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Roma e l’arco

L’arco nell’antica Roma

L’architettura è una delle forme artistiche che esprime e realizza, in modo concreto ed immediato, i bisogni e le esigenze della civiltà che riflette: nella società dell’antica Roma, in particolar modo, rappresenta uno degli strumenti in grado di svelarne le esigenze, i desideri, gli intenti, l’economia, la classe dirigente. Molteplici sono le chiavi di lettura interessanti con cui esplorare l’universo dell’architettura romana. Uno dei capitoli più significativi ed interessanti da osservare, riguarda un elemento architettonico in particolare: l’arco. Questo elemento strutturale curvilineo, conobbe un vasto utilizzo, assumendo significati molteplici ed un ruolo particolare, nell’arte e nel mondo romano.

arco nell'antica Roma

L’arco, realizzato in pietra o con altri materiali, ha come scopo quello di coprire e consentire un varco aperto, entro una parete. L’elemento architettonico, consente di amministrare il peso della struttura, liberandolo e deponendolo lateralmente, sugli stipiti. Proprio la sua forma, concede di gestire i carichi. Sicuramente è un componente dotato di una importante capacità espressiva. Le parti che lo caratterizzano sono le “imposte”, punti di supporto dell’arco sui due componenti laterali di ausilio, chiamati “piedritti”, la “luce” è la sua fenditura, la “freccia”, costituisce la sua elevazione, relativamente al livello orizzontale delle imposte, e la “chiave di volta”, ossia la pietra o il mattone che lo conclude, in cima.

Poiché la relazione esistente tra la luce e la freccia, può mutare, anche in modo consistente, l’arco si declina in forme diverse, che rispecchiano, in genere, le varie civiltà architettoniche, che lo applicano. Il mondo classico, privilegiò l’arco a tutto sesto, che già gli etruschi utilizzavano e che divenne uno degli elementi caratterizzanti dell’architettura romana. La tecnica alla base della struttura dell’arco era già nota, ma non fu mai sfruttata in tutte le possibilità che concedeva, come in epoca romana, in cui si giunse alla consapevolezza della innovazione che comportava. Ne derivò un concepimento diverso delle forze: l’arco forniva l’opportunità di dislocare il peso ai lati, dando vita a luci più estese.

Due distinte tecniche, davano luogo alla realizzazione dell’arco: conci di varie misure si inserivano gli uni sugli altri. Le centine, la cui grandezza variava in base all’estensione della luce dell’arco, sorreggevano tutto il complesso. Ma per la costruzione dell’arco, ci si avvaleva anche del sussidio del calcestruzzo. Costruire un arco con pietre a forma di cuneo, è un’ardua impresa ingegneristica, ma una volta che ci si impadronisce della tecnica, si può utilizzare per progetti sempre più arditi.

I romani utilizzarono l’arco per le costruzioni civili pubbliche e private, nelle maestose opere di ingegneria utilitaristica, come gli acquedotti. L’arco, dalla duplice funzione portante o decorativa, è un elemento caratterizzato dal labile spessore, rispetto alla “luce” ed alla “freccia”. Ma la sua struttura, traslata e rotata nello spazio, da origine alla volta. L’arco e la volta sono elementi caratteristici che consentono di trovare e sviluppare numerose soluzioni spaziali. Gli archi hanno trovato una loro forma di espressione, fungendo da porte, fornici di acquedotti o di collegamento tra edifici o nelle coperture di strade, dove fungono da sottopassaggi e cavalcavia.

Il rapporto che lega l’arte romana a questo elemento architettonico è dunque significativo, la sua importanza però non si esaurisce con il suo utilizzo in quanto elemento strutturale. L’arco “conquista” una rilevanza significativa ed unica, che lo porta ad una vera e propria reinvenzione: si priva e libera della funzione strutturale, che aveva sempre rivestito, viene investito di un nuovo significato, indissolubilmente legato al concetto di trionfo. L’arco di trionfo, è un’opera che assume le sembianze di una porta maestosa, dotata di arco. Di norma, realizzata allo scopo di onorare una vittoria conquistata, si connesse alla cerimonia solenne, che nell’Urbe veniva concessa a coloro che riportavano importanti conquiste.

Foto: romaLIB44.jpg Roma, arco di Tito ai Fori Imperiali

Bibliografia

  • Bianchi Bandinelli Ranuccio, Roma L’arte romana nel centro del potere, Bur Arte, Biblioteca Universale Rizzoli, Seggiano di Pioltello, Mi, 1996
  • Coarelli Filippo, Roma, Guide Archeologiche Laterza, Editori Laterza, Bari, 2012
  • Grimal Pierre, La civiltà dell’antica Roma, Newton Compton Editori-Biblioteca de Il Messagero, Ariccia (Roma), 2007

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