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Pont du Gard

Pont-du-Gard

Da Nimes, proseguendo sull’autostrada A9 verso Orange si raggiunge Remoulins, da dove ci si inoltra lungo la strada D981 in direzione di Uzès. Una ben evidente segnaletica avviserà dell’imminenza della deviazione per il Pont du Gard, la più stupefacente meraviglia della Provenza romana: i resti monumentali del ponte realizzato per consentire all’acquedotto che alimentava Nimes di superare la profonda gola rocciosa del fiume Gardon.

Un ponte di ingegno

Venne costruito nel 19 a.C. per prelevare le acque delle sorgenti di Uzès, distanti quasi 50 km dalla città, e distribuiva quasi 20.000 metri cubi di acqua al giorno. La spettacolarità del monumento, e del luogo nel quale si trova, lo rendono una tappa davvero irrinunciabile. Il Pont du Gard è lungo 275 metri ed alto 49, realizzato con blocchi di pietra locale del peso medio di 6 tonnellate ciascuna, e si sviluppa su tre livelli ad archi di dimensioni minori man mano che si sale verso l’alto: quello inferiore ne ha 6, quello medio 11 e quello superiore, sul quale corre la tubazione, ben 35. La saggia capacità di gestione dei beni culturali che caratterizza i francesi ha trasformato l’intero comprensorio in un grande parco archeologico incentrato sull’unica emergenza esistente. Dall’ampio parcheggio si accede ad un grandioso centro visite dotato di ogni servizio, inclusi book shop e ristoranti; nel piano sotterraneo si apre un grande museo didattico dove diorami e ricostruzioni in scala reale mostrano le tecniche costruttive romane e le rudimentali macchine usate per la realizzazione dell’opera. Un sentiero conduce poi alla gola, isolata dalle strade di comunicazione grazie a varianti viarie, nella quale si trovano punti di sosta e ristoranti. Un ponte pedonale affianca l’acquedotto e ne permette la visita da vicino. Volendo si può scendere lungo il corso del fiume Gardon, noleggiando canoe o facendovi il bagno, oppure salire sulla cresta rocciosa della gola per ammirare il monumento dall’alto, al livello della condotta idrica oggi dismessa.

Il Museo del Pont du Gard

Nel museo una serie di dati tecnici permette di apprezzare la genialità costruttiva dell’opera, caratterizzata da una inclinazione minima ma sufficiente per fornire all’acqua la giusta spinta. Si scopre così che pendenza, velocità e impeto delle acque, luce degli archi sui tre ordini, materiali da costruzione e persino l’estetica furono studiati con grande cura e maestria.

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