esautorare le competenze culturali del settore, tutt’altro: “Si sono valorizzate, prendendo tutte le decisioni d’intesa tra i manager operativi e i responsabili culturali”, a Pompei tra Commissario e soprintendente, che hanno competenze complementari. ”Sono stato intransigente nella mia impostazione – ha rivendicato il Ministro – allo Stato e agli organi che ne sono emanazione diretta va la tutela del patrimonio artistico, a una ‘governance’ che operi d’intesa con le istituzioni locali, gli enti e i privati la valorizzazione”.

Conclude dicendo che “è questa la sfida del futuro” è dà un annuncio: sarà prorogato il mandato al Fiori per poter definire “forme innovative che rendano possibile, dopo il commissariamento, una gestione efficace in collaborazione con la Regione, volte anche ad individuare partner nazionali ed internazionali in grado di valorizzare Pompei come motore dello sviluppo culturale ed economico”.

L’idea della “governance” trova l’immediata condivisione del nuovo presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, dichiaratosi “in totale sintonia con il ministro Bondi” anche per la strategia che coniuga valorizzazione a conservazione e punta su organizzazione e nuove tecnologie con un’adeguata comunicazione: “Occorre definire un nuovo sistema di ‘governance’ a cui concorrano le istituzioni locali, la regione e lo Stato, e trovare il modo di attrarre il turismo di qualità, non basta quello di massa per il quale la concorrenza è sempre più aspra. Così Pompei potrà rilanciarsi con notevoli vantaggi anche sul piano economico per la Regione Campania e non solo”.

Al ministro Bondi le ultime parole: alla notizia del prolungamento del mandato di Commissario a Marcello Fiori aggiunge il preannuncio dell’arrivo di Giuseppe Proietti, già Segretario generale del ministero ed esperto di archeologia, alla soprintendenza. E non manca di ricordare che il degrado del passato non dipendeva dall’assenza di fondi, ma dal fatto che non si è riusciti ad impiegarli. “Ora si è riusciti a farlo con i programmi e le persone giuste”. Per concludere: Ne nascerà qualcosa di molto importante per l’intero Paese”.

Pompei, Casa dei casti Amanti

(foto 2,3 e 4: cortesia Romano Maria Levante)

2 Commenti su PompeiViva lancia la “XII Settimana della Cultura” (parte I)

  1. L’Italia intera meriterebbe ogni anno non la settimana della cultura, ma l’anno della cultura… Con ciò voglio intendere che il nostro paese è universalmente meritevole di attenzione per la ricchezza del suo patrimonio storico, archeologico, artistico e naturalistico. L’iniziativa pertanto è degna della massima solidarietà e mi auguro si allarghi alle centinaia, anzi migliaia di siti che nobilitano la nostra penisola. Grazie Signor Ministro, a costo di essere ripetitivo nei miei commenti, le parole non bastano per descrivere la soddisfazione di una persona che della cultura fa il motore, il cuore pulsante di tutto il suo essere. Un grazie speciale al mio caro Dott. Levante che instancabile operatore di cultura sa trasmettere a tutti con parole semplici e nel contempo precise e tecnicamente ineccepibili le sensazioni che si provano davanti alle meraviglie dell’arte in ogni sua rappresentazione.

  2. La presentazione a Pompei della “XII Settimana della Cultura”, indetta dal “Ministero per i Beni e le Attività Culturali”, non poteva non entrare, a pieno titolo, nel “Venerdì di Archeorivista” per l’attenzione che il dott. Romano Maria Levante riesce a suscitare su tutte le manifestazioni culturali, con assoluta originalità.
    Dopo aver riaffermato che per ben dieci giorni, nell’intero territorio nazionale, ad ingresso libero, si potranno visitare tutti i luoghi di cultura statali, parla di Pompei, definendola “un’intera città romana conservata sotto la coltre di cenere”, dando conto della presentazione del direttore generale Mario Resca e delle conclusioni del Ministro Sandro Bondi.
    Quindi la suggestiva visita al seguito del Ministro nelle due nuove meraviglie che Pompei ha aperto al pubblico e l’emozione di entrare nell’area di Pompei, con osservazione di quanto visibile, offrendo anche narrazione degli interventi, il tutto con il valore aggiunto dell’approfondimento.
    Il dott. Levante credo, riesca a diffondere conoscenza anche in semplici lettori, per la capacità che ha d’integrare con il suo commento qualsiasi manifestazione, offrendo cultura.
    Il questo suo servizio, in particolare, l’autore è vero interprete della “valorizzazione”, attraverso un’appropriata comunicazione, per una migliore attuazione del programma 2010 del Ministero Beni e Attività Culturali.
    Mentre sto scrivendo di comunicazione, alle mie spalle, dalla televisione (TG5 delle 13) la voce del Ministro Bondi a farne di propria e sul mio computer la foto della sua visita alla casa dei Casti Amanti.
    Una lieta coincidenza sicuramente, ma anche un motivo in più di riflessione: il Levante, con i suoi servizi, rende visibile ciò che scrive, come fossero resi per televisione.
    Dalle conclusioni del Ministro Sandro Bondi, “mostrate” dal Levante, la dimostrazione tangibile del successo di questo evento culturale dell’anno, sicuramente il maggiore tra quelli realizzati; nei ringraziamenti al Commissario Straordinario Marcello Fiori il plauso per il lavoro svolto a Pompei.

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