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Roma: Marforio

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Marforio a Roma è nota per essere una delle cosiddette “statue parlanti” che, insieme a Babuino, Pasquino, l’Abate Luigi, Madama Lucrezia e il Facchino, divennero presto i simboli della critica politica occulta verso i complotti pontifici. Questo monumento ha origini molto antiche (forse I secolo d.C.) e sembra che raffiguri il dio Oceano anche se in passato è stato assimilato anche ad altre importanti divinità come Nettuno, Giove o il Tevere.

La scultura fu recuperata all’interno del Foro di Augusto, in prossimità del Tempio di Marte Ultore, una zona che in passato, durante il Medio Evo, era chiamata Foro di Marte o, il latino Martis Forum. Il nome Marforio sembra proprio essere legato all’alterazione del termina latino anche se, tuttavia, vi è anche l’eventualità che il nome della statua sia in relazione con il luogo in cui è rimasta fino al 1588, una proprietà sita presso il Carcere Mamertino e proprietà dei Marfuoli o Marfoli.

In seguito il papa Sisto V si convinse che la statua sarebbe stata meglio apprezzata in Piazza San Marco, come ornamento ad una delle fontane presenti, al contrario però, fu dirottata alla sommità della Piazza del Campidoglio. Qui fu posta al fianco del muro che sostiene l’Aracoeli per abbellire una fontana ideata da Giacomo Della Porta. La fontana, però, fu scomposta alla metà del Seicento, da papa Innocenzo X per i lavori che avrebbero dato vita al Palazzo Nuovo, e la statua di Marforio fu posta nel chiostro del palazzo all’interno di una nicchia ad esedra progettata da Filippo Barigioni. La nicchia nella quale è inserita la statua, non è molto profonda ed in essa si alternano lesene con capitello in stile corinzio e, ai lati della statua, si levano due colonne anch’esse dotate di capitelli in stile corinzio.

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Roma, Musei Capitolini, cortile con il Marforio 

Marforio ci appare semi-disteso su un fianco con addosso una veste che gli copre il busto. Nella mano destra, sostenuta dal ginocchio, tiene una conchiglia che fu realizzata insieme ad una parte del volto, al piede destro e alla mano sinistra in un restauro voluto nel 1594 dallo stesso Giacomo Della Porta e realizzato da Ruggero Bescapè. Nella parte inferiore della statua, invece, si vede una enorme piovra con i tentacoli avvolti su se stessi predisposta per versare l’acqua nella vasca posta al di sotto, realizzata in travertino e dotata di bordo arrotondato.

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