Protagora

Protagora (486 a.C. – 411 a.C.) opere principali: Antilogie, Sulla verità o Ragionamenti demolitori. Filosofo e retore, Protagora fu il padre del movimento della Sofistica che si affermò nel corso del V° secolo ad opera di intellettuali, denominati, appunto, “sofisti”, i quali svolgevano un ruolo di insegnanti ed educatori al servizio delle classi più abbienti, fornendo un’educazione nella quale la retorica e lo studio dell’arte della parola giocavano un ruolo determinante: il futuro protagonista della vita politica ateniese doveva, infatti, disporre non solo di un’elevata cultura, ma anche della capacità di esprimerla attraverso un uso corretto e suadente del discorso

Protagora (486 a.C. – 411 a.C.)

opere principali: Antilogie, Sulla verità o Ragionamenti demolitori.

Filosofo e retore, Protagora fu il padre del movimento della Sofistica che si affermò nel corso del V° secolo ad opera di intellettuali, denominati, appunto, “sofisti”, i quali svolgevano un ruolo di insegnanti ed educatori al servizio delle classi più abbienti, fornendo un’educazione nella quale la retorica e lo studio dell’arte della parola giocavano un ruolo determinante: il futuro protagonista della vita politica ateniese doveva, infatti, disporre non solo di un’elevata cultura, ma anche della capacità di esprimerla attraverso un uso corretto e suadente del discorso parlato.

Proprio in virtù di tale attenzione privilegiata alla relazione pedagogica, i sofisti legarono il proprio nome alla prima corrente filosofica orientata all’analisi dell’agire umano; essi, in particolare, svilupparono un approccio al problema della conoscenza caratterizzato dall’accentuazione del relativismo: secondo la prospettiva sofistica, in altri termini, non esiste una possibile conoscenza in senso assoluto della realtà, ma ogni opinione, avanzata dal singolo soggetto, è da considerarsi valida. In un contesto nel quale tutti i punti di vista hanno dignità e ragione d’essere, è chiaro, allora, che diventa determinante la potenza della parola e del discorso persuasivo al fine di orientare le coscienze e di influenzare le mentalità. L’opera principale di Protagora, intitolata Antilogie, propone, ad esempio, una serie di argomenti trattati da differenti angolazioni, ognuna delle quali viene considerata degna di essere presa in considerazione.

Se non esiste più una verità, allora non si può nemmeno presumere di voler individuare una regola di comportamento ispirata a valori universalmente riconosciuti: ciò spiega il motivo per cui all’ottica relativista adottata dai sofisti a livello conoscitivo ne corrisponda una anche a livello morale. Quale dev’essere, allora, il principio guida che deve ispirare la condotta umana al fine di evitare l’inevitabile confusione generata dalle diverse opinioni? Secondo Protagora, tale principio si identifica sempre più con ciò che è utile e vantaggioso alla luce della concreta esperienza di vita maturata dal singolo soggetto. Ecco, quindi, che il ruolo dell’oratore non è più quello di indicare dei principi validi per tutti ai quali attenersi, ma di sollecitare nell’uditorio l’assunzione della propria specifica responsabilità in ordine a ciò che veramente può giovare al bene collettivo.

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