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	<title>ArcheoRivista</title>
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	<description>Rivista online su archeologia, storia e arte antica</description>
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		<title>Italia, Solarolo – Nasce il Gruppo Archeologico Solarolese</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 08:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[redazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Archeoclub d’Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolta alle ore 20.45 di venerdì 5 marzo 2010, presso l’Oratorio dell’Annunziata di Solarolo, la riunione straordinaria per la nascita del Gruppo Archeologico Solarolese, nel corso della quale è stata discussa una proposta di Statuto e di logo. All’assemblea hanno partecipato Adriana Betti, Davide De Palma, Marcella Barnabè, Franco Costa, Lucio Donati, Samantha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta alle ore 20.45 di venerdì 5 marzo 2010, presso l’Oratorio dell’Annunziata di Solarolo, la riunione straordinaria per la nascita del Gruppo Archeologico Solarolese, nel corso della quale è stata discussa una proposta di Statuto e di logo. All’assemblea hanno partecipato <strong>Adriana Betti, Davide De Palma, Marcella Barnabè, Franco Costa, Lucio Donati, Samantha Maccolini, Luigi Gambi, Claudio Montanari</strong> e <strong>Flavio Merletti</strong> per la commissione promotrice della nuova associazione.<span id="more-3236"></span></p>
<p>Nel novembre 2009 la sezione di Solarolo, nata nel 1977, era stata sciolta e distaccata dall’organizzazione nazionale degli <strong>Archeoclub d’Italia</strong> per via delle condizioni economiche precarie in cui si doveva lavorare. Infatti, la sola fonte di finanziamento importante, cioè le quote dell’iscrizione annuale, veniva totalmente inviato alla sede nazionale.</p>
<p>Il primo collegio direttivo dell’<strong>Archeoclub di Solarolo </strong>era costituito da <strong>Peppino Sgubbi</strong>, dalla professoressa <strong>Maria Morini</strong> e da <strong>Francesco Mariani</strong>. Al primo va assegnato il merito di aver scoperto molti siti, particolarmente quello in via Ordiere, risalente al Medio Bronzo e oggetto di diverse campagne di scavo svolte dal Dipartimento di Archeologia di Ravenna afferente all’Università di Bologna.</p>
<p>L’associazione è stata in seguito coordinata da <strong>Giovanni Zoli, Otello Bennoli, Samantha Maccolini</strong> e <strong>Lucio Donati</strong>. Quest’ultimo ha dato impulso alla sezione anche mentre ricopriva la carica di Assessore alla cultura nel 1996 pubblicando insieme ad altri appassionati di storia locale, nell’ambito degli eventi del Millennio di Solarolo, il volume <em>Storie di un millennio – Solarolo e Romagna dall’epoca romana ad oggi</em>. L’Archeoclub ha curato anche altre pubblicazioni, come lo <em>Stradario Solarolese</em>, edito nel 1987.</p>
<p>Tra i progetti più importanti curati dall’associazione va annoverata l’aula didattica con la sua guida <em>Archeologia a Solarolo</em>, progettata dal Comune e dalla Soprintendenza. I pannelli e le bacheche dell’aula didattica sono ancora sposti a primo piano del Municipio.</p>
<p>Quando l’Archeoclub si è sciolto, i soci, non volendo che il lavoro passato e l’esperienza andassero perduti, hanno deciso di costituire un Gruppo Archeologico Solarolese, indipendente da qualsiasi organismo nazionale. Il nuovo Gruppo di propone i medesimi obiettivi del precedente, ampliati però a tutti i beni culturali.</p>
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		<title>Italia, Torino – Il G.A.T. propone dieci incontri per conoscere l’archeologia</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[mostre e convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Archeologico Torinese]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Gruppo Archeologico Torinese propone una serie di incontri per conoscere l’archeologia nell’ambito dell’iniziativa ArcheoInsieme che si terranno tutti i martedì alle ore 21 tra marzo e maggio 2010 presso la Sala Conferenza del Centro Dar al Hikma di Torino, a cura dei soci del G.A.T.
L’incontro che inaugurerà l’iniziativa, intitolato appropriatamente &#8220;Prima dello scavo: la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/archeoinsieme-2010.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3241" title="archeoinsieme-2010" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/archeoinsieme-2010.jpg" alt="archeoinsieme" width="391" height="487" /></a></p>
<p>Il <strong>Gruppo Archeologico Torinese</strong> propone una serie di <strong>incontri per conoscere l’archeologia</strong> nell’ambito dell’iniziativa <em>ArcheoInsieme</em> che si terranno tutti i martedì alle ore 21 tra marzo e maggio 2010 presso la Sala Conferenza del Centro Dar al Hikma di Torino, a cura dei soci del <strong>G.A.T.</strong><span id="more-3225"></span></p>
<p>L’incontro che inaugurerà l’iniziativa, intitolato appropriatamente &#8220;Prima dello scavo: la ricerca di un sito archeologico&#8221;, sarà dedicato alla toponomastica e alla ricognizione e si svolgerà il 16 marzo 2010. Il secondo appuntamento (23 marzo 2010) si occuperà degli strumenti, della stratigrafia, della documentazione e delle tecniche di indagine utilizzati durante uno scavo archeologico. Le conferenze del 30 marzo e del 6 aprile 2010 si concentreranno sui reperti ceramici (la prima) e metallici, vitrei e ossei (la seconda). Il 13 aprile 2010 si parlerà delle altre archeologie (quella sperimentale, quella subacquea e quella informatica) e delle scienze esatte in relazione all’archeologia.</p>
<p>Gli appuntamenti del 20 e del 27 aprile e quello del 4 maggio 2010 illustreranno i siti archeologici piemontesi iniziando da quelli preistorici e protostorici, passando per le città romane per concludere con l’epoca medievale. L’11 maggio 2010 verrà discusso il tema del volontariato culturale in relazione all&#8217;archeologia, mentre l’ultimo incontro (18 maggio 2010) tratterà dei campi estivi 2010 di ricerca archeologica.</p>
<p>Partecipando almeno ad otto incontri (tutti ad ingresso gratuito) è possibile ricevere un attestato di frequenza.</p>
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		<title>Italia, Torino – XVII edizione di “Serate d’Egitto”</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[archeologia egiziana]]></category>
		<category><![CDATA[mostre e convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Archeologico Torinese]]></category>

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		<description><![CDATA[
La Sala Conferenze della Struttura Centrale Vetrata di Piazzale Valdo Fusi (Torino), ospiterà la XVII edizione dell’evento Serate d’Egitto, che consiste in una serie di conferenze con diapositive dedicate alla civiltà egizia e organizzate dal Gruppo Archeologico Torinese.
