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Roma: tempio di Saturno

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L’innalzamento del Tempio di Saturno ebbe inizio nel corso dell’epoca regia ma fu aperto al pubblico soltanto durante i primi anni della Repubblica,(forse nel 498 a.C.). A partire dal 42 a.C. la struttura fu integralmente ricostruita ad opera di Lucio Munazio Planco grazie al denaro ricavato dal bottino della battaglia in Siria e fu risanato, in seguito, ad opera del Senato a causa dell’incendio che coinvolse quest’area di Roma nel corso del 283 d.C.

Ciò che oggi resta del Tempio risale proprio a quest’ultimo risanamento: otto grandi colonne realizzate in granito grigio e dotate di capitelli in stile ionico creati, invece, con il marmo bianco; l’architrave, abbellito sulla parte interna da un’incisione in cui sono raffigurate in rilievo alcune palmette; il frontone principale, realizzato in massima parte con materiale recuperato.

L’incisione che caratterizza il fregio rievoca proprio il risanamento successivo all’incendio:

SENATUS POPULUSQUE ROMANUS INCENDIO CONSUMPTUM RESTITUIT

traducibile dal latino come “Il Senato e il Popolo Romano restituirono (il tempio) rovinato dall’incendio”. La notevole pedana, rivestita in marmo travertino, risale, invece, al restauro messo in atto da Munazio Planco. Essa, in origine, era preceduta da un avancorpo vuoto all’interno, per questo oggi in gran parte distrutto, che aveva il compito di conservare l’Erario, cioè il Tesoro dello Stato Romano.

Sulla parete posta ad est rispetto alla pedana è possibile notare la presenza di numerose fessure, disposte in modo molto ordinato, che indicano l’antica presenza di una lastra a forma rettangolare che aveva il compito di sostenere i documenti ufficiali che venivano esposti al pubblico. Ogni 17 dicembre, inoltre, giorno dedicato al Tempio di Saturno, era tradizione festeggiare, con scatenata libertà, i Saturnali ovvero i festeggiamenti di fine anno.

Foto dei Fori Imperiali

http://www.archart.it/archart/italia/lazio/Roma/Roma%20-%20Fori%20Imperiali/index.html

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