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Roma, Prima Porta. Statua di Augusto

Roma, Villa di Prima Porta. Statua di Augusto

La statua di Augusto dalla villa di Prima Porta

La statua di Augusto di Prima Porta, conosciuta anche con il nome di Augusto loricato (da lorica, corazza dei legionari), è stata rinvenuta nella villa di Livia, moglie dell’imperatore, a Prima Porta. La figura dell’imperatore, alta 2,04 metri, è colta nel gesto dell’adlocutio (incoraggiamento ai soldati prima dello scontro), per cui il braccio destro è alzato, nell’atto di richiesta del silenzio.

Augusto indossa la corazza riccamente adorna, che copre una corta tunica militare; i fianchi sono avvolti dal paludamentum, mantello di solito indossato dai generali quando comandavano l’esercito. Esso ricade sul braccio sinistro, la cui mano stringe una lancia.

L’imperatore ha il capo e i piedi nudi; un putto, a cavalcioni su un delfino, si appoggia sulla gamba destra: si tratta di Eros, figlio di Venere, per cui il delfino rappresenta un omaggio alla dea nata dal mare.

La corazza decorata

La corazza, indossata da Augusto, è in pelle con elementi in metallo, tipica degli imperatori. Importanti, per il momento storico dell’impero augusteo e per tutta l’ideologia del principato, sono i rilievi che la ornano.

Roma, Villa di Prima Porta. Statua di Augusto

La simbologia è particolarmente elaborata: nella parte alta della corazza c’è la personificazione del Caelum, sotto il quale volteggia la quadriga di Sol preceduta da Aurora e Phosphorus; in basso è Tellus semisdraiata con due putti. Ai lati vi sono Apollo e Diana, rispettivamente su di un grifone e su di una cerva.

Al centro è rappresentata la restituzione, da parte del re Fraate IV di Parthia, delle insegne di Crasso. Vengono riconsegnate ad un generale romano, che quasi sicuramente è Tiberio. Ai lati sono personificate la Germania e la Pannonia, provincie vinte e “pacificate” da Tiberio tra il 12 e l’8 a.C. Infine, nella parte più bassa, sono presenti due vittorie alate.

Il modello utilizzato per la statua è il Doriphoro di Policleto e ciò è evidente sia nella torsione della testa, sia nei lineamenti più duri. A differenza del Doriphoro, che è raffigurato nudo come i kuroi greci, Augusto è rivestito dalla sua corazza.

I greci rappresentavano l’uomo ideale nudo, perfetto dal punto di vista fisico ed intellettuale, proprio perché la sua forza risiede nell’animo e non nelle armi e nelle vesti che sono transitorie.

Al contrario, i romani, concepiscono l’uomo nel suo tempo, nella sua storia, nell’ambiente in cui vive e perciò di Augusto si rappresentano le sembianze di imperatore e di comandante.

La statua, conservata nei musei Vaticani, esprime perfettamente la condizione culturale di Roma all’inizio dell’impero: da una parte viene rispettata la tradizione del ritratto realistico, dall’altra le sembianze fisiche vengono rese più regolari per sottolineare la grandezza interiore del personaggio.

4 Commenti su Roma, Prima Porta. Statua di Augusto

  1. “l’archeologia e la storia dell’arte antica sono materie complesse che dovrebbero essere trattate sempre con molto attenzione e rigoroso spirito scientifico.”

    Condivido perfettamente l’affermazione, ma è necessario sottolineare che la rivista non si rivolge ad un pubblico esperto in archeologia e storia dell’arte, quindi, per volere della redazione, gli articoli devono risultare semplici, chiari e non eccessivamente complessi, in quanto si rischia che non vengano letti.

    Per quanto riguarda la frase: “I greci rappresentavano l’uomo ideale nudo, perfetto dal punto di vista fisico ed intellettuale, proprio perché la sua forza risiede nell’animo e non nelle armi e nelle vesti che sono transitorie”, si intende “l’uomo ideale”, nudo non dalle armi ma dalla corazza e ci si riferisce, in particolare, alla differenza con la statua in oggetto (Augusto di Prima Porta).

