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Popoli Italici: Liguri

guerriero ligure

Liguri

I limiti geografici del territorio dei Liguri non sono facilmente identificabili. Generalmente si considera che nel periodo precedente il dominio etrusco e poi quello romano alcune aree del Piemonte meridionale, la Lombardia e parte dell’Emilia occidentale fossero sotto il controllo ligure.

guerriero ligure
Cartina con la diffusione geografica dei Liguri

Fonti

Sebbene spesso considerati come un popolo marginale nella protostoria italiana i Liguri sono largamente citati dalle fonti storiche e letterarie greche o latine. Tucidide li nomina più volte, Esiodo invece ce li presenta come abitanti dei confini della terra, quando ovviamente le Grecia era il centro del mondo conosciuto. Eratostene chiamava addirittura l’intera penisola italiana e la Spagna Ligustikè, cioè Liguria. Livio e Plinio invece identificano gli antichi abitanti dell’odierna regione come Laevi e Marici.

Lingua

Non è facile definire la lingua parlata dai liguri a causa della scarsità delle fonti. I pochi testi giunti fino a noi sembrano scritti in una lingua celtica che utilizza l’alfabeto etrusco: il leponzio-ligure. L’alfabeto proviene dall’Etruria settentrionale, mentre la scrittura ha una derivazione dalla zona di Orvieto e di Vulci, nell’area sud del territorio occupato dagli etruschi.

Storia

Si può parlare di un vero e proprio popolamento del territorio a partire dal XVI sec a.C., quando probabilmente alcuni gruppi di cavalieri si spostarono dall’Europa centro orientale fino alla regione ligure, portando con sé tradizioni fino ad allora sconosciute, come la coltivazione della canapa e dalla segale, l’allevamento del cavallo, l’utilizzo di carri da guerra, l’uso di lunghe spade ed asce da guerra.

Nel XIV sec la colonizzazione del territorio sembrava completata: particolarmente importanti erano le vie d’acqua, che venivano controllate attraverso insediamenti abitativi in prossimità di porti o fiumi. Nacquero i primi centri che nel corso dei secoli si sviluppano: dapprima Chiavari, poi l’importante porto di Genova (V sec) e Ameglia-Cafaggio.

I liguri lentamente però, a partire al V sec, persero il predominio delle vie commerciali, soppiantati dagli Etruschi, che nel IV sec assunsero il controllo della costa. Ciò che rimaneva dei Liguri si unì ai Cartaginesi nella guerra contro Roma che vide una serie di duri scontri e un’estenuante guerriglia civile tra il 200 e il 177 a.C., anno in cui i romani insediarono i propri coloni nelle aree sottratte al dominio ligure.

Città e abitazioni

Per l’età più antica si conosce ben poco degli insediamenti Liguri: si trattava di piccoli villaggi per lo più in altura, spesso terrazzati, situati lungo le vie del transito tra la costa ligure e il Piemonte meridionale.

Nel VI sec nacque la città di Chiavari, la cui parte abitativa ci è poco nota. Sappiamo che era dotata di un porto, ma non presentava le caratteristiche di predominio delle vie di comunicazione nell’entroterra.

Tra la fine del VI e l’inizio del V sec a.C. gruppi etruschi, con la collaborazione di indigeni liguri, fondarono la città di Genova. Inizialmente le abitazioni dovevano essere costituite di capanne realizzate con l’incrocio di alcuni pali; in seguito le capanne di evolsero, con l’uso di muri a secco per le pareti. La stessa tecnica costruttiva fu utilizzata per realizzare i muraglioni difensivi e i terrazzamenti. Nel momento di massima espansione, tra Ve IV sec, Genova doveva occupare una superficie di due ettari e mezzo.

Dell’insediamento di Ameglia sappiamo ben poco; la maggior pare delle notizie ci arriva dalla vastissima necropoli.

Arte funeraria e necropoli

La necropoli di Chiavari è stata utilizzata a partire al 720-750 a.C. Le sepolture erano composte da recinti circolari o rettangolari delimitati da lastre di ardesia, al cui interno si trovava una cassetta, sempre in lastre di ardesia, che conteneva i resti del defunto o dei defunti, in caso di sepolture multiple. Ancora una volta il rito principale è l’incinerazione, per cui i resti combusti del caro estinto venivano raccolti in un vaso con un alto collo a forma di imbuto e chiusi da una scodella che fungeva da coperchio. Sono stati ritrovati anche altri vasi, bicchieri e olle di ceramica, come corredo funebre. Parte del corredo erano anche gioielli, nel caso di sepolture femminili, e armi per gli uomini. Gli oggetti di metallo erano invece bruciati sulla pira funebre, per cui sono stati ritrovati solo resti ormai combusti.

necropoli di Chiavari,
Ricostruzione della necropoli di Chiavari

La necropoli di Genova aveva una notevole estensione, che doveva raggiungere i 450 metri quadrati. Le tombe sono dette a pozzetto, perché all’interno di una buca stretta e profonda si trovava un piccolo pozzo inferiore in cui era deposta l’urna cineraria, costituita da un cratere, un ampio vaso con forma di derivazione greca. I corredi sono composti da vasellame per il simposio, cioè per il banchetto conviviale, come nella tradizione etrusca.

Dalla necropoli di Ameglia abbiamo altre urne cinerarie deposte in tombe organizzate attraverso muri di recinzione. Le tombe sono tumuli, collinette di terra più o meno estese, ricoperte di pietre. I corredi presentano, ancora una volta, armi per gli uomini e gioielli per le donne.

Da ricordare le cosiddette stele lunigiane: si tratta di lastre di arenaria rappresentanti e rilievo figure maschili o femminili. Il loro utilizzo non è certo, perché sono sempre state rinvenute lontano dal contesto originario, ma è probabile che facessero parte delle sopolture.

statua-tele della Lunigiana
Una tipica statua-tele della Lunigiana

Gioielli

Da Chiavari ci giungono numerosi ornamenti, tra cui orecchini a forma di paniere, realizzati in oro, con numerose decorazioni incise: volti umani, barchette o addirittura quadrifogli e cerchi concentrici, di derivazione irlandese o britannica. In oltre sono stati trovati numerosi anelli, probabilmente utilizzati come ferma trecce, in argento, e anelli paradita, realizzati in bronzo.

Orecchini in oro da Chiavari
Orecchini in oro da Chiavari

Armi

Dalle sepolture si può dedurre l’importanza dell’arte della guerra per il popolo ligure: il combattente era sepolto con tutta la sua armatura. Principalmente l’armamento era composto da un elmo allungato nella parte alta, a forma di tromba, una corazza di cuoio ricoperta da dischi metallici, uno scudo con centro in metallo, una corta spada di ferro e tre lance, che venivano spezzate ritualmente per venire sepolte con il guerriero.

Elmo da una tomba di Ameglia
Elmo da una tomba di Ameglia

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