Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Roma: Mercati di Traiano

Mercati di Traiano

Mercati di Traiano

Nello stesso periodo in cui sorgeva il sontuoso Foro di Traiano vennero costruiti anche i Mercati Traianei, un insieme di edifici che avevano una funzione sia di archivio che amministrativa, oltre che per sostenere il taglio effettuato alle pendici del Quirinale.

La struttura si articola in vari edifici:

  • Grande Aula
  • Corpo Centrale
  • via Biberatica
  • Grande Emiciclo
  • Piccolo Emiciclo
  • Aule di Testata
  • Torre delle Milizie

Vediamoli ora singolarmente.

Strutture dei Mercati Traianei

Strutture dei Mercati Traianei

Grande Aula

La Grande Aula è costeggiata da spazi protetti da volte a botte e distribuiti su tre piani. Gli ambienti del primo piano si aprono sull’Aula, mentre quelli del secondo si affacciano su corridoi aperti circoscritti da pilastri. Da un lato (a valle) gli ambienti del primo piano si appoggiano su un gruppo sottostante di tabernae che si aprono sulla via Biberatica; dall’altro lato (a monte) esiste un terzo piano formato da locali comunicanti tra loro, a cui si accede da una scala che conduce anche ai piani superiori.

Nella parte inferiore di questi ambienti, un’apertura post-antica immette all’interno di stanze sotterranee utilizzate come cisterne. L’attuale ingresso (via Quattro Novembre), costituito dal grande arco, era originariamente chiuso e l’accesso era possibile attraverso un portale posto su alcuni gradini. L’aula è coperta da sei volte a crociera che si appoggiano su mensole di travertino.

grande aula

Corpo Centrale

Il Corpo Centrale, situato tra il Giardino delle Milizie e la via Biberatica, è costituito da ambienti che si aprono su tre piani. Alcuni ambienti sono stati riutilizzati come stalla in epoca post-antica, come dimostra il ritrovamento di tracce di un recinto per accogliere gli animali.

I locali del primo piano hanno una forma irregolare e, nella parte finale, presentano un ambiente semicircolare e uno triangolare. Al piano superiore, invece, sono presenti ambienti molto curati, con nicchie semicircolari e rettangolari che si aprono sulle pareti. Gli ambienti del terzo piano hanno una distribuzione molto simile a quelli del secondo, ma sono molto meno curati e presentano rimaneggiamenti di epoca post-antica. Diversamente da quanto avviene oggi, gli ambienti del Corpo Centrale non comunicavano con la Grande Aula e l’accesso a questa zona avveniva tramite un portale situato al secondo piano.

Via Biberatica

La via Biberatica, che deriva il suo nome, con molta probabilità, dal latino bibere = bere, collega le due parti, superiore ed inferiore, del complesso dei mercati Traianei. La parte più settentrionale di questa strada confluisce sotto l’odierna via Quattro Novembre e mantiene ancora oggi l’aspetto di una strada di un’antica città. Le tabernae che fanno parte del Piccolo Emiciclo e della Grande Aula, mantengono soglie, stipiti e architravi originali in travertino. Alcuni ambienti della Grande Aula hanno subito delle modifiche nell’epoca in cui l’edificio ospitava il convento di Santa Caterina da Siena.

Via Biberatica

La via Biberatica, successivamente, cambia direzione, salendo di quota nel tratto compreso tra il Grande Emiciclo e il Corpo Centrale. Una serie di scale permetteva di collegare i vari piani dell’edificio. Una fila di tabernae, delle quali solo alcune si conservano ancora oggi, si apriva sul terzo piano del Grande Emiciclo, dal lato dei Fori. Dall’altro lato del complesso, il Corpo Centrale mette in evidenza una tecnica muraria differente, in quanto parte della facciata destra è stata rifatta nel periodo medievale, utilizzando materiali di reimpiego.

Nel tratto meridionale, la via Biberatica è attraversata da un arcone e questa parte non era percorribile dai carri che servivano gli edifici all’interno dei Mercati. Superato l’arcone, la strada gira a sinistra verso l’odierna via della salita del Grillo, dove il basolato è interrotto dalla presenza del palazzo nobiliare del marchese del Grillo. In questo tratto si evidenzia la presenza di un’insula, con ambienti adibiti probabilmente ad abitazioni, disposti su vari livelli, mal conservati. Dall’altro lato della strada, sono presenti locali poco profondi e provvisti di finestre appartenenti al piano superiore di un piccolo isolato che è stato in parte incorporato nel palazzo del marchese del Grillo.

Grande Emiciclo

Tra tutti gli edifici dell’intero complesso, il Grande Emiciclo rappresenta quello a più stretto contatto con la piazza del Foro. Esso è articolato su tre livelli. Sul primo, all’altezza del Foro, sono presenti undici locali con pavimento a mosaico, sicuramente risalenti all’età Severiana, e con affreschi policromi sulle pareti. Al di sotto sono venuti alla luce tracce di mosaici risalenti all’età traianea.

