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Pozzuoli

pozzuoli

Posta in riva all’omonimo Golfo, Pozzuoli (Puteoli) rappresenta forse il centro più importante dell’area dei Campi Flegrei. Benchè pochi siano i dati archeologici relativi alla fase arcaica del centro abitato è certa la frequentazione del sito nel VI secolo a.C., epoca a cui si fa risalire la fondazione da parte di profughi dell’isola di Samo di una città chiamata Dicearchia (letteralmente il “giusto governo”).

Storia di Pozzuoli (la romana Puteoli)

Il nome voleva evocare il desiderio di giustizia degli esuli fuggiti al tiranno Policrate: essi scelsero per il loro insediamento l’altura nota come Rione Terra, in una posizione ben difendibile e rivolta verso il mare, probabilmente in precedenza sfruttata per le medesime ragioni dalla stessa Cuma.

Ancora poco nota è la vita del centro in età sannitica, ma al seguito di Roma la storia di Pozzuoli diventa più dettagliata e conosciuta. Conquistata nel 338 a.C. venne ribattezzata Puteoli (piccoli pozzi), probabilmente per la presenza delle numerose sorgenti d’acqua. Al fianco di Roma nella difesa della costa durante la Seconda Guerra Punica, Pozzuoli dimostrò appieno la sua importanza strategica, che portò alla successiva fortificazione del porto, fino alla deduzione della colonia nel 195 a.C..

Un nuovo volto venne dato alla città sotto Augusto, la Iulia Augusta Puteoli fu razionalizzata nell’impianto urbano secondo gli schemi consueti, provvista di un sistema di approvvigionamento idrico ed arricchita dai marmi.

Con Nerone e poi Vespasiano tornò al rango di colonia, dopo un periodo in cui era stata municipio; grande doveva essere la vivacità della città, data dalla presenza del porto e dall’attività commerciale fiorente, le quali contribuivano a far sì che un’umanità assai varia popolasse le strade di Pozzuoli, tanto da farle quasi avere l’aspetto di un centro straniero ed in particolare greco.

Nei secoli successivi l’importanza economica di Pozzuoli diminuì, soprattutto per la costruzione dei porti di Ostia e Centumcellae, che furono causa di un spostamento delle rotte e di una minore dipendenza di Roma. Tuttavia le attività commerciali continuarono ad essere svolte ed il porto, ancora restaurato in età antonina, non perse la sua funzione economica.

In età severiana molti edifici pubblici vennero restaurati, ma uno dei problemi principali del periodo tardo antico fu il bradisismo: analisi radiometriche eseguite sui litodomi nelle colonne del Macellum (c.d.Tempio di Serapide) sembrano testimoniare che queste, impostate sul nuovo pavimento, erano state sommerse dall’acqua prima del 370 d.C..

Nelle fonti scritte a partire dall’invasione di Alarico (410 d.C.) risalgono le difficoltà e la distruzione di Puteoli, ma gli scavi effettuati nel Rione Terra hanno evidenziato come, benchè l’area della costa e alcune delle ville furono abbandonate, gli edifici del Rione, in posizione più difesa, sopravvissero, intorno al vescovo e alla chiesa inserita, tra la fine del V e gli inizi del VI secolo, nell’antico Capitolium.

Tra l’VIII ed il IX secolo d.C. il mare sommerse la medesima area: con queste date siamo nel periodo in cui fu scritto il famoso passo degli Atti apocrifi dei Santi Pietro e Paolo, che attribuiva l’inabissamento della città al miracolo invocato da San Paolo per punire la condanna a morte subita, in sua vece, dal padrone della nave con la quale il santo era arrivato in Italia.

Topografia di Pozzuoli

Esistono alcuni documenti molto importanti per la ricostruzione dell’antica Puteoli quasi “fotografata” nelle incisioni delle fiaschette vitree tardo antiche (III-IV sec.d.C.) dette di Odemira, Praga e Pilkington. Questi piccoli vasi dovevano essere dei souvenirs per i turisti dell’epoca, i quali potevano ricordare le bellezze della città attraverso l’immagine, raffigurata lungo il corpo del vaso, degli edifici più rappresentativi forniti anche di didascalia.

Numerosissimi sono i punti di Pozzuoli in cui è possibile imbattersi nei resti della città antica, emergenti dalla strada tra edifici moderni: le tabernae in Corso Terracciano, gli horrea su via Artico, le strutture di un tempietto in via Oberdan.

In via Pergolesi, alle spalle del Macellum , dunque al confine tra l’area commerciale ed il centro, sono state individuate delle tabernae, rese particolari dai graffiti incisi sulle pareti: si tratta di disegni, ma soprattutto di nomi stranieri, sia di città che di persone, a testimoniare “l’internazionalità” di questo snodo commerciale. In una zona non molto lontana, tra via Pergolesi e via Ragnisco, è stata riconosciuta, in base ad un’epigrafe, la statio (edificio di residenza e riunione per gli stranieri) degli abitanti di Tiro.

L’odierna via Ragnisco ricalca un percorso antico, un clivus, legato alle attività artigianali di vetrai (quindi il clivus vitrarius), dei quali alcune botteghe si affacciano ancora sulla strada.

L’area forense è stata individuata, invece, nella zona di via vecchia S.Gennaro e via Rosini, su un terrazzamento verso il mare, dove edifici antichi come botteghe, porticati ed una fontana-ninfeo sono stati coperti dalle costruzioni moderne (in particolare l’Istituto S.Maria Immacolata).

Dalla già citata via Pergolesi si raggiunge il quadrivio dell’Annunziata, punto che in età romana segnava il confine tra la città ed il suburbio. Qui si incontravano i due assi viari extra-urbani di maggiore importanza: la via Domitiana (attuale via Luciano) e la via Campana.

La viabilità antica, sia urbana che suburbana, è stata riconosciuta in diversi tratti; un’opera di importanza significativa è il taglio della montagna Spaccata realizzato per consentire il passaggio della via consolare di collegamento tra Pozzuoli e Capua (via Campana). Il passaggio, ancora oggi funzionante, è esempio delle grandi capacità ingegneristiche dei romani, i quali rinforzarono il taglio a V, effettuato nella parete rocciosa, con muri di contenimento e sostruzioni in parte tuttora conservate.

Un tratto caratteristico dell’aspetto monumentale di Pozzuoli sono i molti edifici funerari presenti nel suo territorio, notevoli non solo per le forme, ma soprattutto per il numero giunto fino a noi.

Sempre nel suburbio sono state rinvenute anche delle grandi ville, come quella in Località Monteruscello, costruita già nel II secolo a.C. e dotata, nel I sec., di una parte riservata alle attività produttive (pars rustica).

Al Museo Archeologico dei Campi Flegrei di Baia è allestita una sezione espositiva dedicata a Puteoli; nelle diverse sale sono illustrati, attraverso i reperti, l’evoluzione storica e le principali caratteristiche del centro antico. Una sala monografica è dedicata al Rione Terra, con nuovi documenti materiali aggiunti a quelli già esposti durante la mostra del 2000 “Nova Antiqua Phlegraea”.

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