Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Roma: ponti sull’Aniene

Fuori Roma, laddove iniziava la campagna costellata di numerose fattorie che coltivavano la terra, scorreva proprio come oggi il fiume Aniene, meno conosciuto del Tevere ma ugualmente importante anche per i ponti che lo attraversavano.

Ponte Nomentano

Ponte Nomentano

Questo ponte, nell’antica Roma, era il più importante insieme a Ponte Milvio. Fu costruito in età repubblicana in blocchi squadrati di tufo con archivolti in travertino. Le arcate erano in numero di tre con la centrale più grande delle altre.Dopo le invasioni barbariche per opera di Totila e Narsete ebbe un primo rifacimento; forse proprio durante l’assedio di Totila fu distrutta la seconda arcata.

Il ponte si presenta con due torri merlate e un grande arco sotto il quale passava la Via Nomentana. L’arco presenta nella chiave di volta i simboli del dio Ercole: la clava e una testa bovina a testimonianza del fatto che lungo questo ponte vi passavano le mandrie condotte al pascolo. Ai lati del ponte vi erano due portoni. Doveva esserci anche un piano superiore per il cammino di ronda.

Ponte Mammolo

Ponte Mammolo

Il ponte è attraversato, oggi come in antico, dalla Via Tiburtina. Il nome antico doveva essere quello di Pons Mammeus o Pons Mammi, secondo una tradizione che vede Giulia Mamea, madre dell’imperatore Alessandro Severo, prodigarsi per il restauro. In realtà si pensa che il nome potrebbe derivare anche da m”marmoreus”, perché originariamente doveva essere in travertino.

La leggenda vuole che su questo ponte sia passato Annibale. Il ponte fu distrutto durante l’invasione di Totila e ricostruito poi dal generale Narsete. Le volte sono tre, con la centrale più grande delle altre. Secondo alcuni disegni il ponte si presentava con due torrioni agli ingressi, come se fossero resti di una rocca fortificata.

Ponte Salario

Ponte Salario

Questo ponte fu costruito dagli Etruschi ed era attraversato dalla Via Salaria attraverso la quale, risalendo la valle del Tevere, era trasportato il sale nelle campagne della Sabina. Secondo la leggenda il ponte avrebbe visto il passaggio delle giovani sabine rapite dai Romani. La storia invece ci informa che qui, nel 361 a. C., avvenne lo scontro tra Manlio Torquato e Gallo Adornato.

Nel 472 d. C. vi sostò il goto Ricimero, mentre nel 573 d. C. il re dei Goti Vitige non riuscì da qui ad attaccare Roma perché la città era protetta da Belisario. Nelle vicinanze nel 728 ci fu lo scontro tra i Longobardi giunti in difesa di Papa Gregorio II e l’esercito dell’esarca Paolo. Oggi di antico rimane ben poco dopo l’ultimo restauro del 1930.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*