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Ramayana: i libri

I libri del Ramayana

I libri del Ramayana

L’epopea del Ramayana è tradizionalmente suddivisa in diversi libri, che si occupano cronologicamente dei maggiori eventi della vita di Rama.

Essi sono:

  • B?la K???a
  • Ayodhya K???a
  • Ara?ya K???a
  • Kishkindha K???a
  • Sundara K???a
  • Yuddha K???a
  • Uttara K???a

Il Kanda Bala descrive la nascita di Rama, la sua infanzia, e il matrimonio con Sita. Il Kanda Ayodhya descrive i preparativi per l’incoronazione di Rama, e il suo esilio nella foresta.

La terza parte, l’ Aranya Kanda, descrive la vita nella foresta di Rama, e il rapimento di Sita da parte del re demone Ravana. Il quarto libro, il Kishkindha Kanda, tratta dell’incontro di Hanuman con Rama, della distruzione del re Vanara Vali, e dell’incoronazione del suo fratello minore Sugriva al trono del regno di Kishkindha. Il quinto libro è il Sundara Kanda, che narra l’eroismo di Hanuman, il suo volo per Lanka, e l’incontro con Sita.

Il sesto libro, lo Yuddha Kanda, descrive la battaglia tra le armate di Rama e quelle di Ravana. Infine l’ultimo libro, l’Uttara Kanda, descrive la nascita di Lava e Kusha da Sita, la loro incoronazione sul trono di Ayodhya, e la partenza definitiva di Rama dal mondo.

Bala Kanda

Dasharatha è il re di Ayodhya. Egli ha tre mogli: Kausalya, Kaikeyi e Sumitra. Egli rimane a lungo senza figli e, desideroso di avere un erede, fa un sacrificio del fuoco conosciuto come Putra-Kameshti Yagya. Grazie a questo sacrificio, Kausalya dà alla luce Rama, successivamente Kaikeyi partorisce Bharata e infine Sumitra Lakshmana e Shatrughna. Questi figli sono dotati, a vari livelli, dell’essenza del dio Vishnu; Vishnu ha deciso infatti di rinascere come mortale per combattere contro il demone Ravana, che sta opprimendo gli dei, e che può essere annientato solo da un mortale. I ragazzi vengono allevati come i principi del reame, ricevendo un’istruzione completa, nelle scritture e nella guerra.

Quando Rama compie sedici anni, il saggio Vishwamitra giunge alla corte di Dasharatha in cerca d’aiuto contro i demoni, che disturbano i riti sacrificali. Egli sceglie Rama, che viene seguito da Lakshmana, il suo compagno inseparabile per tutta la storia. Rama e Lakshmana ricevono istruzioni e armi sovrannaturali da Vishwamitra, e partono per distruggere i demoni.

Janaka è il re di Mithila. Un giorno, il re trova una bambina in un solco profondo scavato dall’aratro in un campo. Sopraffatto dalla gioia, il re considera la bambina come un “dono miracoloso di Dio”. La bambina viene chiamata Sita, la parola sanscrita per “solco”. Sita cresce e diviene una giovane di incredibile bellezza e fascino. Quando Sita entra in età da marito, il re decide di tenere un swayamvara (una pratica per scegliere marito), che comprende una gara.

Il re possiede un arco immensamente pesante, datogli dal dio Shiva: colui che fosse riuscito a maneggiare l’arco avrebbe sposato Sita. Il saggio Vishwamitra si reca alla swayamvara con Rama e Lakshmana e solo Rama riesce a maneggiare l’arco e a romperlo. Vengono così disposti i matrimoni tra i figli di Dasharatha e figlie di Janaka. Rama si sposa con Sita, Lakshmana con Urmila, Bharata con Mandavi e Shatrughan con Shrutakirti. I matrimoni vengono celebrati con una grande festa a Mithila e poi ad Ayodhya.

Ayodhya K???a

Dopo dodici anni di matrimonio fra Rama e Sita, l’anziano re Dasharatha esprime il desiderio di incoronare Rama, decisione a cui i sudditi danno il loro appoggio. Alla vigilia del grande evento, Kaikeyi, la cui gelosia viene fomentata dalla serva malvagia Manthara, reclama due doni che Dasharata le aveva promesso molto tempo prima e gli chiede quindi di esaudire due suoi desideri. Ella chiede l’esilio di Rama per quattordici anni e l’incoronazione di suo figlio Bharata.

