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Roncà. Scoperto il villaggio alle origini di Terrossa

Roncà. Scoperto il villaggio alle origini di Terrossa

Grazie all’impegno dei volontari del gruppo “Salvate il castello” e al sostegno economico del Comune di Roncà, che ha finanziato il progetto investendo 3500 euro, è stata effettuata la scoperta archeologica forse più importante nella sito dove svettava l’antico castello. Si tratta di tre cocci di catini-coperchio, vasellami in uso nell’alto-medioevo, che hanno svelato l’esistenza di un insediamento sul colle di Terrossa, risalente a prima dell’anno Mille.

Gli studiosi, aiutati da un gruppo di studenti, hanno reperito pochi dati, ma molto preziosi sulla storia del castello. La particolarità di questo studio è la debolezza delle fonti scritte, quindi solamente l’indagine archeologica può fornire informazioni. La difficoltà nel reperire documenti scritti è causata dal vuoti di potere che si ebbe nei secoli precedenti alla fondazione di Ronca, il 20 gennaio 1300. Infatti, nessun monastero o ente ecclesiastico possedeva beni consistenti in loco, i confini religiosi e civili non coincidevano e fu territorio di conflitto fra i conti veronesi San Bonifacio e i vicentini Malacapella.

I primi rilievi hanno anticipato di circa due secoli la costruzione del castello, che si assumeva costruito fra il XII e il XV secolo, e hanno accertato che prima della fortificazione sul colle c’era un villaggio. Grazie alle fotografie aeree, scattate nel 1950, e ai rilievi topografici del colle, i ricercatori hanno potuto individuare alcuni punti fermi e verificare che la mezzaluna accerchiata dalle mura, è sovrapponibile alla sola mappa esistente che segnala il castello. I ricercatori hanno individuato sulla cima del colle e al centro dell’area una buca strutturata di un paio di metri, di cui non è stata ancora accertata la funzione. Inoltre, è stata accertata l’esistenza di torri e tratti di muratura. Utilizzando un gradiometro, dispositivo che individua oggetti sepolti, su una micro-area di seicento metri quadrati, che corrisponde alla zona chiusa dalle mura, sono state trovate altre murature in batteria, come se fossero appartenute ad edifici uno addossato all’altro. Sono affiorati anche circa ottanta frammenti di stoviglie che riferiscono della presenza di un insediamento agli inizi del XVI secolo.

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