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Poppea

poppea

nome: Poppea Sabina (30-65)
origini: figlia di Tito Ollio, nipote di Gaio Poppeo Sabino
famiglia: moglie dell’imperatore Nerone

Chi non ha mai sentito parlare dei famosi bagni di Poppea nel latte d’asina? Si tratta di un particolare che richiama il segreto di bellezza della seconda moglie di Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico, successore di Claudio al soglio imperiale.

La vicenda personale di Poppea Sabina si dipana sullo sfondo di una Roma segnata dal crescente delirio di onnipotenza di Nerone, intorno al quale le fonti, non solo pagane ma anche cristiane, sono unanimi nel giudizio pesantemente negativo: Lucio Domizio Enobarbo (questo il nome del giovane sovrano prima dell’ascesa al trono), discendente di una famiglia di recente acquisizione nobiliare, condusse la propria vita da imperatore all’insegna di un dispotismo implacabile e nel disprezzo sempre più ostentato per le istituzioni, le leggi e le persone. Il suo regno, dispiegatosi tra il 54 e il 68, si caratterizzò per una serie impressionante di intrighi e di delitti, che coinvolsero non solo i più stretti collaboratori, ma anche i familiari del princeps.

In un tale contesto, come altre figure femminili di epoca imperiale, ambiziose di supplire alla propria inferiorità giuridica attraverso giochi di alleanze finalizzati ad ingraziarsi il potente di turno, anche Poppea non fu da meno: sposata inizialmente con Rufrio Crispino, assassinato per ordine di Agrippina, moglie di Claudio, la donna divenne l’amante di Nerone durante il periodo del suo matrimonio con Otone Galba. Invaghito dall’avvenenza della favorita, infine, il tristo imperatore divorziò nell’anno 62 dalla prima moglie, nonché sorellastra, Claudia Ottavia, per sposare Poppea. Un vero e proprio successo per colei che aveva sfidato l’opinione pubblica pur di conseguire il risultato voluto!

Influente e molto temuta, Poppea, secondo le fonti, contribuì a far piazza pulita della maggior parte degli oppositori del marito; non solo, ma per amor suo, Nerone giunse a far uccidere addirittura la madre Giulia Agrippina Augusta (detta “minore”, da non confondersi con la moglie dell’imperatore Claudio) la quale, in un primo tempo, avrebbe intuito le mire della giovane e cercato di dissuadere il figlio dal prenderla in moglie.

Tacito, in particolare, insiste sul nefasto ruolo di Poppea nel tragico assassinio di Agrippina che, dalla nuora priva di scrupoli, sarebbe stata dipinta agli occhi dello sventato Nerone come il principale ostacolo alla piena affermazione del suo illimtato potere. Tra le vittime delle trame orchestrate da Poppea pare da collocarsi anche il filosofo Lucio Anneo Seneca, maestro e precettore di Nerone, che morì – anche se non vi sono prove certe di un suo effettivo coinvolgimento – nel quadro della congiura del 65 d.C. contro l’imperatore.

Ma proprio quando niente e nessuno sembrava più frapporsi tra lei e l’uomo per il quale aveva combattuto un’intera vita, anche per Poppea il destino riservò una beffa crudele: quella di essere uccisa, nel medesimo anno 65, dallo stesso Nerone, colto da un accesso di irrefrenabile collera. Una sorte non migliore toccò, del resto, allo stesso Nerone, che morì suicida nell’anno 68, dopo la ribellione dei suoi più fidi generali e governatori.

Un finale tragico per una storia familiare drammatica, in cui si intrecciarono squilibrio, gelosia, sete di potere e amori ai limiti dell’incesto; ancora una volta, a fronte della prospettiva storiografica tradizionale, che sottolinea il ruolo della donna nel traviamento dell’uomo, non si può fare a meno di notare come, a propria volta, la mancanza di personalità maschile non sia stata in grado di opporre un argine al dilagare delle passioni più disordinate.

Alla “scandalosa” Poppea, che con il suo fascino riuscì a dominare lo “psicopatico” Nerone, è dedicata una delle più celebri composizioni di Claudio Monteverdi, “L’incoronazione di Poppea”, musicata nel 1643.

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