Samugheo (Or). Scoperti centinaia di menhir

Eccezionale scoperta nel comune di Samugheo, paese nel centro Sardegna. Circa 300 frammenti di menhir in trachite sono stati rinvenuti in una campagna archeologica che ha preso l’avvio il primo luglio 2011. I resti dei menhir erano stati inglobati e utilizzati per la creazione di un muretto a secco realizzato tra gli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso, quando evidentemente non si capiva il valore di queste grandi pietre che in realtà sono dei manufatti preistorici. I menhir risalgono al terzo millennio a.C., precisamente all’età del Rame. L’interessamento verso l’area è avvenuto dopo il ritrovamento, in anni passati, di

Samugheo (Or). Scoperti centinaia di menhir

Eccezionale scoperta nel comune di Samugheo, paese nel centro Sardegna. Circa 300 frammenti di menhir in trachite sono stati rinvenuti in una campagna archeologica che ha preso l’avvio il primo luglio 2011.

I resti dei menhir erano stati inglobati e utilizzati per la creazione di un muretto a secco realizzato tra gli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso, quando evidentemente non si capiva il valore di queste grandi pietre che in realtà sono dei manufatti preistorici. I menhir risalgono al terzo millennio a.C., precisamente all’età del Rame.

L’interessamento verso l’area è avvenuto dopo il ritrovamento, in anni passati, di un menhir da parte della compagnia baracellare di Samugheo. Da questa scoperta è partito uno scavo archeologico che ha interessato anche una vicina tomba dei giganti.

Da allora quindi si è avviata una ricognizione, uno studio sul territorio svelando la presenza di altri menhir. Dello scavo si è occupata la Soprintendenza delle province di Cagliari e Oristano, sotto la supervisione di E. Usai, con l’ausilio dell’archeologo nonché direttore del museo di Villanovaforru M. Perra, più quattro studenti, due dell’Università di Cagliari e due studentesse americane.

Purtroppo i menhir ritrovati sono per la maggior parte in frammenti e solo alcuni si sono conservati integri con un’altezza massima di 1,20 metri. .

Il recupero dei manufatti assume importanza rilevante sia per il notevole numero di pezzi ritrovati ma anche e soprattutto per la decorazione della loro superficie. I motivi ricorrenti sono quello del volto umano, quello della U capovolta e della fregio centrale a spina di pesce e a reticolo.

Altro motivo ricorrente è quello del pugnale. L’archeologo Perra spiega, che questo segno è presente anche nei menhir dell’arco alpino e della Lunigiana quindi nella Toscana settentrionale.

Ciò significa che la Sardegna era in contatto con queste aree, in un mondo in cui le comunicazioni erano vive più di quanto oggi si possa pensare.

I lavori di recupero dei menhir continueranno per un altro mese. Le operazioni sono state realizzate grazie al finanziamento del Comune di Samugheo, che vorrebbe creare tra l’altro un laboratorio di restauro in loco. L’amministrazione comunale, punta quindi sulla valorizzazione di questi manufatti anche tramite lo svolgimento di nuovi scavi archeologici nel suo territorio.

Fonti

http://www.unionesarda.it/Articoli/FotoGalleryDettaglio.aspx?pos=1&id=229046

http://www.sardegna24.net/regione/i-cento-menhir-di-samugheo-1.4161

Foto

http://pierluigimontalbano.blogspot.com/2011/07/scoperta-archeologica-samugheo.html

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2 Commenti

  1. Alessandra Melis
  2. Pierluigi

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