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Roma: foro di Traiano

Roma. Foro di Traiano
Il Foro di Traiano durante gli scavi che lo hanno riportato alla luce

Foro di Traiano

Il Foro di Traiano, costruito tra il 106 e il 113 d.C. per celebrare la conquista della Dacia (attuale Romania), rappresenta l’ultimo ma il più grandioso dei Fori Imperiali di Roma. Venne realizzato per volere dell’imperatore Traiano il quale avviò un’intensa politica di opere pubbliche, culminata con la costruzione del foro a lui intestato, posto sullo stesso asse del Foro di Cesare e perpendicolare al foro di Augusto.

Il nuovo foro, situata tra Campidoglio e Quirinale, includeva la piazza, la Basilica Ulpia, un cortile con al centro la colonna Traiana e con ai lati le due biblioteche, e il tempio del divo Traiano.

La piazza del foro, di forma rettangolare, si estendeva per 300 metri di lunghezza e 185 metri di larghezza con portici lungo i due lati e accessibile dal lato sud attraverso un arco trionfale, noto soltanto attraverso le monete. Il lato d’accesso, decorato con un celebre fregio di grifi ed erodi che sorgono da cespi d’acanto, era curvilineo e i lati lunghi presentavano colonnati provvisti di un attico con statue-cariatidi raffiguranti prigionieri daci. Il pavimento della piazza era costituito da lastre di marmo bianco.

Roma, Mercati Traianei o di Traiano
Il foto di Traiano visto dai Mercati Traianei

All’interno dei portici laterali, poste in posizione centrale, si trovavano due esedre coperte, provviste di una nicchia di fondo, inquadrata da colonne di granito. La pavimentazione era composta da un disegno in cui quadrati, grandi e piccoli, si alternavano a cerchi, in marmo pavonazzetto e in marmo giallo.

Al centro della piazza sorgeva la statua equestre dell’imperatore. Sul lato di fondo della piazza era situata, rialzata di qualche gradino, la Basilica Ulpia (dal gentilizio di Traiano). Si trattava di un’aula divisa in cinque navate: quella centrale, sicuramente provvista di un secondo piano, di maggiori dimensioni, con colonne di granito; le altre quattro con basse colonne in cipollino.

La basilica era munita di tre ingressi che si affacciavano sulla piazza del foro: uno centrale a tre fornici e due laterali ad un solo fornice, tutti inquadrati da colonne e da gruppi equestri, con all’interno un fregio con Vittorie tauroctone. I lati brevi della basilica presentavano due absidi delle quali quella SO era dedicata alla Libertas. Secondo alcune fonti il tetto della basilica era coperto da tegole dorate.

Colonna Traiana

Dietro la basilica, affiancata da due biblioteche in cui si conservavano documenti d’archivio, è ancora visibile la colonna Traiana. Si tratta di una colonna centenaria, ovvero alta 100 piedi romani (29, 77 metri), di ordine dorico che poggia su un basamento decorato.

colonna Traiana

Sul lato rivolto verso la Basilica Ulpia, sotto un’epigrafe sostenuta da Vittorie, è presente una porta attraverso la quale ci si immette all’interno di una cella dove furono poste le ceneri dell’imperatore. Da qui parte una scala a chiocciola, illuminata da feritorie, che serve a raggiungere la sommità della colonna, su cui era collocata originariamente la statua dell’imperatore Traiano, successivamente sostituita da una statua di San Pietro per volere del papa Sisto V nel 1588.

La colonna assolveva anche la funzione di segnalare l’altezza originaria della collina che congiungeva il Quirinale al Campidoglio, eliminata proprio per realizzare il foro come si legge sull’epigrafe posta sul basamento: “…ad declarandum quantae altitudinis mons et locus tantis operibus sit egestus”.

La colonna è del tipo coclide istoriata, cioè lungo la sua superficie si snoda, come un rotolo di papiro, un fregio spiraliforme lungo 200 metri, nel quale sono narrati gli avvenimenti dalla prima (101-102) e della seconda campagna dacica (105-106) separate da una Vittoria raffigurata nell’atto di scrivere le res gestae.

Il racconto è organizzato con chiari intenti topografici e cronistici. Come nella pittura trionfale, non vengono rappresentate solo le principali scene di battaglia, ma sono presenti scene di marcia, di costruzione di castra, scene di adlocutio, consilium, scene di cattura dei nemici, etc. Quindi, si è data grande attenzione a tutti quegli accorgimenti che potessero chiarire allo spettatore il luogo e il momento di ogni singolo avvenimento.

colonna Traiana

Il rilievo della colonna era completato da una ricchissima policromia; probabilmente erano presenti nomi di luoghi e di città, e armi di bronzo erano inserite nelle mani dei personaggi per rendere più viva la narrazione.

A chiudere il complesso del Foro, tra il 125 e il 138, venne realizzato dall’imperatore Adriano, un tempio dedicato al divo Traiano e alla moglie Plotina. Nonostante vari studi e ricerche, gli archeologi non sono riusciti ancora ad individuare il sito in cui venne innalzato l’edificio. Tradizionalmente, era stato supposto che le fondazioni del tempio si trovassero sotto il Palazzo Valentini e che, quindi, siano state riadoperate per la sua costruzione.

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