Il primo incontro, Benefattori nell’antico Egitto, sarà tenuto da Matteo Lombardi, dottorando di ricerca in Egittologia, alle ore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/serate-d-egtitto-2010.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3239" title="serate-d-egtitto-2010" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/serate-d-egtitto-2010.jpg" alt="serate d'egitto a torino" width="380" height="277" /></a></p>
<p>La Sala Conferenze della Struttura Centrale Vetrata di Piazzale Valdo Fusi (Torino), ospiterà la XVII edizione dell’evento <em>Serate d’Egitto</em>, che consiste in una serie di conferenze con diapositive dedicate alla civiltà egizia e organizzate dal <strong>Gruppo Archeologico Torinese</strong>.<span id="more-3228"></span></p>
<p>Il primo incontro, <em>Benefattori nell’antico Egitto</em>, sarà tenuto da <strong>Matteo Lombardi</strong>, dottorando di ricerca in Egittologia, alle ore 21 di venerdì 26 marzo 2010. Il secondo appuntamento (venerdì 2 aprile 2010, ore 21) verrà dedicato dall’egittologa <strong>Alessia Fassone</strong>, collaboratrice scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte, ai ritrovamenti archeologici effettuati sulla penisola di Canopo. Il 9 aprile 2010<strong> Riccardo Manzini</strong>, socio A.C.M.E. (Amici Collaboratori del Museo Egizio di Torino) esporrà le nozioni sulla nascita dell’universo con<em> La cosmogonia egizia</em>. Invece, l’egittologo e socio A.C.M.E. <strong>Alberto Maria Pollastrini</strong> parlerà, venerdì 16 aprile 2010, dell’equipaggiamento e delle tecniche militari in epoca faraonica con<em> L’esercito delle due terre</em>. Il 23 aprile 2010 il socio A.C.M.E. <strong>Sandro Trucco</strong> dedicherà il suo intervento alle regine, al modo in cui esse hanno influenzato la civiltà egizia. L’ultimo incontro (30 aprile 2010) vedrà l’egittologo<strong> Federico Bottigliengo</strong> dell’Università La Sapienza di Roma proporre <em>Uno sguardo nelle sfere oltremondane</em>.</p>
<p>L’iscrizione alle conferenze è gratuita presso la sede degli incontri ed è previsto un attestato di frequenza con almeno cinque presenze. Per maggiori informazioni contattare la segreteria del G.A.T. il venerdì dalle 18 alle 21 al numero 0114366333 o via mail all’indirizzo <a href="mailto:segreteria@archeogat.it">segreteria@archeogat.it</a>.</p>
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		<title>Italia, Massafra – A breve un Centro studi sul patrimonio rupestre</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 08:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[ricerca & studi]]></category>
		<category><![CDATA[Archeogruppo E. Jacovelli]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio rupestre]]></category>

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		<description><![CDATA[Un luogo di scambio e incontro fra studiosi, esperti e studenti: questo l’obiettivo dell’Archeogruppo E. Jacovelli che si è fatto promotore della realizzazione di un Centro di documentazione internazionale sul patrimonio rupestre a Massafra (Taranto) con il progetto Cultural rupestrian heritage in the circummediterranean area: common identitiy. New perspective, vincitore del programma Culture 2007-2013. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un luogo di scambio e incontro fra studiosi, esperti e studenti: questo l’obiettivo dell’<strong>Archeogruppo E. Jacovelli </strong>che si è fatto promotore della realizzazione di un<strong> Centro di documentazione internazionale sul patrimonio rupestre</strong> a Massafra (Taranto) con il progetto <em>Cultural rupestrian heritage in the circummediterranean area: common identitiy. New perspective</em>, vincitore del programma<em> Culture 2007-2013</em>. Il progetto di cooperazione transnazionale è stato presentato a Bruxelles ed è stato incluso nel finanziamento per il 2010 con centonovantacinquemila euro. I lavori saranno realizzati in ventiquattro mesi, a partire da settembre 2010.<span id="more-3220"></span></p>
<p>Il progetto dell’Archeogruppo, realizzato dalla professoressa <strong>Carmela Crescenzi</strong> (Università di Firenze) in collaborazione con gli architetti <strong>Vincenzo Russo</strong> e <strong>Angelamaria Quartulli</strong>, avrà come partner internazionali l’Università turca Kadir Has, l’Ecole nationale supérieure d&#8217;architecture de Paris La Villette, il Dipartimento di Grafica architettonica del Politecnico di Valencia e la National and Kapodistrian University di Atene.</p>
<p>Il Centro studi sarà costituito da diversi settori (grafico, descrittivo, cartografico e fotografico) e il progetto di realizzazione ha come punti di forza la collaborazione strategica tra Europa sud-occidentale e sud-orientale, l’interdisciplinarietà dei contributi, il dialogo interculturale e quello religioso che avvicina Cristianesimo e Islam nell’incontro fra Turchia e Grecia.</p>
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		<title>Intervista al Gruppo Archeologico del Cenedese</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Forin]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Archeologico del Cenedese]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Gruppo Archeologico del Cenedese si occupa dal 1976 di ricerca, salvaguardia e divulgazione ed è attualmente diretto dal dottor Carlo Forin. Lo abbiamo intervistato per voi.
D In breve, ci racconti la storia dell’Associazione.