Il re, sebbene col cuore spezzato, costretto dalla sua devozione alla parola data, aderisce alle richieste della moglie. Rama accetta l’ordine del padre con devozione e calma, accompagnato da Sita e Lakshmana. Dopo la partenza di Rama, il re distrutto dal dolore, muore. Nel frattempo Bharata, recatosi da uno zio materno in visita, scopre cos’è accaduto ad Ayodhya e rifiuta di salire al trono, seguendo Rama nella foresta. Bharata implora Rama di tornare e regnare, ma Rama, risoluto a seguire il dettami del padre alla lettera, si rifiuta di tornare prima di quattordici anni d’esilio. Bharata allora, porta i sandali di Rama ad Ayodhya e li pone sul trono, e comincia a regnare in sua vece.

Aranya Kanda

Rama, Sita e Lakshmana viaggiano verso sud lungo le rive del fiume Godavari, dove costruiscono case e continuano a vivere. Nella foresta Panchavati essi ricevono la visita di una donna rakshasa, Surpanakha, la sorella di Ravana. Lei tenta di sedurre i fratelli e, non riuscendoci, tenta di uccidere Sita. Lakshmana riesce a fermarla, tagliandole il naso e le orecchie. Venendo a conoscenza di questo fatto, il suo fratello demone Khara, organizza un attentato contro i principi. Rama riesce però ad annientare Khara e i suoi demoni.

Quando la notizia di questi eventi raggiunge Ravana, egli decide di distruggere Rama catturando Sita con l’aiuto del rakshasa Maricha. Maricha, assumendo la forma di un cervo d’oro, cattura l’attenzione di Sita, che estasiata dalla bellezza del cervo, chiede a Rama di catturarlo. Consapevole che si tratti di un inganno da parte dei demoni, Rama riesce a dissuadere Sita dal suo desiderio e insegue il cervo nella foresta, lasciando Sita sotto la protezione di Lakshmana.

Dopo qualche tempo, Sita sente Rama chiamarla a gran voce, ed ella, temendo per la sua vita, insiste con Lakshmana affinchè egli corra in suo aiuto. Lakshmana cerca di rassicurarla sull’invincibilità di Rama, e di come sia meglio per lui rimanere a proteggerla. Alle soglie di una crisi isterica Sita insiste e Lakshmana decide di obbedire al suo desiderio, ma prima la prega di rimanere in casa e di non far entrare sconosciuti. Infine, mentre Lakshmana è lontano, Ravana appare sotto le spoglie di un asceta e chiede ospitalità a Sita. Ignara del piano subdolo del suo ospite, Sita lo fa entrare e viene così rapita dal malvagio Ravana.

Jatayu, un avvoltoio, cerca di salvare Sita, ma viene ferito mortalmente ed ella viene trasportata sull’isola di Lanka. A Lanka, Sita viene tenuta sotto stretta sorveglianza. Ravana chiede a Sita di sposarlo, ma Sita, eternamente fedele a Rama, rifiuta. Rama e Lakshmana vengono a sapere del rapimento di Sita da Jatayu, e subito cercano di salvarla. Durante la loro ricerca, incontrano il demone Kabandha e l’asceta Shabari, che li dirigono verso Sugriva e Hanuman.

Kishkindha Kanda

Il Kanda Kishkindha ha come scenario la cittadella delle scimmie Kishkindha. Rama e Lakshmana fanno la conoscenza di Hanuman, il più grande degli eroi scimmia e seguace di Sugriva, pretendente al trono di Kishkindha. Rama fa amicizia con Sugriva e lo aiuta ad uccidere suo fratello maggiore Vaali recuperando così il regno di Kiskindha, in cambio dell’aiuto per recuperare Sita. Tuttavia Sugriva dimentica ben presto la sua promessa e trascorre il suo tempo in dissolutezza.

L’intelligente regina scimmia Tara, con calma e perseveranza interviene per prevenire che Lakshmana infuriato distrugga la cittadella. Poi convince Sugriva ad onorare la sua promessa. Sugriva invia allora gruppi di ricerca ai quattro angoli della terra; tre di essi tornano senza successo da nord, est e ovest. Il gruppo di ricerca del sud, guidato da Angad e Hanuman, apprende da un avvoltoio di nome Sampati che Sita è stata portata a Lanka.