Anche sul secondo piano sono presenti locali con volte a botte, successivamente ricostruite in epoca moderna. Sul terzo piano, invece, era presente una terrazza che rappresentava una via di servizio, con ambienti aperti sulla via Biberatica.

Grande Emiciclo

Piccolo Emiciclo

Il  Piccolo Emiciclo, posto a nord rispetto al Grande Emiciclo, è composto da locali dislocati su tre piani, tutti con pianta simile. Alcuni ambienti del primo piano si contraddistinguono per la presenza di piccole vasche circolari poste sul pavimento, destinate alla raccolta di liquidi, probabilmente si trattava di un depositi di olio.

Il secondo piano, che si trova alla stessa altezza della via Biberatica, presenta un corridoio provvisto di finestre.

Il terzo piano, oggi accessibile tramite una scala, è costituito da ambienti che si affacciano su un corridoio originariamente coperto, mentre la zona a nord è stata incorporata nel palazzo Tiberi-Cerva.

Aula di Testata

Ai lati del Grande Emiciclo, sullo stesso livello del Foro, sono presenti due aule semicircolari, con ingresso posto al centro, e provviste di una semicupola come copertura. Le due aule prendono il nome di Aula di Testata.

L’aula posta a settentrione, di dimensioni maggiori, è costituita da una doppia fila di finestre e da una porta d’ingresso centrale, con ali lati due nicchie semicircolari. Sono evidenti tracce dell’originaria pavimentazione in marmo, formata da lastre rettangolari che successivamente furono depredate e qui furono poi realizzate una serie di cavità sicuramente legate ai processi produttivi.

L’aula posta a meridione, provvista soltanto di una fila di finestre e all’interno priva di nicchie, presentava per il resto un aspetto molto simile alla sua gemella.

Torre delle Milizie

La Torre delle Milizie domina, infine, tutti gli edifici dei Mercati traianei. In questa zona dal Foro sono particolarmente visibili le modificazioni che le strutture romane hanno subito in età medievale: si andò creando, attraverso il susseguirsi di fasi edilizie, un castello che prese l’appellativo di Militiae il cui dominio passò a varie famiglie romane (Annibali, Castani, Conti) fino a quando non venne assorbito nel convento di Santa Caterina da Siena. Rappresenta la più grande torre che si è conservata in città, alta circa 50 metri e realizzata dall’architetto Marchionne Aretino.

Torre delle Milizie

Architetti e costruttori nei secoli

Tradizionalmente si attribuisce all’architetto siriano Apollodoro da Damasco la realizzazione del Foro e dei Mercati Traianei. La funzione di quest’ultimi non era esclusivamente commerciale, come ci fa credere la presenza delle tabernae (botteghe): i Mercati, in realtà, rappresentavano una specie di centro polifunzionale, al cui interno si esplicavano attività amministrative e pubbliche, dove era presenti archivi e vari uffici. In alcune stanze, provviste di absidi o nicchie, erano probabilmente destinate al Procurator Fori Divi Traiani.

Con la caduta dell’impero romano, nei Mercati Traianei si susseguono una serie di interventi da parte delle famiglie nobiliari che ne entrano in possesso. Inizialmente, papa Bonifacio VIII nel 1330 ne prende possesso ma, nonostante gli ingenti stanziamenti, non riesce a restarne in possesso per molto tempo. L’imperatore Arrigo VII, dopo di lui, nel 1312 vi colloca il quartier generale, facendo trasferire all’interno dei Mercati le proprie truppe.

Nel 1574 papa Pio V destina il complesso al monastero di Santa Caterina da Siena, trasformando e riorganizzando gli antichi edifici. Dopo l’Unità d’Italia, i locali del convento vengono adibiti a caserma (Goffredo Mameli) e, tra il 1926 e il 1934, prende il via una serie di campagne di scavo nell’area del Foro di Traiano voluto dal senatore Corrado Ricci.

Negli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale, tutta la zone dei Fori vive un periodo di abbandono e decadenza; infatti, via Quattro Novembre e via dei Fori Imperiali diventano vie indispensabili per la circolazione causando, naturalmente, l’aumento dell’inquinamento.

Fortunatamente, sono stati avviati, a partire dagli anni Ottanta, interventi di restauro e recupero dell’intero complesso, anche in occasione della sua assegnazione a sede del Museo dei Fori Imperiali, in cui sono esposti elementi architettonici e scultorei degli edifici del foro. L’obiettivo è quello di conservare, il più possibile immutata, la fruibilità dei Fori Imperiali, offrendo al pubblico la comprensione reale della sua volumetria e complessità, mediante la ricostruzione di quelle parti architettoniche andate perdute, attraverso l’utilizzo di strumenti multimediali.

Gallerie di foto

Vedi tutte le immagini dei Mercati di Traiano

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*