R Da oltre trent&#8217;anni, l&#8217;associazione promuove attività di ricerca, recupero e salvaguardia di materiali d&#8217;interesse archeologico. Si tratta di un gruppo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Gruppo Archeologico del Cenedese</strong> si occupa dal 1976 di ricerca, salvaguardia e divulgazione ed è attualmente diretto dal dottor <strong>Carlo Forin</strong>. Lo abbiamo intervistato per voi.<span id="more-3215"></span></p>
<p><strong>D In breve, ci racconti la storia dell’Associazione.</strong><br />
R Da oltre trent&#8217;anni, l&#8217;associazione promuove attività di ricerca, recupero e salvaguardia di materiali d&#8217;interesse archeologico. Si tratta di un gruppo di volontari, nato nel 1976, che affianca alla ricerca sul campo un&#8217;azione di studio e di divulgazione.<br />
Guidata dal presidente Carlo Forin, l&#8217;associazione, con sede in via Galilei 72, opera in un territorio che si estende dal fiume Piave al Livenza. Il percorso svolto negli anni dal gruppo è costellato da ritrovamenti di straordinario rilievo, che hanno contribuito a ricostruire la storia locale nelle epoche più antiche.<br />
Risalgono ai primissimi anni di attività l&#8217;individuazione della &#8220;stipe votiva&#8221; a Villa di Villa, il recupero di materiale neo-eneolitico ai Palù di Cordignano, il ritrovamento di materiali neolitici a Serravalle.<br />
Estremamente importanti anche il recupero dell&#8217;insediamento tardo romano sul Monte Castellazzo e di quello palafitticolo sui laghi di Revine, a Colmaggiore. Più o meno nello stesso periodo (fine anni &#8216;80) risalgono le due campagne di sondaggi e scavi sul Monte Altare, con successivo ritrovamento di materiale. Più recenti gli interventi in borgo Zambon, S. Augusta, Tovena, S. Gallo di Soligo e S. Daniele di Fregona.</p>
<p><strong>D In quali settori è attualmente impegnata?</strong><br />
R Ricerca di superficie, archiviazione, divulgazione.</p>
<p><strong>D Quali sono i principali progetti in corso?</strong><br />
R Esposizione mostre fotografiche, stesura articoli per periodico.</p>
<p><strong>D E quelli per il futuro?</strong><br />
R Archiviazione digitale delle foto dei reperti, pubblicazioni materiali da santuari.</p>
<p><strong>D Il progetto già realizzato che è il vostro “fiore all&#8217;occhiello”?</strong><br />
R Il quaderno su ritrovamenti nel villaggio palafitticolo di Colmaggiore di Tarzo; la realizzazione mostra fotografica sui Veneti Antichi; il Convegno su Antares.</p>
<p><strong>D Avete collaborazioni con enti e istituzioni italiani?</strong><br />
R Università di Trento, di Padova, di Ferrara.</p>
<p><strong>D Il rapporto con il mondo dell&#8217;istruzione e della formazione?</strong><br />
R A richiesta interventi con diapositive per scolaresche ed incontri in strutture comunali con popolazione interessata.</p>
<p><strong>D Organizzate corsi e seminari?</strong><br />
R Corsi individuali a nuovi soci.</p>
<p><strong>D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato per i vostri scopi?</strong><br />
R Il nostro budget sono le quote sociali con cui sosteniamo le spese di cancelleria ed Enel.</p>
<p><strong>D Gli anti pubblici sono sensibili alle vostre attività?</strong><br />
R Sempre meno sensibili per carenza cronica di restituzioni da Roma.</p>
<p><strong>D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?</strong><br />
R No.</p>
<p><strong>D Come gestite la divulgazione del vostro lavoro verso il grande pubblico?</strong><br />
R Non abbiamo mezzi.</p>
<p><strong>D Il vostro rapporto con la stampa?</strong><br />
R Collaborazione con quindicinale su pubblicazioni di storia locale.</p>
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		<title>Italia, Albenga – Apre l&#8217;area archeologica di San Calocero</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 18:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[redazionale]]></category>
		<category><![CDATA[San Calocero]]></category>

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		<description><![CDATA[Alle ore 10.30 di sabato 6 marzo 2010 è stato inaugurato presso le vestigia di San Calocero (regione Doria) il nuovo iter didattico realizzato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria in collaborazione con il Comune di Albenga e la Fondazione De Mari. 
Il progetto propone l’istituzione di un parco archeologico attrezzato con pannelli, sintetizzati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle ore 10.30 di sabato 6 marzo 2010 è stato inaugurato presso le vestigia di <strong>San Calocero</strong> (regione Doria) il nuovo iter didattico realizzato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria in collaborazione con il Comune di Albenga e la Fondazione De Mari.<span id="more-3234"></span> </p>
<p>Il progetto propone l’istituzione di un <strong>parco archeologico</strong> attrezzato con pannelli, sintetizzati anche in inglese e dedicati alla città e al monumento di Albenga. All’inizio del percorso è stata apposta anche una targa in braille con la pianta del sito e un riassunto degli elementi importanti per facilitare la visita anche ai diversamente abili. Inoltre, passerelle a scivolo e rampe garantiscono la parziale fruizione del parco da parte di persone con passeggini e visitatori con difficoltà deambulatorie.</p>
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		<title>Italia, Ascoli Piceno – Riapre a giugno il teatro romano</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 18:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[archeologia romana]]></category>
		<category><![CDATA[restauri]]></category>
		<category><![CDATA[storia romana]]></category>
		<category><![CDATA[teatro romano]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla riunione di coordinamento svoltasi recentemente presso il Palazzo dell’Arengo di Ascoli Piceno, alla quale hanno partecipato l’Assessore ai lavori pubblici Gianni Silvestri, il direttore dei lavori Pierfilippo Melchiorre, gli archeologi Maurizio Landolfi e Masturzo e Filippo Ciorra della Facoltà di Architettura dell’Università di Camerino, è emerso che entro giugno 2010 sarà restituito al pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla riunione di coordinamento svoltasi recentemente presso il Palazzo dell’Arengo di Ascoli Piceno, alla quale hanno partecipato l’Assessore ai lavori pubblici Gianni Silvestri, il direttore dei lavori Pierfilippo Melchiorre, gli archeologi Maurizio Landolfi e Masturzo e Filippo Ciorra della Facoltà di Architettura dell’Università di Camerino, è emerso che entro giugno 2010 sarà restituito al pubblico il <strong>Teatro Romano di Ascoli</strong>, venuto alla luce nel 1932 e ora in via di restauro e sistemazione.<span id="more-3231"></span> </p>
<p>Il teatro romano rappresenta un pezzo importante di storia della città di Ascoli Piceno ed è una fermata obbligatoria per i turisti che restano affascinati da questo splendido esempio di <strong>architettura teatrale romana</strong>, realizzato alla fine del primo secolo avanti Cristo, dopo la distruzione della città da parte di Strabone. Alcuni esperti, invece, pensano che le vestigia dello spazio riservato al coro o “orchestra” abbiano origini greche perché assenti nell’architettura teatrale romana e le collegano a una restaurazione di un teatro preesistente prima della distruzione romana. L’esistenza del teatro testimonia l’elevato livello culturlea raggiunto dalla città di Ascoli.</p>
