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Pozzuoli, anfiteatro

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Pozzuoli, realtà quasi unica nel panorama delle città romane, tra i suoi monumenti vanta ben due anfiteatri. Il maggiore (oggi in via Anfiteatro) fu costruito in età flavia, quando, evidentemente, per volontà di Vespasiano la città venne ingrandita con concessioni territoriali. Non tutti gli studiosi sono tuttavia concordi, poichè alcuni ritengono che l’opera sia stata realizzata per volere di Nerone, volutamente dimenticato.

Anfiteatro flavio

Quattro grandi iscrizioni ricordano la costruzione a spese della colonia stessa dell’imponente edificio, terzo nel suo genere per grandezza (poteva ospitare 40.000 spettatori), dopo il Colosseo ed il teatro di Capua. Articolato su tre ordini concentrici, ima, media e summa cavea, l’anfiteatro culminava nell’attico, mentre esternamente era circondato da un portico, attraverso il quale si raggiungevano i vari ingressi. Al di sotto della cavea, lungo il portico ora citato, alcune arcate erano state decorate grazie a personaggi di spicco o associazioni di mestiere (collegia), destinando questi luoghi a sede di culti e riunioni.

Oggi se ne conserva principalmente l’ossatura, senza più elementi decorativi, ma un particolare accenno meritano i sotterranei dell’arena, giunti in ottimo stato di conservazione, ed importanti per la comprensione dei sistemi di sollevamento necessari per la realizzazione degli spettacoli, in particolare combattimenti contro animali feroci.

Un sistema idraulico permetteva di portare l’acqua all’anfiteatro direttamente dall’acquedotto del Serino e dalla c.d.Piscina Lusciano, per soddisfare varie esigenze ed in particolare la pulizia dell’arena.

Secondo la tradizione cristiana, nel IV secolo rappresentanti della chiesa, tra cui S.Gennaro, erano stati condannati inizialmente al martirio in questo circo, anche se alla fine non potè avere luogo e si decise per la decapitazione alla Solfatara. Nel Medioevo l’anfiteatro venne spoliato dei marmi e di tutti gli apparati decorativi, soprattutto le statue che dovevano essere numerose.

Vicino all’ingresso sud dell’asse minore si trova un ambiente rettangolare absidato con tracce dell’originale decorazione marmorea, interpretato come una fontana, in stretta connessione con l’assetto decorativo dell’area dell’anfiteatro stesso. Vicino all’ingresso moderno si trova un Lapidario allestito a partire dagli anni Trenta per esporre i marmi (decorazioni architettoniche, sculture, iscrizioni) provenienti da diversi siti dell’area puteolana. Tutti questi materiali sono importanti per la ricostruzione non solo degli assetti monumentali, ma anche per la comprensione della città antica, della sua vita e dei suoi abitanti.

Anfiteatro minore

Un anfiteatro più antico venne scoperto durante i lavori per la realizzazione della Ferrovia Roma-Napoli, in via Solfatara, ad un centinaio di metri ad est rispetto a quello flavio. L’edificio, incassato nella collina, era piuttosto piccolo e probabilmente per tale ragione sostituito; oggi ne rimangono solamente alcune arcate della cavea con parte della galleria soprastante. Il monumento è stato datato ad età repubblicana, intorno alla fine del II sec.a.C., e lo studio delle cortine murarie ha permesso di sapere che fu restaurato più o meno un secolo dopo. I due anfiteatri vennero dunque utilizzati contemporaneamente a testimoniare così l’importanza dell’antica Puteoli, raro caso di centro che poteva vantare due edifici di spettacolo di questo tipo.

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