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Sabina, paesaggio: foto

Paesaggio della Sabina

Il paesaggio della Sabina  

La Sabina si estende dalla riva del Tevere fino ai Monti Sabini nella catena appenninica: un paesaggio ondulato, ricoperto da colline che si fanno più ripide e coperte di boschi avvicinandosi ai monti, la caratterizza da secoli. Passato e antiche tradizioni si respirano vive nella Sabina e nei suoi paesi, piccoli gioielli ricchi di storia ed arte.

Il popolo sabino legato a queste terre vi si insediò intorno al X -IX secolo a.C.: sebbene la leggenda reciti che i Sabini discendessero dai lontani Spartani, da cui avrebbero ereditato l’indole forte e coraggiosa, è probabile che si tratti al contrario di un popolo autoctono che muovendosi da Trestuna, alle pendici del Gran Sasso, conquistò l’intera conca reatina, fondando qui le note città di Reate, Trebula Mutuesca e Cures Sabini. L’inevitabile scontro con Roma, dovuto alla pericolosa vicinanza dei due popoli e alla ricchezza del territorio sabino che faceva gola ai Romani, segnarono l’inizio del declino dell’antica popolazione: una limpida testimonianza dell’accesa rivalità tra Romani e Sabini è rappresentata dal celebre episodio del “ratto delle donne Sabine”, che tanta fama ha avuto nella letteratura e nell’arte; lo storico Plutarco ricorda così la mitica vicenda: “Al segnale convenuto sguainarono le spade, slanciandosi sulle figlie dei Sabini, urlando, le rapirono” (Plutarco, Vita di Romolo, 14, 1).

Dopo la conquista, i Romani scelsero la Sabina per costruire le loro ville, le cosiddette villae rusticae, immerse nel verde dei vigneti e degli uliveti, i ruderi delle quali è frequente incontrare disseminate nella campagna: la fertilità delle terre sabine con i loro pregiati frutti era ben nota allora come adesso, in particolare si è sempre celebrato il pregiato olio. La coltivazione dell’olivo in Sabina ha infatti origini remote e l’olio che qui veniva prodotto godeva già nei tempi antichi di indiscutibile fama: il famoso medico romano Galeno, vissuto alla corte dell’imperatore Marco Aurelio, giudicava l’olio sabino “il migliore del mondo”. Quanto questa coltivazione sia antica in Sabina è testimoniato dall’eccezionale presenza del maestoso olivo di Canneto nel comune di Fara Sabina, ritenuto secondo la tradizione il più grande e vecchio d’Europa, con i suoi 1500 anni di vita! A distanza di secoli il paesaggio sabino è ancora scandito da distese di oliveti, che grazie al clima mite, al territorio favorevole, e soprattutto alla sapiente tradizione che si è tramandata nel tempo, producono un olio di ottima qualità, il primo ad ottenere in Italia il riconoscimento D.O.C..

Dopo la conquista romana le notizie sulle vicende dei Sabini sono scarne, tuttavia questo silenzio storico è testimonianza di un periodo di stabilità politica dovuta alla completa adesione delle popolazioni all’impero di Roma. Fu con l’arrivo dei Longobardi in Italia nel VI secolo che la storia sabina tornò ad essere movimentata: la vicinanza con Roma ne fece infatti una terra di ripetuti scontri e di distruzioni.

Un evento importante nella storia della Sabina avvenuto in questi secoli medievali fu senza dubbio la fondazione dell’Abbazia benedettina di Farfa, fondata nel VI secolo, che divenne in pochi anni uno dei centri politici e religiosi più importanti dell’Europa medievale; dopo la caduta dell’impero romano infatti esercitò spesso il suo controllo sui centri sabini. Incrementò nel tempo i suoi possedimenti e conquistò un’ampia libertà tale da poter intervenire nelle movimentate vicende politiche delle città sabine.

In questo stesso periodo un fenomeno unì poi le sorti della Sabina: la minaccia delle invasioni di popoli venuti da lontano portò all’abbandono degli abitati di fondo valle e alla fondazione di nuovi, cinti di mura e fortificati, su alture facilmente difendibili: è l’incastellamento, che ha fortemente mutato il paesaggio della Sabina, provocando la nascita di suggestivi borghi medievali; queste perle di storia si susseguono nella campagna sabina, conservando ciascuno dimessi qualche preziosa traccia dell’origine castellana, le mura, le porte, le torri, i viottoli, le chiese.

La storia di questi borghi è proseguita nei secoli segnata da scontri tra castelli per la contesa di territori, e dalle dispute tra quanti ambivano alla conquista dei borghi sabini, ora la Chiesa, talvolta con l’intervento diretto dei papi, ora la dominante Abbazia di Farfa, ora le potenti famiglie nobili romane, come gli Orsini o i Savelli, con le loro mire espansionistiche e di potere.

Galleria fotografica sul paesaggio della Sabina

Nella galleria è possibile vedere una serie di immagini e scorci del tipico paesaggio sabino, fatto di distese verdi e ondulate, sul cui sfondo si affacciano i caratteristici borghi medievali che popolano la regione.

Link alle immagini del territorio sabino

http://www.archart.it/italia/lazio/paesaggio/paesaggio-Sabina/index.html

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