<p>I lavori di scavo, protrattisi per oltre vent’anni, dal 1932 al 1959, hanno restituito i radiali della cavea in opus reticolatum, il corridoio semianulare fra le gradinate, l’orchestra e la sezione alta delle gradinate. Inoltre, vicino al pulpitum sono stati trovati i resti di un ambiente abside che probabilmente aveva una funzione di servizio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Italia, Roma – Arte greca in mostra</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 09:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[archeologia greca]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia romana]]></category>
		<category><![CDATA[mostre e convegni]]></category>
		<category><![CDATA[storia romana]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Parisi Presicce]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio La Rocca]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Ronconi]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Palli]]></category>
		<category><![CDATA[Musei Capitolini]]></category>

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Venerdì 5 marzo 2010 è stata inaugurata presso i Musei Capitolini la mostra intitolata L’Età della Conquista. Il fascino dell’arte greca, nell’ambito del ciclo I Giorni di Roma. L’iniziativa, promossa dal Comune di Roma e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e organizzata da Mondo Mostre e da Zètema Progetto Cultura, vuole far riflettere su un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/arte-greca-mostra1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3223" title="arte-greca-mostra" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/arte-greca-mostra1.jpg" alt="" width="350" height="111" /></a><a href="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/arte-greca-mostra.jpg"></a></p>
<p>Venerdì 5 marzo 2010 è stata inaugurata presso i <strong>Musei Capitolini</strong> la mostra intitolata <em>L’Età della Conquista. Il fascino dell’arte greca</em>, nell’ambito del ciclo <em>I Giorni di Roma</em>. L’iniziativa, promossa dal Comune di Roma e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e organizzata da Mondo Mostre e da Zètema Progetto Cultura, vuole far riflettere su un periodo di profonde trasformazioni sul gusto estetico e nei canoni stilistici dell’<strong>antica Roma</strong> e il ciclo di mostre allestite nei Musei Capitolini si propone di restituire un’idea completa sul modo in cui gli antichi romani elaborarono il loro linguaggio artistico basandosi sulla cultura figurativa greca.<span id="more-3217"></span></p>
<p>Il ciclo di esposizioni incomincia dal terzo secolo avanti Cristo, con la seconda guerra punica, per giungere ai decenni in cui l’Impero romano espanse il proprio dominio su tutto il bacino mediterraneo, dalle coste dell’Asia Minore alla Spagna. La mostra presenterà gli oggetti che meglio esprimono il rafforzarsi del prestigio romano in un’epoca tra le più innovative e originali per lo sviluppo dell’arte occidentale, esponendo capolavori provenienti dalla zona del Mediterraneo, come imponenti statue di marmo, interi cicli scultorei, fregi, opere di bronzo e terracotta, elementi di arredo domestico in argento e in bronzo.</p>
<p>Il cambiamento di gusto, che diventò rivoluzione culturale, incominciò dopo le vittoriose campagne militari in Magna Grecia e in Grecia con le grandi quantità di denaro e gli ingenti bottini di guerra. I capolavori greci esibiti durante la processione trionfale dei generali romani erano di una fattura mai vista prima e al seguito dei condottieri giunsero a Roma numerosissimi artigiani, artisti, medici e architetti greci. Malgrado l’opposizione della fazione conservatrice di Catone, Roma fu investita da una rapida ellenizzazione che la cambiò per sempre anche tramite la commistione di modelli romani e greci. Nella Roma al massimo dello splendore, l’arte rappresenta un mezzo privilegiato per esprimere messaggi estetici ma anche ideologici, politici e morali: forme specifiche, adottate dall’arte greca, esprimono altrettanti valori specifici, tradizionalmente romani.</p>
<p>La prima esposizione del ciclo, intitolata <em>L’Età della Conquista</em>, curata da <strong>Claudio Parisi Presicce</strong> e <strong>Eugenio La Rocca</strong> e allestita da <strong>Luca Ronconi</strong> e <strong>Margherita Palli</strong>, darà inizio a un viaggio alla scoperta dello <strong>sviluppo del concetto e delle forme dell’arte classica romana</strong> della fine del terzo secolo avanti Cristo. I reperti in mostra spazieranno dal campo religioso, in cui sono esposti frontoni e statue di dei, come quello di San Gregorio dei Capitolini, alle statue in terracotta del British Museum, sino ai monumenti onorari.</p>
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		<title>Italia, Bologna – Aria di primavera al Museo Archeologico</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 19:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[BilBolBul]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Cenerini]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Museo Civico Archeologico di Bologna propone una serie di interessanti iniziative per il mese di marzo: infatti, oltre ai classici incontri del fine settimana, giovedì 4 marzo 2010 sono state inaugurate due mostre, gratuite e visitabili fino al 18 aprile 2010, nell’ambito del BilBolBul, IV appuntamento con il Festival del Fumetto a Bologna, curato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Museo Civico Archeologico di Bologna</strong> propone una serie di interessanti iniziative per il mese di marzo: infatti, oltre ai classici incontri del fine settimana, giovedì 4 marzo 2010 sono state inaugurate due mostre, gratuite e visitabili fino al 18 aprile 2010, nell’ambito del <em>BilBolBul</em>, IV appuntamento con il Festival del Fumetto a Bologna, curato dall’Associazione Hamelin.<span id="more-3204"></span> </p>
<p>La prima esposizione si intitola <em>Complotti notturni</em> ed è dedicata ai lavori del francese <strong>David B.</strong>, famoso narratore e innovatore del fumetto d’Oltralpe. La seconda mostra, invece, ha come protagonista<strong> Paolo Bacilieri</strong>, uno dei fumettisti italiani più innovativi, e si intitola <em>Diario di un vizio</em>.</p>
<p>Inoltre, sabato 6 marzo 2010 <strong>Francesca Cenerini</strong> comincerà una serie di tre conferenze dedicate agli scrittori e ai loro libri che rientrano nell’iniziativa <em>Parole d’autore</em>, che guiderà i partecipanti alla scoperta del mondo antico attraverso la voce diretta degli autori che racconteranno di scoperte archeologiche in terre lontane, vicende di donne ammaliatici e potenti, il cui charme attrae tutt’oggi la nostra attenzione.</p>
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		<title>Intervista all’archeologa Marianna Bressan</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 17:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marianna Bressan]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Padova]]></category>

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		<description><![CDATA[L’archeologa Marianna Bressan è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Padova. La abbiamo intervistata per voi.
