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Roma. Senza fondi è a rischio la manutenzione ordinaria dell’archeologia

Potrebbe interrompersi da un giorno all’altro la manutenzione dei siti archeologici che rendono celebre Roma: Colosseo, Domus Aurea, Palatino, appia Antica, Terme di Caracalla e ville imperiale sono a rischio. I seicento funzionari della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma e Ostia Antica denunciano con una missiva aperta a Lorenzo Ornaghi, Ministro dei Beni culturali, la paralisi dell’archeologia romana, con conseguenti rischi per le strutture tutelare, le imprese e i visitatori, e chiedono di accelerare la nomina nel nuovo Soprintendente archeologico.

I dipendenti della Soprintendenza capitolina confidano nel Ministro e nel Segretario generale affinché riformino al più presto un ufficio amministrativo in grado di gestire la situazione. La lettera spiega la ragione dell’urgenza: «Non c’è tempo da perdere: siamo alla paralisi delle attività amministrative e contabili, a rischio la manutenzione delle strutture tutelate, i servizi ai visitatori e i pagamenti attesi dalle imprese». Gli operatori della Soprintendenza aspettano da due settimane il nuovo Soprintendente che si troverebbe a gestire uffici amministrativi ridotti a miseria e spingono per la sua scelta tra gli archeologi di più alta professionalità tecnico-scientifica e chiedono di dotare immantinente l’Ufficio di un adeguato numero di funzionari amministrativi competenti.

L’apprensione dei dipendenti della Soprintendenza di Roma è dovuta alla paralisi delle attività amministrative e contabili poiché l’Ufficio si vede così bloccata l’autonomia finanziaria e l’amministrazione dei trentadue milioni di euro all’anno con i quali è solito affrontare la salvaguardia delle strutture antiche e offrire servizi per milioni di turisti. Invece, riprendendo le parole della lettera: «Lo stato di criticità è destinato a penalizzare non solo le strutture tutelate e i visitatori ma anche, in un momento di forte crisi economica, le imprese e i professionisti che lavorano per la Soprintendenza determinando, in prospettiva, ritardi nell’erogazione di servizi all’utenza e possibili, progressive chiusure di aree archeologiche e sedi museali». La Soprintendenza si affida, quindi, al Ministro e al Segretario Generale perché la dotino di una struttura amministrativa competente e capace di collaborare alle attività istituzionali dell’Istituto, eliminando i perduranti freni che ostacolano un’azione che risulti efficace ed efficiente.

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