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Prima guerra servile

Prima guerra servile
Statua di Euno al castello di Lombardia, Enna

La prima guerra servile (136-132 a.C.)

Il termine “guerra servile” indica uno scontro fra Roma e la massa di schiavi ribellatisi alle condizioni disumane in cui si trovavano gli schiavi tra II e I secolo a.C.

Prima della guerra che ha dato il nome alle successive due rivolte servili ci sono stati altri scontri sociali a Setia (oggi Sezze, Lt) e in Etruria tra 198 e 196 a.C. e non sono mancate tensioni, in seguito al senatoconsulto che abolì i Baccanali nel 186 a.C., ed episodi di sommosse rurali soprattutto in Puglia nel 185-184 a.C.

Il terreno di scontro della prima guerra servile fu la Sicilia: la miccia si accese nel 136 a.C.

Le terre organizzate a latifondo erano gestite per la maggior parte da ricchi proprietari di cittadinanza romana. I piccoli contadini erano invece vessati dalle tasse e spesso diventavano schiavi per debiti.

Lo schiavo Euno (o Eunòo), d’origine siriaca, organizzò una rivolta uccidendo il proprio padrone Damofilo, noto per i suoi metodi spietati e ferrei. Euno adunò molti compatrioti, resi schiavi durante le vittoriose guerre orientali di Roma contro il regno seleucide, nel teatro di Enna e qui venne proclamato re col nome di Antioco sotto la miracolosa protezione della Magna Mater orientale. Cleone di Cilicia fu uno degli schiavi di spicco nelle vicende, generale alla testa di circa 14.000 fuggitivi.

La rivolta dilagò anche nelle città dove si registrano gli episodi più cruenti: la plebe uccise indiscriminatamente molti ricchi e nobili proprietari terrieri greci e romani.

I ribelli occuparono Agrigento, Catania, Morgantina e Taormina aumentando di numero forse fino ad arrivare a 200.000.

Dopo quattro anni di scontri e brigantaggi (132 a.C.) il console Publio Rupilio sbarcò a Messina. Circa 8.000 ribelli morirono e altrettanti furono crocifissi. La roccaforte di Taormina, posizionata strategicamente sulle alture, resistette fino all’assedio per fame. Il console promise un salvacondotto ai rivoltosi in cambio dell’armistizio ma non mantenne la parola data e fece gettare i nemici dalla cima della rupe. Gli ultimi scontri si registrarono a Enna dove 20.000 uomini morirono negli scontri; Euno fu imprigionato e morì nel carcere di Morgantina.

Bibliografia

  • DIODORO SICULO, Bibliotheca historica, XXXIV e XXXV
  • TITO LIVIO, Periochae – Ab Urbe condita, LVI, 9
  • DOGLIANI M. 1997, Spartaco. La ribellione degli schiavi. Milano

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