D. Qual è stato il suo percorso formativo?
R. Sono laureata in Lettere classiche a indirizzo archeologico, diplomata specialista in archeologia dopo aver frequentato il triennio di Scuola di Specializzazione e sono Dottore di ricerca in Archeologia.
D. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’archeologa <strong>Marianna Bressan</strong> è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Archeologia dell’<strong>Università di Padova</strong>. La abbiamo intervistata per voi.<span id="more-3201"></span></p>
<p><strong>D. Qual è stato il suo percorso formativo?</strong><br />
R. Sono laureata in Lettere classiche a indirizzo archeologico, diplomata specialista in archeologia dopo aver frequentato il triennio di Scuola di Specializzazione e sono Dottore di ricerca in Archeologia.</p>
<p><strong>D. E il suo percorso professionale?</strong><br />
R. Ho partecipato a diversi scavi archeologici in Italia e all’estero.</p>
<p><strong>D. Di cosa si occupa attualmente?</strong><br />
R. Lavoro con un assegno di ricerca a un progetto che riguarda la valorizzazione delle aree archeologiche di Montegrotto Terme (PD).</p>
<p><strong>D. Per quali enti o istituzioni lavora?</strong><br />
R. Per l’Università di Padova.</p>
<p><strong>D. Il progetto più importante su cui ha lavorato?</strong><br />
R. Difficile dirlo; il progetto del quale mi occupo attualmente è certo il più ambizioso a lungo termine, perché si prefigge di seguire un contesto archeologico dalla scoperta all’ultimo passo, che è quello della fruizione da parte del pubblico anche di non addetti.</p>
<p><strong>D. Il prossimo impegno lavorativo?</strong><br />
R. Chissà&#8230;</p>
<p><strong>D. Ha collaborazioni all&#8217;estero? Se no, prevede di averle?</strong><br />
R. Per il dottorato di ricerca mi sono occupata dei teatri della Grecia romana e ho avuto modo di stare in Grecia per lunghi periodi, ospite della Scuola Italiana ad Atene. In quegli anni scavavo a Creta con un progetto del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Padova, presso il teatro del tempio di Apollo Pizio di Gortina.</p>
<p><strong>D. Il suo sogno nel cassetto?</strong><br />
R. Fare il mio lavoro senza preoccuparmi di cosa succederà una volta scaduto il contratto in corso.</p>
<p><strong>Archeologia italiana</strong></p>
<p><strong>D. Cosa pensa dello stato attuale dell&#8217;archeologia italiana?</strong><br />
R. Che è una potenzialità pressoché ignorata.</p>
<p><strong>D. Quali sono le tre emergenze che andrebbero risolte?</strong><br />
R. C’è un’emergenza a livello di conservazione del patrimonio archeologico: gli scavi musealizzati soprattutto soffrono della mancanza di manutenzione e non sono fruibili per mancanza di personale.<br />
C’è poi un’emergenza a livello di conoscenza e valorizzazione del patrimonio, un tesoro immenso che resta come immobile e muto nella sua distanza cronologica, senza dialogare con il pubblico che perde così una straordinaria possibilità di trarne addirittura divertimento.<br />
C’è infine un’emergenza a livello progettuale: i luoghi della ricerca anche molto qualificati (le Università, il CNR, anche le Soprintendenze che ricerca pura non possono fare, ma che hanno il fondamentale ruolo di catalogare il patrimonio e di codificare e aggiornare i metodi di catalogazione) dipendono da finanziamenti centellinati e mai sufficienti; così le nuove leve che si formano devono cambiare lavoro o mettersi in proprio, generalmente uscendo dal giro della ricerca pura, perché non ci sono prospettive di stabilità a lungo termine.</p>
<p><strong>D. E quali le tre peculiarità da valorizzare?</strong><br />
R. Il nesso tra paesaggio attuale e resti archeologici; non di tratta di un numero di peculiarità, ma un contenitore di immensa potenzialità.</p>
<p><strong>D. Cosa dovremo imparare dall&#8217;estero?</strong><br />
R. Non da tutto l’estero, ma da paesi come l’Inghilterra e la Germania, la capacità di far parlare la storia e incuriosire, restituendo al passato il significato profondo di origine della cultura attuale del territorio e nel contempo alimentando l’interesse dei contemporanei.<br />
Anche forse un po’ più di orgoglio di possedere una certa storia.</p>
<p><strong>D. Cosa possiamo invece insegnare loro?</strong><br />
R. Che l’archeologia non è fatta di misteri e sensazionalismi, ma ricostruisce i piccoli gesti quotidiani che hanno fatto la storia dell’umanità. Non lo scavo archeologico come una Disneyland del passato, dunque&#8230;</p>
<p><strong>D. Chi dovrebbe dare di più, e cosa, per aiutare l&#8217;archeologia italiana?</strong><br />
R. I governi.</p>
<p><strong>D. Scavare e pubblicare: ci vorrebbe un limite massimo di tempo per farlo?</strong><br />
R. Sì, se oltre agli obblighi si inseriscono le opportunità: non si pubblica non sempre per cattiva volontà, quanto perché scrivere non paga, scavare o fare un mestiere più pratico sì.</p>
<p><strong>Musei</strong></p>
<p><strong>D. La sua opinione sui musei italiani?</strong><br />
R. C’è museo e museo. I più riusciti sono quelli in cui alle idee innovative si affiancano adeguati finanziamenti. Penso al Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo o al Museo Archeologico di Bolzano</p>
<p><strong>D. Come aumenterebbe il numero dei visitatori?</strong><br />
R. Pubblicizzando di più, aumentando le attrattive per un pubblico non esperto.</p>
<p><strong>D. La cultura deve essere a pagamento o sul modello British Museum?</strong><br />
R. Dovrebbe essere gratuita per il fruitore, ma dare un dignitoso stipendio a chi fa ricerca e a chi crea il servizio culturale.</p>
<p><strong>D. Ritiene utile la “realtà virtuale” nei musei? Se si, in che misura può esserci?</strong><br />
R. Non utile, ma necessaria, nel mondo dell’immagine e della comunicazione immediata.</p>
<p><strong>D. Archeologia e informazione. Come vede questo rapporto?</strong><br />
R. E’ un rapporto necessario alla sopravvivenza dell’archeologia, ma un po’ trascurato.</p>
<p><strong>D. Gli archeologi italiani sanno divulgare?</strong><br />
R. Secondo me si è cominciato da poco tempo a comprendere la necessità di una valida divulgazione, ma non tutti sono capaci di farne.</p>
<p><strong>D. E le riviste, fanno buona divulgazione archeologica?</strong><br />
R. Quali riviste? quelle specializzate sì, le altre non se ne curano proprio.</p>
<p><strong>Beni culturali e privati</strong></p>
<p><strong>D. Cosa pensa dell&#8217;affidamento dei beni archeologici ai privati?</strong><br />
R. Penso che dovrebbe essere estremamente limitato, il patrimonio archeologico è di tutti e deve essere lo Stato a curarlo e a garantirne la divulgazione.</p>
<p><strong>D. Ritiene la Ronchey una buona legge?</strong><br />
R. Ritengo che la legge vigente, il Codice dei Beni culturali, avrebbe potuto curare meglio l’archeologia.</p>
<p><strong>D. I fondi a disposizione dell&#8217;archeologia italiana sono sufficienti?</strong><br />
R. No!</p>
<p><strong>D. Meglio continuare a scavare, o studiare e valorizzare quel che è nei magazzini?</strong><br />
R. Perché una cosa deve escludere l’altra? C’è lavoro per tutti&#8230;</p>
<p><strong>D. E&#8217; giusto rendere fiscalmente vantaggiose le donazioni per la cultura?</strong><br />
R. D’istinto direi di sì, ma non conosco le questioni fiscali che le governano.</p>
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		<title>Gran Bretagna, Londra – La verità sulla mela di Newton</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 13:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Ortolani</dc:creator>
				<category><![CDATA[scoperte]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sarebbe vero il famoso racconto della mela che, cadendo sulla testa di Isaac Newton, gli permise di elaborare la rivoluzionaria Teoria di Gravitazione Universale.
