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Rossena, castello e torre di Rossenella

Il castello di Rossena, come la torre di Rossenella, prende il nome dalla collina di basalto rosso su cui sorge. Il progetto originale, voluto da Adalberto atto poco dopo la metà del X secolo, prevedeva due torri identiche poste ai lati della strada che portava – e porta tuttora – a Canossa.

Dopo pochi decenni dalla sua costruzione (i primi rimaneggiamenti risalgono al XII secolo) Rossena comincia a modificarsi, fino a diventare il castello visibile ancora oggi. L’apparato difensivo consta di tre cinta murarie, la terza delle quali, più ampia e più recente, circonda il parco, la chiesa di san Matteo (fine XII sec.) e la canonica. Quest’ultima cinta fu costruita nel Cinquecento, quando già erano in uso le armi da fuoco, per questo è dotata di una cannoniera (visibile durante la salita al castello) e di torrioni cilindrici, più adatti a resistere alle palle da cannone.

Il primo locale che si incontra all’interno del castello è quello della cisterna. All’interno è visibile il pozzo, una piccola fornace e i fori di incastro delle travi che sostenevano un deposito per le derrate alimentari.

Salendo alcuni gradini si arriva alla stanza della prigione: un piccolo ambiente munito di una sola finestra, praticamente buio, con pavimento in terra battuta e originariamente privo di scale di accesso (la porta si trovava a circa tre metri di altezza).

La parte più alta del castello ospita il grande terrazzo e il piano nobile. Ben riconoscibile dal diverso materiale da costruzione (ciottoli di fiume sbozzati) è la torre originaria, che racchiude un salone di rappresentanza con camino originale, decorato poi nel Settecento con stucchi policromi. Allo stesso periodo risalgono gli affreschi dello studiolo adiacente, rappresentanti le allegorie delle sette virtù cristiane, e la cappella del castello, ricavata dall’unione di stanze preesistenti.

Le mura del castello sono percorse da almeno tre scale segrete, interne al muro, costruite intorno al XII secolo e chiuse in un’epoca a noi sconosciuta, per poi essere riscoperte durante lavori di rimaneggiamento moderni. In particolare due di esse giungono sul terrazzo che conclude il percorso di visita. Da lì, probabilmente, era possibile, calandosi con corde lungo il dirupo, fuggire verso il borgo (tuttora esistente) in caso di assedio.

La torre di Rossenella si erge dall’altro lato della strada, e, nonostante manchi del terzo e ultimo piano, conserva intatte le strutture principali. Il piano terra, adibito a magazzino viveri, era senza accesso, posto invece al primo piano e raggiungibile attraverso una scala a pioli calata dall’interno. La cisterna si trovava esattamente al di sotto dell’accesso, in modo da poter attingere l’acqua calando un secchio, senza dovere scendere al piano terra.
Nel piano d’arrivo è tuttora visibile il camino, di fronte al quale stava lo spazio adibito alla sosta per il pasto di chi occupava la torre. Il piano superiore poteva essere utilizzato per una destinazione abitativa, costituendo l’alloggio di chi difendeva la postazione, oppure per una funzione di avvistamento. Sul lato meridionale, dove la roccia strapiomba, sono ancora visibili due latrine.

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