    Gli scultori greci privilegiavano la figura umana che, nel periodo arcaico e classico non rappresentava una persona specifica ma un uomo ideale che era in grado di esprimere l’insieme delle più elevate qualità fisiche e morali; è la mimesi per cui la figura viene scolpita accostandosi all’”idea” di essa è il modello universale e perfetto.
    Come afferma Aristotele : “Ad ogni produzione nell’arte preesiste l’idea creatrice che gli è identica: per esempio l’idea creatrice dello scultore preesiste alla statua. Non vi è in questo campo una generazione casuale. L’arte è ragione dell’opera, ragione senza materia.” (Aristotele, IV secolo a.C.,De part.anim.)
    Gli esempi riportati (Doriforo, Zeus di Capo Artemision) sono si statue con le armi (asta da combattimento, tridente/fulmine) ma sono nude, prive di vestimenti.

    A tal proposito cito Plinio il Vecchio:
    « Graeca res nihil velare, at contra Romani ac militaris thoracis addere. »
    « È uso greco non coprire il corpo [delle statue], mentre i Romani, in quanto soldati, aggiungono la corazza. »
    (Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, XXXIV, 18)

    Cordiali saluti.

  2. “I greci rappresentavano l’uomo ideale nudo, perfetto dal punto di vista fisico ed intellettuale, proprio perché la sua forza risiede nell’animo e non nelle armi e nelle vesti che sono transitorie”.

    Vorrei fare qualche appunto più per dovere di cronaca che per pedanteria;l’archeologia e la storia dell’arte antica sono materie complesse che dovrebbero essere trattate sempre con molto attenzione e rigoroso spirito scientifico. Nella speranza di non risultare noioso incomincio:

    Non è del tutto corretto affermare che i greci (di quale periodo poi?) rappresentino l’Uomo nudo senza attributi o armi. E’ senz’altro vero che l’ideale atletico/eroico, importantissimo sotto il profilio politico e sociale delle poleis durante l’età arcaica e classica, è espresso mediante modelli che riportano ad immagini di perfezione estetica e formale. Ma non è esatto affermare che i greci ritraggono tali ideali (tra l’altro non citati nella scheda) solo con la nudità.
    Se prendessimo, ad esempio, opere come lo Zeus/Poseidone di Capo Artemision o lo stesso Doriforo citato come modello per l’Augusto di Prima Porta, ci renderemmo facilmente conto che erano statue armate. Il Doriforo è così chiamato perchè portavo con se un “dorì”, un’asta corta da combattimento, ed è probabile che l’originale policleteo recasse al braccio sinistro anche uno scudo. Idem per la statua da Capo Artemision che è ritratto nell’attimo di scagliare un fulmine/tridente (secondo le interpretazioni più accreditate da almeno un cinquantennio!). Per non parlare di una statua di culto di eccezionale importanza come la l’Atena Parthenos che vestiva la famosa egida con gorgone centrale ed era armata di scudo e lancia… e mi limito solo a tre esempi più che noti.
    Se poi passassimo ad analizzare la produzione vascolare coeva o arcaica vedremmo che divinità ed uomini sono rappresentati molto spesso armati e protetti da corazza, schinieri, elmi..Si pensi solo ad Eracle, Teseo, Perseo…
    D’altronde la polis greca si fondava oltre che sull’ideale atletico ed eroico anche su quello “oplitico”. La formazione da battaglia nata nell’VIII sec. a. C. (?) è uno dei momenti fondanti della nascita e strutturazione della Polis greca in età arcaica. Ed è la Polis la principale se non unica committente (con le dovute eccezioni dei regimi tirannici d’età arcaica e classica)) di statue e gruppi scultorei in luoghi pubblici e sacri (agorà, santuari, templi, donari ecc.)
    In ultimo sull’Augusto di Prima Porta le similitudini con il Doriforo policleteo si fondano sulla ponderazione e postura del corpo che segue il noto “chiasma” adoperato probabilmente per primo dallo scultore argivo(?) alla metà del V sec. a. C.
    Mi scuso per la lunghezza del commento e rimango in attesa di eventuali risposte.
    Saluti.

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