Tale aneddoto sarebbe confermato dal manoscritto “Memoirs of Sir Isaac Newton Life” scritto intorno il 1752 da un amico personale dello scienziato, il fisico inglese William Stukeley.
Il libro è stato reso pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/manoscritto-memorie-newton.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3195" title="manoscritto-memorie-newton" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/manoscritto-memorie-newton.jpg" alt="" width="507" height="339" /></a></p>
<p>Sarebbe vero il famoso racconto della mela che, cadendo sulla testa di <strong>Isaac Newton</strong>, gli permise di elaborare la rivoluzionaria <strong>Teoria di Gravitazione Universale.</strong></p>
<p>Tale aneddoto sarebbe confermato dal manoscritto <strong>“Memoirs of Sir Isaac Newton Life</strong>” scritto intorno il 1752 da un amico personale dello scienziato, il fisico inglese <strong>William Stukeley</strong>.<span id="more-3193"></span></p>
<p>Il libro è stato reso pubblico di recente dalla <strong>Royal Society</strong> di Londra di cui Sir Newton ne fece parte dal 1703 fino al 1727. La scelta è dovuta al festeggiamento dei 350 anni di vita della fondazione che ne ha permesso la conoscenza attraverso la pubblicazione online di circa 100 pagine.</p>
<p>La preziosa biografia rivela infatti che, seduto in contemplazione nella sua riserva di Woolsthorpe Manor, Newton notò la mela cadere a terra e si chiese:” perché cade sempre perpendicolarmente a terra? Perché non va mai verso l’alto o trasversalmente ma finisce costantemente al centro della Terra? La ragione potrebbe essere questa: perché è la Terra che la attrae ….. “.</p>
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		<title>L’Arte festeggia le Donne il 6-7 marzo</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 09:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romano Maria Levante</dc:creator>
				<category><![CDATA[musei]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il “Bronzo di Riace” e il “Ritratto di Agnolo Doni” di Raffaello che offrono il mazzetto di mimose sono i “testimonial” dell’iniziativa promozionale del Ministero dei Beni culturali per la Festa della donna: iniziativa anticipata al week end del 6 - 7 marzo rispetto a lunedì 8 marzo giornata di chiusura dei musei, con l’ingresso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/arte-festeggia-donne-8marzo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3198" title="arte-festeggia-donne-8marzo" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/arte-festeggia-donne-8marzo.jpg" alt="" width="400" height="492" /></a></p>
<p>Il<em><strong> “Bronzo di Riace” </strong></em>e il <em><strong>“Ritratto di Agnolo Doni”</strong></em><strong> </strong>di<strong> Raffaello</strong> che offrono il mazzetto di mimose sono i “testimonial” dell’iniziativa promozionale del Ministero dei Beni culturali per la <strong>Festa della donna:</strong> iniziativa anticipata al <strong>week end </strong>del<strong> 6 </strong>- <strong>7 marzo</strong> rispetto a lunedì 8 marzo giornata di chiusura dei musei, con l’<strong>ingresso gratuito</strong> al gentil sesso in tutti i siti archeologici e museali statali compresa la Sicilia, e con speciali manifestazioni previste a<strong> Roma </strong>e a <strong>Napoli</strong>.<span id="more-3190"></span></p>
<p><strong>L’ingresso gratuito per le donne ai musei nel week end</strong></p>
<p>La fantasia del direttore generale <strong>Mario Resca</strong>, il suo senso artistico e l’intento di sorprendere, questa volta non si sono fermati alla scelta dell’opera “testimonial”, come è stato per <strong>“</strong><em><strong>Il Bacio”</strong></em> di <strong>Hayez </strong>a <strong>San Valentino; </strong>e non si sono spinti fino alla trasgressione di smontare il <strong>“Colosseo”</strong>, portar via il<strong> “Cenacolo”</strong> o involare su un elicottero il <strong>“David”. </strong>Hanno messo in “mano” al “<em><strong>Bronzo di Riace”</strong></em> e al <em><strong>“Ritratto di Agnolo Doni”</strong></em> di<strong> Raffaello</strong> un mazzetto di<strong> mimose</strong> per offrirlo simbolicamente al gentil sesso. Omaggio accompagnato dal<strong>l’ingresso gratuito in tutti i musei statali</strong> del paese (Sicilia compresa) per tutte le donne nel <strong>week end</strong> del<strong> 6 </strong>-<strong>7 marzo</strong>, vigilia della <strong>Festa della donna</strong>.</p>
<p>La festa resta libera dall’“impegno” dei musei, anche se non è la motivazione dell’anticipo, dovuto al fatto che l’<strong>8 marzo</strong> è lunedì, giorno canonico di chiusura, e sarebbe stato troppo complicato fare una deroga. Sono in corso discussioni con i sindacati per risolvere l’annoso problema delle aperture prolungate anche nella tarda serata e negli eventi, ma al momento ancora nulla di concluso.</p>
<p>Tutto questo si tradurrà, di fatto, in un prolungamento della festa, che diventa una sorta di “triduo” se si può usare un termine più appropriato per altre celebrazioni. Il Ministero per i beni culturali si augura che non saranno solo il <em><strong>“Bronzo di Riace”</strong></em> e<em><strong> </strong></em>il<strong> </strong><em><strong>“Ritratto di Agnolo Doni” </strong></em>di Raffaello<em> </em>i cavalieri, ma gli accompagnatori per bissare il “paghi uno e prendi due” di San Valentino. E anche se ci saranno soltanto stuoli di donne a ingresso gratuito sarà ugualmente un successo perché, lo ha detto Resca, l’intento è far frequentare i musei alla gente; inoltre nelle promozioni è importante l’effetto trascinamento, non tanto il risultato immediato che comunque in genere non manca mai.</p>
