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Roma: terme di Caracalla

Le terme in epoca romana erano grandi complessi edilizi, destinati a bagni pubblici, ma anche luoghi di ritrovo molto frequentati, in quanto assolvevano ad una funzione sociale. I cittadini romani andavano alle terme per socializzare, per prendere parte agli avvenimenti della città discutendo, tra un nuotata e l’altra, di politica, poesia e attualità. A questo scopo, una zona rilevante
era il ginnasio, dove si assisteva a conferenze, esibizioni, giochi ginnici. Potevano ospitare migliaia di persone: si pensi che le terme di Caracalla erano in grado di accoglierne, contemporaneamente, oltre 1800.

terme di Caracalla

Questi edifici, dotati di attrezzature per il riscaldamento dell’aria e dell’acqua, erano organizzati in più ambienti, differenziati in base alla loro funzione: spogliatoio, sale con vasche di acqua

  • tiepida (tepidarium)
  • calda (calidarium)
  • fredda (frigidarium)

A questi ambienti principali erano collegati giardini, palestre, biblioteche.

Roma era ricca di terme ma le più importanti erano quelle di Traiano, di Caracalla e di Diocleziano. Esse, nell’età tardo-imperiale, si arricchirono di statue e mosaici che rivestivano pareti, volte e pavimenti.

Le terme di Caracalla

terme di Caracalla

Le terme di Caracalla, note anche come Antoniniane, iniziate nel 212 a.C. da Severo sulla via Appia e dedicate da Caracalla nel 216 a.C., costituiscono uno degli esempi più grandiosi di terme imperiali, sia per il senso spaziale, sia per le soluzioni planimetriche che per la maestria ingegneristica. Rappresentano, pertanto, il passaggio tra le architetture del I e II secolo d.C. a quelle tardo-antiche.

Dal punto di vista planimetrico, presentano una innovazione sostanziale: la netta separazione della parte termale vera e propria dal recinto, dove sono allocati i servizi non strettamente balneari.

Il recinto venne realizzato da Eliogabalo e Alessandro Severo, ultimi imperatori della dinastia. Con l’avvento dei Goti, a partire dal 537, le terme non vennero più utilizzate come tali; la parte centrale divenne sede di un xenodochio (durante il Medioevo ospizio per forestieri e pellegrini e nel quale i monaci davano cibo e alloggio gratuitamente) mentre la zona limitrofa fu usata come cimitero. Dopo un periodo di abbandono le terme vennero sfruttate come area agricola e, successivamente, i suoi materiali utilizzati per la costruzione di edifici, quali la Basilica di Santa Maria a Trastevere e il Duomo di Pisa.

terme di Caracalla

Le terme hanno dimensioni gigantesche e il recinto, formato da un portico, misura metri 337×328. L’ingresso monumentale è situato al centro del lato orientale mentre, sul lato opposto, corrisponde una gradinata (16) da dove si poteva assistere a gare sportive, costeggiata da due sale absidate, probabilmente biblioteche.

Sui lati Nord e Sud si aprono due esedre simmetriche (15) ognuna delle quali contiene tre sale e, fra queste, molto particolare, è un ambiente ottagonale, forse un ninfeo. Aree verdi si trovavano tra il recinto e il corpo centrale.

Questo, spostato verso Est (verso l’ingresso), presenta la sequenza classica di natatio (piscina a tre esedre, una rettangolare e due circolari), frigidario (grande sala basilicale provvista di quattro vasche e due fontane), tepidario (di forma rettangolare con abside sul fondo) e calidario (rotondo, con diametro di 35 metri, con sei vasche all’interno di nicchie e una centrale).

Il percorso termale aveva inizio dalla natatio (13) dove gli utenti praticavano esercizi ginnici di vario tipo, sia al chiuso che all’aperto. Sul pavimento sono visibili resti di mosaici policromi.

Ai lati del complesso centrale si snodano, a corona, i vari ambienti di servizio (6,7,8): apodyteria (spogliatoi) situati ai lati della natatio, sphaeristeria , e sale per bagni particolari e unzioni. Nello specifico, il vano rettangolare con due fianchi curvi, può essere identificato con il laconicum (bagno turco).

Si passa poi al calidarium, di forma rotonda, con un diametro di 35 metri, con sei vasche all’interno di nicchie e una centrale (9). L’itinerario fino ad ora tracciato, poteva essere effettuato anche nell’altra parte della struttura, esattamente identica.

A partire dal calidarium, gli ambienti di servizio non erano più doppi, ma unici, anche se accessibili su due tratti paralleli. Dal calidarium si arriva al tepidarium, un’ambiente più piccolo con ai lati due vasche. Infine, attraversata la basilica (11), grande salone centrale, si concludeva il bagno nella natatio.

La basilica centrale, naturalmente, occupa lo spazio più grande e misura 58×24 metri. Essa è sovrastata da tre volte a crociera che poggiano su otto pilastri. Due vasche di granito, che oggi si trovano a piazza Farnese, sono situate al centro dello spazio rettangolare, lungo i lati brevi.

Di grande interesse architettonico è il prospetto sul rovescio della facciata, che presenta delle nicchie, disposte su due piani e che probabilmente erano occupate da statue. Sul lato opposto è presente una nicchia centrale, rettangolare, con ai lati due grandi emicicli su cui poggiano quattro capitelli con raffigurazioni di divinità.

Interessanti sono anche i sotterranei delle terme dove erano raggruppati i servizi fondamentali che rappresentavano quasi una rete di strade.
Queste permettevano anche la circolazione di carri per il carico e lo scarico delle merci. In uno dei sotterranei, in prossimità dell’esedra nord occidentale, si trovava il più grande mitreo di Roma.

Nel vano centrale è presente ancora un pavimento bianco a fasce nere. In un piccolo ambiente, infine, è stata individuata la stalla dove si teneva il toro in attesa del sacrificio.

L’alimentazione dell’acqua era assicurata attraverso l”Aqua Antoniniana”, un apposito ramo dell’Acqua Marcia, uno dei più importanti acquedotti romani.

terme di Caracalla
Plastico ricostruttivo delle Terme di Caracalla

Il riscaldamento avveniva attraverso la circolazione di aria calda sotto i pavimenti: il calore era creato in ambienti di servizio, prefurnia, dove veniva bruciato il legname per riscaldare l’acqua, e l’aria calda era incanalata in percorsi sotterranei al di sotto delle stanze. Questo sistema funzionava grazie alla costruzione di intercapedini. Infatti, sotto il pavimento, vi erano dei pilastrini di mattoni circolari, distanziati tra loro di 60 cm, su cui veniva gettato il cemento per la pavimentazione e, sopra, venivano realizzate le vasche di acqua calda.

Altre intercapedini si trovavano tra le pareti, con tubuli cavi forati messi in verticale per far risalire l’aria calda e riscaldare l’ambiente.

In origine le terme si svilupparono in luoghi in cui era possibile servirsi della sorgente di acqua calda. Col passare del tempo, le terme si diffusero anche all’interno delle città, in seguito all’evolversi di tecniche più evolute.

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