Sundara Kanda

Il Sundara Kanda costituisce il cuore del Ramayana di Valmiki e si compone di un dettagliato, vivido resoconto delle avventure di Hanuman. Dopo aver appreso dov’è Sita, Hanuman assume una forma gigantesca e fa un salto colossale attraverso l’oceano fino a Lanka.

Qui, Hanuman esplora la città del demone e raccoglie informazioni su Ravana. Egli individua Sita in un boschetto, dove viene corteggiata e minacciata da Ravana. Hanuman la rassicura, dandole un anello col sigillo di Rama come segno di buona fede. Si offre di riportarla indietro da Rama, ma Sita rifiuta, riluttante a lasciarsi toccare da un altro uomo che non sia Rama. Lei afferma che Rama stesso deve venire a vendicare l’insulto del suo rapimento.

Hanuman allora semina il terrore a Lanka distruggendo alberi ed edifici, e uccidendo i guerrieri di Ravana. Egli si lascia catturare e condurre poi da Ravana a cui intima di liberare Sita. Viene condannato e torturato, ma riesce a fuggire e, saltando di tetto in tetto, appicca il fuoco alla cittadella di Ravana e con un grande salto torna indietro. Il gruppo di ricerca torna così a Kishkindha con la notizia del ritrovamento di Sita.

Lanka Kanda

Questo libro descrive la battaglia tra le forze di Rama e Ravana. Dopo aver ricevuto il rapporto di Hanuman su Sita, Rama e Lakshmana procedono con i loro alleati verso la riva del mare meridionale. Qui sono raggiunti dal fratello rinnegato di Ravana, Vibhishana. Le scimmie chiamate “Nal” e “Neel” costruiscono un ponte galleggiante (noto come Rama Setu) attraverso l’oceano, e i principi e il loro esercito lo attraversano per raggiungere Lanka. Una lunga battaglia inizia e Rama uccide infine Ravana. Rama installa poi Vibhishana sul trono di Lanka.

Ritrovata Sita, Rama le chiede di sottoporsi alla agni pariksha (prova del fuoco) per dimostrare la sua purezza, dal momento che è rimasta sola al palazzo del demone. Quando Sita si immerge nel fuoco sacrificale, Agni il signore del fuoco solleva Sita, incolume, al trono, come prova della sua purezza.

Allo scadere del suo mandato di esilio, Rama torna con Sita e Lakshmana ad Ayodhya, e qui viene eseguita l’incoronazione. Questo è l’inizio del Ram Rajya, che descrive uno stato ideale con buoni costumi.

Uttara Kanda

L’Uttara Kanda è considerato una aggiunta successiva alla storia originale di Valmiki e tratta gli ultimi anni di Rama, Sita e dei fratelli di Rama. Dopo essere stato incoronato re, trascorrono molti anni piacevoli con Sita.

Però, nonostante la pariksha agni (la prova del fuoco) di Sita, cominciano a circolare voci tra la popolazione di Ayodhya che mettono in dubbio la sua purezza. Rama finisce per cedere davanti all’opinione pubblica e bandisce così Sita nella foresta, dove il saggio Valmiki le offre rifugio. Qui Sita dà alla luce due gemelli, Lava e Kusha, che diventano alunni di Valmiki e crescono senza conoscere la loro identità.

Valmiki compone il Ramayana e insegna a Lava e Kusha a cantarlo. Più tardi, Valmiki, con Lava e Kusha si reca ad una cerimonia tenuta da Rama, durante la quale i due gemelli cantano il Ramayana in presenza di Rama e di un pubblico vasto. Quando Lava e Kusha recitano la parte sull’esilio di Sita, Rama si rattrista, e Sita assiste a tutto ciò. Sita prega allora la Terra, sua madre, di liberarla dalla vita e così la terra si apre sotto i suoi piedi facendola scomparire. Rama apprende allora che Lava e Kusha sono i suoi figli.

Successivamente un messaggero degli Dei appare a Rama e lo informa che la missione della sua incarnazione è finita. Rama torna così nella sua dimora celeste.

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