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Ragnarök

Ragnarök

Ragnarök

Nella mitologia norrena, il Ragnarök comprende una serie di eventi futuri, tra cui una grande battaglia annunciata con lo scopo di provocare la morte di un certo numero di figure di primo piano (compresi gli dei Odino, Thor, Tyr, Freyr, Heimdallr e Loki), il verificarsi di vari disastri naturali, e la conseguente sommersione del mondo sott’acqua. In seguito, il mondo rinascerà nuovo e fertile, gli dei rinati e superstiti rinasceranno e si incontreranno, e il mondo sarà ripopolato da due esseri umani sopravvissuti. Il Ragnarök è un evento importante nel canone norvegese, ed è stato oggetto di dibattito scientifico e di varie teorie.

L’evento è attestata soprattutto nell’Edda Poetica, scritta nel XIII secolo e basata su fonti più antiche, e nell’Edda in prosa, scritta nel XIII secolo da Snorri Sturluson. Nell’Edda in prosa, e in una poesia singola dell’Edda Poetica, l’evento viene chiamato Ragnarök o Ragnarøkkr (nell’antico Norreno rispettivamente “Il destino degli dei” o il “Crepuscolo degli Dei”).

Etimologia

Nell’antico norreno il termine “ragnarok” è composto da due parole. La prima parola del composto, Ragna, è il genitivo plurale di regin (“divinità” o “poteri dominanti”), derivato dal termine Proto-germanico ricostruito ragen?. La seconda parola, Rok, ha diversi significati, come “lo sviluppo, l’origine, la causa, la relazione, il destino, la fine.” La parola Ragnarök nel suo complesso viene quindi di solito interpretata e tradotta come il “destino finale degli dei”.

Nella stanza 39 del poema Lokasenna dell’Edda Poetica, e nell’Edda in prosa appare la forma ragnarøk(k)r, con røk(k)r col significato di “crepuscolo”. É stato spesso suggerito che questo significato fosse un malinteso o una reinterpretazione della forma originaria della parola Ragnarök.

L’uso della parola con questo significato è stata resa famosa nella cultura popolare del XIX secolo dal compositore Richard Wagner attraverso il titolo dell’ultima delle sue opere Der ring des Nibelungen, il Götterdämmerung.

Attestazioni del Ragnarök

Testimonianze archeologiche

Vari oggetti sono stati identificati come raffiguranti eventi del Ragnarök.

Croce di Thorwald

Croce di Thorwald

La croce di Thorwald, una pietra runica parzialmente conservata eretta a Kirk Andreas sull’Isola di Man, raffigura un uomo barbuto che tiene una lancia verso il basso contro un lupo, il piede destro in bocca, mentre un grande uccello è seduto al suo fianco. Viene datata fra il 940 e l’XI secolo AD.

Questa rappresentazione è stata interpretata come rappresentante Odino, con un corvo o un’aquila sulla sua spalla, mentre viene divorato da Fenrir durante il Ragnarök. Sull’altro lato della pietra vi è una rappresentazione di una grande croce e un’altra immagine parallela a quella di Odino, che è stata descritta come la rappresentazione di Cristo che trionfa su Satana. Questa viene definita come “arte sincretica” ; una miscela di credenze pagane e cristiane.

Croce di Gosforth

Croce di Gosforth

La Croce di Gosforth (920-950 AD), in Cumbria, in Inghilterra, è una croce dalla tipica forma Anglo-Sassone, scolpita su tutti i lati della lunga asta, che è quasi a sezione quadrata. Oltre ai pannelli ornamentali, le scene includono una crocifissione cristiana, e una possibile altra scena in Hell, ma le altre scene sono generalmente interpretate come episodi narrativi dalla storia del Ragnarök.

La battaglia stessa del Ragnarök sembra essere raffigurata sul lato nord. La croce presenta varie figure tra cui un uomo con una lancia di fronte a una mostruosa testa; tale uomo tiene uno dei piedi sulla lingua biforcuta della bestia e sulla sua mascella inferiore, mentre l’altro è posto contro la sua mascella superiore. Tale scena è interpretata come il combattimento di Víðarr contro Fenrir.

Pietra di Ledberg

Pietra di Ledberg

La pietra di Ledberg dell’XI AD secolo in Svezia, analogamente alla Croce di Thorwald, raffigura una figura con il piede sulla bocca di una bestia a quattro zampe, e questa può anche essere una rappresentazione di Odino mentre viene divorato da Fenrir durante il Ragnarök. Al di sotto di tale rappresentazione è invece presente una “formula magica”.

Pietra di Skarpåker

Pietra di Skarpåker

Sulla pietra di Skarpåker dell’XI secolo AD, Svezia, vi sono alcuni versi tratti dall’Edda Poetica che un padre ha voluto dedicare al figlio morto.

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