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Roma: basilica di Massenzio

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La Basilica di Massenzio prende il nome da colui che iniziò a costruirla verso l’inizio del IV secolo e rappresenta una delle strutture più imponenti risalenti al periodo della Roma Imperiale. Essa fu ultimata da Costantino ed occupava massima parte della zona della Velia. Nonostante che l’accesso alla basilica si trovi sul lato posto in Via del Fori Imperiali, essa è intimamente legata al Foro Romano.

Da quanto si ricava dalla lettura di un frammento di una mappa di Roma risalente al periodo di Settimio Severo e dai lavori di dissotterramento svolti nelle circostanze della struttura, sembra confermata l’ipotesi che sul luogo in origine si innalzava un enorme complesso utilitario risalente all’Età Flavia. Un’area di questa costruzione era, in passato, occupata da alcuni magazzini in cui erano conservati pepe e spezie e che prendevano il nome di Horrea Piperataria.

La basilica occupava una zona di circa 100 x 65 metri ed era caratterizzata dalla presenza di una enorme navata centrale, orientata da est a ovest, alta 35 metri, lunga 80 e profonda 25. La grande navata si concludeva a ovest con un’abside mentre l’ingresso, previsto originariamente ad est, era caratterizzato da un’anticamera larga e stretta che conduceva alla navata grazie a cinque aperture. Al lati della navata centrale si affiancavano due navate laterali, una posta a nord e l’altra a sud, ognuna delle quali era caratterizzata dalla presenza di tre vani, sovrastati da alcune volte a botte cassettonate, intercomunicanti tra loro e con l’ingresso. Il vano centrale della navata posta a nord, l’unico che è possibile osservare ancora oggi, terminava con un’abside anticipata da alcuni pilastri da cui si aprivano delle celle per la conservazione delle statue.

Nella parte sud, di cui oggi purtroppo non è rimasta traccia, si poteva osservare un maestoso ingresso (inaugurato nel periodo di Costantino) e caratterizzato dalla presenza di un porticato con quattro enormi pilastri in porfido, anticipato da una gradinata che si sviluppava tra lo scarto di livello tra la Via Sacra e la Velia. In passato la costruzione era utilizzata, come anche le altre basiliche di Roma, per l’amministrazione della giustizia e il disbrigo degli affari.

All’estremità ovest, contenuto nell’abside e posto in modo che fosse sempre visibile, si ergeva il monumento di Costantino, raffigurato seduto e alto circa 12 metri. Questo appartiene alla classe degli acròliti, monumenti, cioè, caratterizzati dall’avere le parti visibili del corpo (testa, gambe e braccia) in marmo ed il resto del corpo in bronzo dorato. Oggi, la testa alta 2,60 metri e il piede di 2 metri di lunghezza si possono osservare nel giardino del Palazzo dei Conservatori.

Di notevole bellezza doveva essere anche, probabilmente, la volta della navata centrale, formata da tre enormi crociere che poggiavano su otto pilastri in marmo proconnesio alti 14,50 metri: l’unico pilastro sopravvissuto al corso del tempo e degli eventi fu spostato per conto di Paolo V durante il 1613 e posto nella Piazza di Santa Maria Maggiore dov’è possibile osservarlo ancora oggi.

Foto dei Fori Imperiali

http://www.archart.it/archart/italia/lazio/Roma/Roma%20-%20Fori%20Imperiali/index.html

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