Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Roma: arco di Gallieno

arco-gallieno01

Compreso fra due palazzi in via San Vito si trova la parte più importante di un arco, che inizialmente era a tre fornici, costruito dove un tempo c’era la porta Esquilina, una porta delle antiche mura Serviane che è stata riedificata completamente per volontà di Augusto.

L’arco venne innalzato in onore del regnante Gallieno, morto per mano dei suoi stessi uomini nel 262 d.C.

Marco Aurelio Vittore vi fece scrivere successivamente, per l’imperatore e per la sua consorte, una frase che troviamo nella cornice sotto l’attico e che è stata fatta successivamente. Essa recita così: “A Gallieno, clementissimo principe, il valore invitto del quale è superato solo dalla religiosità, e a Salonina, virtuosissima Augusta, Aurelio Vittore, vir egregius, devotissimo alla loro maestà“. La frase precedente, risalente all’età di augusto, si trovava proprio sopra l’attico, come si evince dai segni ancora visibili di cancellatura. Nella parte interna della porta, meno chiuso dai palazzi adiacenti, si nota la semplice conformazione dell’arco, con una forma vagamente quadrata e decorato soltanto con semplici cornici e piloni ad angolo in stile corinzio.

Nella parte sinistra sono visibili i resti di un ingresso secondario che si appoggiava al più importante, poiché questo ingresso dava su via Labicana, nota con questo nome perchè portava a Labico, oggi Montecompatri; e via Praenestina, dal vecchio nome di palestrina, Praeneste. Un’iscrizione seicentesca conserva proprio sull’arco le chiavi della porta Salcicchia di Viterbo, che Roma ricevette come simbolo di sudditanza e che vi rimasero dal 1200 al 1825. L’arco serviva anche a precisare l’area franca decisa da Niccolo V (1477-55) per coloro che vendevano viveri ai fedeli che andavano nella basilica di Santa Maria Maggiore.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*