<p><strong>Le manifestazioni a Napoli e a Roma</strong></p>
<p>Alla fruizione gratuita dell’Arte nel week end del <strong>6 &#8211; 7 marzo</strong> in tutti i musei statali e nelle aree archeologiche sul territorio nazionale, compresa la Sicilia a statuto speciale, si aggiungono due <strong>eventi</strong> particolari per <strong>sabato 6 marzo.</strong></p>
<p>A <strong>Napoli</strong>, al<strong> Museo Archeologico nazionale</strong>, alle <strong>11,30 </strong>la visita gratuita per le donne sarà accompagnata dalle <strong>archeologhe</strong> di “Pierreci Codess”, che non si limiteranno a illustrare i reperti ma racconteranno le loro esperienze nelle visite al museo della più varia umanità; un modo originale di far sentire quale sia il pubblico dell’archeologia e quali gli stimoli che trova. Nei reperti ci sono tra gli altri la <em><strong>Collezione Egizia</strong></em> dal IV secolo avanti Cristo e la <em><strong>Collezione Farnese </strong></em>con 400 sculture tra cui i <em>Tirannicidi</em>, l’<em>Ercole</em> e il <em>Toro Farnese</em>.</p>
<p>A <strong>Roma, </strong>sempre <strong>sabato 6 marzo</strong>, al <strong>Museo Nazionale Romano </strong>una serie di visite gratuite che richiedono la prenotazione per ovvi motivi. In particolare al Museo delle Terme di Diocleziano, nei pressi della Stazione Termini, alle<strong> ore 12 </strong>un incontro su:<em> </em><em><strong>“Archeologia. Nome comune di genere femminile &#8211; Conferenza su donne e archeologia”. </strong></em>Trova conferma quanto da noi rilevato commentando l’indagine dell’associazione <strong>Civita </strong>su<strong> “L’Archeologia e il suo pubblico”: </strong>la prevalenza di visitatori di genere femminile che riscontriamo anche nelle visite di gruppo, come quelle dell’<strong>Associazione Info.roma.it </strong>cui ci siamo aggregati nella visita di cui diamo conto proprio oggi 5 marzo nel primo appuntamento settimanale dei <em><strong>“venerdì di Archeorivista”. </strong></em></p>
<p>Il tema nell’incontro alle <strong>Terme di Diocleziano</strong> sarà trattato da diversi punti di vista: archeologico (dal direttore del Museo Friggeri), umanistico (dal professore della materia a ” La Sapienza” Bartoloni), letterario (dallo scrittore Bandini), manageriale (dal direttore risorse umane Pierreci Codess), culturale nei media (dal caporedattore cultura del Tg1 Rai Gianni, anche moderatore) e organizzativo (dal coordinatore mostre Electa Guerrieri). Abbiamo indicato solo i cognomi per un omaggio, rivelando ora che i relatori sono tutte donne, e danno una prova dell’affermazione femminile in tutti i campi; per cui la “festa della mimosa” più che rivendicare sta a riaffermare le posizioni conquistate anche se con difficoltà e ostacoli, ma ormai divenute un fatto consolidato.</p>
<p>Prima dell’incontro-conferenza, precisamente alle <strong>ore 10 </strong>dello stesso<strong> 6 marzo</strong> sempre alle <strong>Terme di Diocleziano</strong>, la società specializzata <strong>Electa </strong>organizza una visita guidata sul tema<em><strong> “Femina, ae: la donna romana”</strong></em><strong>, </strong>un <em>excursus</em> sulle donne celebri dell’antichità attraverso le iscrizioni che ne raccontano la storia nella vita familiare e nell’amore, nel lavoro e in altri campi, dalle origini di Roma al periodo imperiale.</p>
<p>Nel pomeriggio tre appuntamenti sfalsati in altrettanti siti, sempre del Museo Nazionale Romano: a <strong>Palazzo Massimo </strong>alle ore <strong>14,30 </strong><em><strong>“Donne Auguste imperatrici”</strong></em>, le mogli dei sovrani che hanno avuto influenza sulle loro vicende viste attraverso i “ritratti marmorei”, dalla dinastia Giulio Claudia agli Antonini e ai Severi.</p>
<p>Due ore dopo alle <strong>16,30</strong> al <strong>Palazzo Altemps</strong>, vi sarà <em><strong>“Donne… in collezione”</strong></em>, “un percorso che vede l’arte classica viaggiare nel collezionismo delle grandi famiglie italiane”. Come tappe si citano il <em>Sarcofago Nova Nupta</em>, ed <em>Elettra e Oreste,</em> il <em>Trono Ludovisi</em> e il <em>Galata suicida.</em></p>
<p>La chiusura è alle<strong> ore 18 </strong>nella <strong>Crypta Balbi</strong> con un tema intrigante <em><strong>“Donne scomode: zitelle e prostitute” </strong></em>nella Roma rinascimentale: dove l’essere zitella era un marchio da esorcizzare e l’essere prostituta accendeva idee per salvare le figlie. L’interesse è assicurato, il “popolo dell’archeologia” è curioso e interessato a ricostruzioni con enigmi e scoperte insolite. e queste sembrano esserlo.</p>
<p>E anche <strong>lunedì 8 marzo,</strong> quando i musei saranno chiusi, all’<strong>Archivio di Stato </strong>di Corso Rinascimento a Roma nella Sala Alessandrina alle <strong>ore 16,30 </strong>sarà presentato un libro al femminile, <em><strong>“Le cronache di Santa Cecilia. Un monastero femminile a Roma in età moderna”</strong></em> a cura di <strong>Alessandra Lirosi:</strong> l’introduzione del direttore dell’Archivio Lo Sardo, la dirigente Bidolli e i docenti universitari Bertrand di Grenoble e Cabibbo di Roma Tre. Il libro è di una collana anch’essa tutta al femminile: <em><strong>“La memoria restituita. Fonti per la storia delle donne”,</strong></em> testi di donne dal medioevo all’epoca odierna, che fanno la storia nei molteplici campi dove hanno lasciato il segno.</p>
<p><strong>La ripresa nelle visite ai musei del 2010 rispetto al 2009</strong></p>
