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Pozzuoli: foto

Pozzuoli, archeologia

Pozzuoli, archeologia

Foto dell’archeologia di Pozzuoli

Poco rimane oggi dell’antica Dicearchia, la colonia fondata dai Samii in fuga dal tiranno Policrate nel VI sec. a. C. Restano però visibili le varie fasi della città quando in età romana si chiamava Puteoli, da quando cioè divenne colonia marittima nel 194 a. C. oltre che porto principale di Roma, fino alla caduta dell’impero. In realtà il destino di Puteoli cominciò a mutare quando, nel 70 d. C., la più grande potenza del mondo allora conosciuto ebbe un porto più vicino: Ostia. Segni dello sfarzo e della prosperità raggiunta da Puteoli sono ancora visibili nel tessuto urbano cittadino e anzi a esso si confonde quasi. Come nel caso del duomo barocco che racchiude in sé i resti di un tempio forse dedicato ad Augusto, dove questa volta a confondersi sono due religioni diverse. Di quella cristiana un importante testimone sbarcò proprio in città: San Paolo. L’Apostolo fu accolto nel 61 d. C. da una piccola comunità di credenti che ancora si nascondeva per paura di feroci repressioni.

Galleria fotografica sull’archeologia di Pozzuoli

Nella galleria fotografica è possibile prendere visione delle immagini delle più importanti testimonianze archeologiche della città e non solo.

Undici fotografie riguardano l’Anfiteatro Flavio. La costruzione dell’anfiteatro puteolano è di poco successiva a quella del suo omonimo a Roma e, anzi, sembra anche che siano stati gli stessi architetti a progettare e ideare i due edifici da spettacolo. Nonostante il ritrovamento di muratura in opus reticulatum che farebbe pensare a una datazione all’età neroniana, la tradizione vuole che fosse stato costruito sotto Vespasiano e inaugurato durante il regno del figlio Tito, proprio come accaduto per il Colosseo. L’edificio poteva ospitare fino a 20.000 spettatori che assistevano anche ai combattimenti in cui erano previste fiere. Le tigri e i leoni erano trasportati sull’arena attraverso dei macchinari di cui sono ancora visibili parte degli ingranaggi. Attraverso delle botole facevano la loro comparsa nell’arena, spesso per uccidere dei condannati a morte come accadde nel 305 d. C. quando però le belve miracolosamente si ammansirono e non uccisero i martiri Procolo, Gennaro e Festo a cui però fu riservata la decapitazione alla Solfatara.

Nove fotografie ritraggono il Tempio di Serapide. Quello che comunemente è noto come Tempio di Serapide, per il ritrovamento di una statua del dio egizio, era in realtà un Macellum, cioè un mercato. Fu costruito in età flavia e architettonicamente richiama alle stesse strutture di Pompei, Timgrad e Perge, ma quello puteolano era sicuramente più sfarzoso e maestoso. Si trovava presso il mare ed era costituito da un’area quadrangolare circondata da un portico su cui si aprivano trentasei botteghe. Nel mezzo vi era una tholos circolare formata da sedici colonne di marmo africano e sormontata da copertura conica. Al centro della tholos una fontana e una serie di statue. Le colonne del Macellum sono bucate dall’azione dei litodomi, molluschi marini che testimoniano la presenza per un lungo tempo della struttura sotto il livello del mare. Il fenomeno è conosciuto con il nome di bradisismo ed è caratteristico della zona flegrea. Gli antichi attribuivano il continuo alzarsi e abbassarsi della terra ai Titani, giganti intrappolati nel sottosuolo. Dal 1983, ultimo periodo d’intensa attività sismica, il Macellum si trova sopra il livello del mare.

Due immagini riguardano la frazione di Pozzuoli Arco Felice. Nelle fotografie è proprio possibile vedere l’arco dell’acquedotto romano che ha attribuito il nome alla zona. E’ errato pensare che il toponimo deriverebbe da una delle porte di Cuma fatta costruire dall’imperatore Domiziano.

Una foto della galleria ritrae un particolare della Solfatara. Si tratta di un vulcano attivo e si trova poco distante dal centro abitato di Pozzuoli. Sembra che la Solfatara si sia formata circa 4000 anni fa e già Plinio il Vecchio la citava per le acque bianche con il nome di Fontes Leucogei. Nel corso dei secoli si sono succeduti vari fenomeni sismici ed eruttivi ed è per questo che la zona è continuamente monitorata.

Fanno parte della galleria anche sette fotografie del Rione Terra, cuore antico di Pozzuoli, e del porto. Gli scavi nel sottosuolo del Rione hanno permesso di ritrovare un pezzo della città antica con le sue strade, le sue botteghe e magazzini. Lungo quello che era il cardo della città romana si possono vedere vari tipi di edifici pubblici come terme e tabernae. Alcune strutture presentano i segni del terremoto del 62 d. C. che ebbe come epicentro Pompei. Durante il Medioevo si continuò ad abitare nelle case romane.

Link alle immagini dell’archeologia di Pozzuoli

www.archart.it/italia/campania/provincia-Napoli/Pozzuoli/index.html

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