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Ponza (isola)

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Ponza è la maggiore tra le isole dell’Arcipelago Pontino nel Mar Tirreno, di fronte al Golfo di Gaeta. Secondo alcuni vi si potrebbe riconoscere la leggendaria terra della maga Circe, che trasformò in animali alcuni dei compagni di Ulisse, per poi restituirgli aspetto umano, una volta vinta dalla scaltrezza dell’eroe.

Storia

La frequentazione dell’isola da parte dell’uomo sembra risalire almeno al Neolitico, periodo cui appartengono le schegge di ossidiana rinvenute nel secolo scorso in diversi punti della zona meridionale. Qualche frammento di ceramica ad impasto indica, poi, come persistessero già insediamenti di tipo capannicolo, databili al Bronzo antico. La più antica testimonianza letteraria risale, tuttavia, solo alla fine del IV secolo a.C., quando Ponza divenne una colonia latina.

E’ comunque indubbio, come si è evidenziato grazie ai ritrovamenti archeologici, che lo stanziamento sull’isola vada individuato molto più indietro nel tempo. La posizione strategica di Ponza, lungo la direttrice delle rotte che da Ischia collegavano le coste laziali e Toscane e la Sardegna, ha portato a supporre anche una frequentazione da parte dei Greci, benché manchi una testimonianza concreta.

Ponza cadde sotto il dominio di Anzio, caposaldo volsco, per la necessità di controllare la costa; l’isola offriva, infatti, un naturale luogo di approdo nella località Santa Maria in grado di ospitare stabilmente e proteggere una flotta. La colonizzazione da parte dei Volsci è documentata, in particolare, da Livio (IX, 28).

La conquista definitiva dell’arcipelago da parte dei Romani avvenne dopo la sconfitta della flotta volsca ad Anzio, nel 338 a.C.. Secondo Livio (IX,28) e Diodoro Siculo (XIX, 101, 3) Roma dedusse una colonia a Ponza nel 313 a.C. e vi pose uno stanziamento ufficiale, probabilmente con caratteristiche militari, per ovvie ragioni strategiche.

Nel 209 a.C. l’isola inviò a Roma aiuti per la lotta contro Annibale ed il nome di Ponza rimane, infatti, tra quelle poche colonie che rimasero fedeli alla città in questo difficile frangente (Livio, XXVII, 9, 1-10; XXXIX, 15).

Nelle immediate vicinaze dell’isola, in località Secca dei Mattoni, è stato individuato un relitto di nave oneraria, datato in base al carico, alla prima metà del I sec. a.C.. Solo dalla metà del I secolo a.C., in conseguenza del vasto fiorire delle ville marittime lungo il Tirreno, l’attenzione delle classi più abienti si rivolse alle principali isole dell’Arcipelago Pontino. Strabone tra I a.C. e I d.C. citava le isole di Pandaria e Ponza, piccole ma ricche di bellissime residenze. Le ville sono legate, nella loro costruzione, alla particolare orografia dell’isola, che impose la realizzazione di complesse strutture di terrazzamento, spesso le uniche tracce residue.

I complessi principali, tra quelli ancora oggi conservati, sono la villa in località S. Antonio, quella di S. Maria e quella di Punta della Madonna, mentre l’unica struttura di pianura è la villa in località Padula. La prima età augustea rappresenta la fase di una completa reimpostazione urbanistica, che portò, innanzitutto, a raccordare i singoli settori dell’isola, basandosi, nell’esecuzione tecnica, sulle precedenti esperienze campane e dell’area flegrea in particolare.

Le isole pontine si ricordano anche come luogo di esilio per esponenti delle famiglie imperiali, i quali, benchè confinati, potevano continuare a godere di tutti i vantaggi del loro rango. A Ponza risiedettero Nerone, figlio di Germanico, allontanato per ordine di Tiberio, le due sorelle di Caligola, Agrippina e Giulia ed anche Orestilla, moglie delle stesso imperatore.

Dopo il II sec. d.C. le testimonianze di vita sull’isola si vanno rarefacendo, tanto che per i secoli successivi si conoscono solo un mitreo in località Salita dello Scalpellino e le necropoli, che continuarono ad essere utilizzate per diversi secoli dopo la loro realizzazione.

Nel Medioevo Ponza fu sede di un insediamento monastico, che con alterne vicende, rimase attivo fino al XV secolo.

Siti archeologici

Scopri i siti archeologici e monumentali dell’Isola di Ponza

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