<p>Nella presentazione dell’evento del 6-7 marzo Mario Resca ha espresso la sua fiducia di ripetere il successo dell’evento di <strong>San Valentino 2010</strong>, allorché il numero di visitatori è aumentato del 27,8% rispetto allo stesso giorno del 2009; e nonostante l’ingresso gratuito di una persona per coppia gli introiti sono cresciuti della stessa percentuale, precisamente del 27,6%; incrementi ancora maggiori per i musei civici del Lazio (+37,4%) e della Lombardia ((+29,6%) aderenti all’iniziativa statale.</p>
<p>Nella festa degli innamorati, il 13-14 febbraio i visitatori in tutti i siti culturali sono stati 141,407 in valore assoluto, e quelli dei <strong>“Top 30”</strong>, i musei guida, 88.137, di cui 47.724 paganti e 40.413 non paganti. E’ un risultato positivo che si potrà ripetere nel week end gratuito per tutte le donne.</p>
<p>La promozione per tale evento ha determinato un picco nel <em>trend</em> che nel primo bimestre 2010 ha accentuato i risultati positivi già emersi nell’ultimo trimestre del 2009: per i “Top 30” si è passati dal + 4,10 nel periodo ottobre-dicembre 2009 rispetto al 2008 al + 5.89% nei mesi gennaio-febbraio 2010; l’accelerazione è stata maggiore per tutti i siti nei quali dalla stasi si è raggiunto un + 4,90%.</p>
<p>Sembra consolidarsi così l’inversione di tendenza dell’ultimo trimestre dell’anno rispetto ai periodi precedenti: in particolare nel primo trimestre c’era stata una forte flessione soprattutto nel numero di visitatori (-13,9% per tutti i siti MiBAC e addirittura – 16,6% per i “Top 30”); mentre per gli incassi è stata minore, sia a livello complessivo sia nei 30 musei principali, restando contenuta tra il 3,5 e il 5%. E’ sorprendente che nel secondo trimestre, mentre il numero dei visitatori mostra un segno positivo sia pur moderato rispetto all’anno precedente (tra il 2,6 e il 3,3% ai due livelli), per gli incassi c’è un vero crollo, con una flessione vicino al 16% per i musei complessivi e i “Top 30”.</p>
<p>Più in particolare si sono avuti, pur nella corrispondenza dei<em> trend</em> come segno, andamenti molto diversi per tre regioni chiave del nord, centro e sud: Veneto, Lazio e Campania. Nel quarto trimestre del 2009 si va, infatti, dal + 16,23% della prima allo 0,69 della terza, con in mezzo il Lazio con +7,65: si deve dire, peraltro, che la flessione del primo trimestre in Veneto era stata doppia di quella in Campania, simile a quella del Lazio, e per percentuali rilevanti (rispettivamente &#8211; 36 e -18%).</p>
<p>Questo indica che gli interventi vanno commisurati alle diverse realtà locali, mentre la strategia generale è mirata all’intero patrimonio nazionale. Cuore della strategia, oltre alla revisione e ammodernamento dell’intero sistema per migliorarne l’accoglienza e l’attrattiva, è la comunicazione.</p>
<p><strong>La comunicazione e la crisi di Agus nell’intervento del sottosegretario on. Giro</strong></p>
<p>A questo riguardo Resca ha documentato i risultati dell’utilizzo di forme moderne di comunicazione, quali <strong>Facebook</strong> con quasi settemila accessi giornalieri unici tra novembre 1009 e febbraio 2010, a parte il picco di San Valentino. Le <strong>“Reti Amiche”</strong>, mobilitate con l’accordo tra il <strong>Ministero per la funzione pubblica e l’innovazione </strong>e i gruppi bancari Intesa San Paolo e Unicredit,. consentiranno 17 milioni di contatti settimanali, senza costi per lo Stato e con una sinergia tra pubblico e privato di reciproco interesse.</p>
<p>Tali risultati positivi sono stati apprezzati dal <strong>sottosegretario Francesco Maria Giro,</strong> che ha ricordato l’istituzione della direzione generale per la valorizzazione come momento centrale della profonda revisione nella struttura e nelle strategie del Beni culturali.. E ha sottolineato l’importanza della comunicazione e delle giornate-evento, dato che presupposto della valorizzazione è la conoscenza che si deve diffondere; nonché l’efficacia degli accordi pubblico-privato , restando allo Stato la responsabilità primaria di promuovere la cultura pur con risorse scarse anche per i tagli. All’apprezzamento per i risultati si è aggiunto quello per l’artefice dell’attuazione operativa di una vera e propria svolta strategica: il direttore generale Resca al quale è stata rinnovata la piena fiducia e la solidarietà dinanzi ad attacchi immotivati e inconsistenti.</p>
<p>Il sottosegretario, infine, in risposta a una domanda, ha dato chiarimenti sulla crisi della struttura di <strong>Agus</strong> per le dimissioni del presidente; e ha tenuto a rassicurare dicendo che si provvederà alla nomina e sottolineando che sono state poste per la prima volta linee guida alle quali la società deve adeguarsi nelle istruttorie per i sostegni e finanziamenti. Il cambiamento sarebbe già in atto, si sta correggendo la distribuzione a pioggia di risorse nel territorio per iniziative legittime ma dispersive.</p>
<p>La promozione della cultura passa anche per questi cambiamenti. Però nella giornata del 3 marzo 2010, al salone del Collegio romano i protagonisti assoluti sono stati i due “testimonial” per il<strong> week end gratuito del 6 </strong>-<strong>7 marzo</strong> dedicato alla <strong>Festa della donna</strong>: i cartelli e i video che rimandavano il <em><strong>“Bronzo di Riace”</strong></em> e il <em><strong>“Ritratto di Agnolo Doni”</strong></em> di <strong>Raffaello</strong> hanno fatto dimenticare ogni altro problema.</p>
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