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Pozzuoli, monumenti

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L’antica Puteoli romana ci ha lasciato un gran numero di testimonianze archeologiche del suo passato. Certamente, se non fosse intervenuta la mano distruttrice dell’uomo, con l’abnorme sviluppo edilizio del Dopoguerra, caratterizzato da un abusivismo selvaggio che ha portato alla devastazione di gran parte della zona, oggi potremo godere di ben più ricco e suggestivo patrimonio archeologico. Purtroppo dobbiamo accontentarci di quel che è sopravvissuto.

Monumenti principali di Pozzuoli

Anfiteatri

Macellum o tempio di Serapide

Necropoli

Porto di Puteoli

Oggi non resta praticamente più nulla del molo antico, poichè le strutture sono state coperte da quelle moderne. Tuttavia, poichè molto celebrato per la sua particolare struttura, diverse raffigurazioni sono giunte a noi, come quelle delle fiaschette tardo-antiche sulle quali il molo è ben riconoscibile, sostenuto da una serie di arcate e monumentalizzato da colonne onorarie ed un arco trionfale con quadrighe trainate da Tritoni e Ippocampi. Anche le descrizioni erudite dei secoli scorsi sono utili per immaginare la struttura, in parte ancora visibile agli inizi del Novecento: 15 erano i pilastri (pilae) raccordati mediante archi dalla notevole ampiezza.

Alle due estremità della banchina erano archi onorari, uno dei quali dedicato ad Antonino Pio per ricordare i restauri da questo promossi in seguito alla mareggiata che aveva danneggiato lo stesso porto. Sempre sul molo si trovavano le colonne coronate dalle statue dei Dioscuri, protettori dei naviganti. Ampliando lo sguardo all’intera fascia costiera puteolana si deve fare riferimento alle prime foto aeree che rivelarono le strutture dell’antica Ripa (ovest rispetto al molo), sommersa dal mare a causa del bradisismo. Le fotografie restituiscono uno spettaccolo affascinate di un intero settore cittadino percepibile nelle sue strutture, nonostante si trovi oggi in fondo al mare: l’area era quella suburbana compresa tra il Porto Giulio e la zona commerciale, di cui ora si conserva il solo Macellum.

Tempio di Nettuno

Da via Nicola Terracciano, vicino all’Anfiteatro, un viottolo porta alla proprietà privata nella quale si trovano i resti monumentali del c.d. Tempio di Nettuno. Si trattava in realtà di un grandioso complesso termale datato al II secolo d.C. e che ebbe un lungo utilizzo essendo documentati restauri delle sue strutture fino al IV secolo. Ciò che oggi risulta visibile corrisponde alla parte alta del complesso, disposto invece su più livelli, ed in particolare agli ambienti del frigidarium.

Ninfeo di Diana

Davanti alle Terme di Nettuno si trova un ninfeo detto di Diana per il ritrovamento in questo luogo di una statua della dea. L’edificio doveva probabilmente essere connesso alle vicine Terme, edificato intorno al II-III secolo d.C., con la parte esterna rettangolare, mentre circolare era l’ambiente interno. Oggi si conserva poco dell’originaria struttura e gli elementi decorativi a questa pertinenti si trovano nel Lapidario.

Cisterne

Sono giunte fino ai nostri giorni alcune grandi cisterne dell’antica Puteoli, a testimonianza del sistema di approvvigionamento idrico, che partiva dal collegamento con l’acquedotto del Serino, realizzato sotto Augusto.

Piscina Cardito

All’inizio di via Vecchia San Gennaro, in una proprietà privata, si trova la c.d. Piscina Cardito, così chiamata dal nome del principe nel cui terreno si trovava. La cisterna faceva parte del ben articolato sistema di rifornimento idrico nell’area dei Campi Flegrei e serviva per l’approvvigionamento degli edifici pubblici vicini (gli Anfiteatri, il Foro, le Terme, ecc.). La c.d. Piscina si presenta oggi come una grande vasca rettangolare divisa da 30 pilastri a sostegno delle volte. Dalle descrizioni, ancora nel secolo scorso, quest’ultima era collegata ad una serie di 14 vasconi oggi, tuttavia, non più conservati. L’interno della cisterna è diviso da banconi che, inglobando la parte bassa dei pilastri, suddividono l’ambiente in tre spazi minori; tra i pilastri della fila centrale è, inoltre, visibile un allineamento di pozzi, successivamente allargati. Sulla base dell’analisi delle murature la cisterna è datata al II secolo d.C..

Piscina Lusciano e le Centocamerelle

Anche questi monumenti avevano la funzione di cisterne per l’acqua, oggi in parte inserite nelle strutture di Villa Avellino (in via Carmine). La pianta della c.d. Piscina Lusciano è particolare, divisa in cinque navate da pilastri cruciformi, con la vasca centrale in origine suddivisa da banconi e simile dunque per struttura e funzionamento alla piscina Cardito, benchè sia più antica di quest’ultima, poichè datata all’età flavia (seconda metà del I sec.d.C.). “Le Centocamerelle” è anch’essa una grande cisterna (50x20m), la quale, come si comprende dal nome erudito, risulta organizzata in una serie di piccoli ambienti tra loro comunicanti, realizzati in opera reticolata e rivestiti di cocciopesto.

Stadio di Puteoli

Lo stadio si trovava fuori dell’abitato, sull’antica Via Domitiana, posizionato su di un terrazzamento in vista del mare: la struttura, molto grande, fu costruita per lo svolgimento degli Eusebeia, i giochi quinquennali istituiti dall’imperatore Antonino Pio in memoria di Adriano. Dell’antico monumento rimane visibile ben poco, tratti di murature inglobati in proprietà private e resti di gradinate, ma una serie di indagini archeologiche sono attualmente in corso.

Villa di Cicerone

Nell’odierna via Luciano (corrispondente ad un tratto della via Domitiana), sull’ampia terrazza naturale rivolta verso il Golfo, sono documentati diversi resti di strutture antiche. Due sono i complessi edilizi di appartenenza, uno termale, datato al II secolo d.C. e posto a quota inferiore, mentre l’altro residenziale della fine del I. Vicino allo stadio, dove si stanno svolgendo ricerche archeologiche, si trovano una serie di ambienti voltati, riconosciuti come basis villae di un complesso residenziale, collegato a sua volta con un grande mausoleo dalla volta a crociera. Comunemente queste strutture sono nominate villa di Cicerone per la notizia, tratta dalle fonti letterarie, di una proprietà, vicina allo stadio, del famoso oratore romano ereditata dall’amico Cluvio nel 45 a.C. e lasciata poi a sua volta al liberto Marco Tullio Tirone. Nella villa appartenuta a Cicerone sappiamo che era stato temporaneamente sepolto l’imperatore Adriano, morto a Baia nel 138 d.C. (per i giochi in suo onore venne realizzato lo Stadio).

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