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San Benedetto da Norcia

Dopo la caduta della pars occidentalis dell’Impero, si assistette ad una progressiva affermazione dei regni barbarici, mentre ad Oriente l’imperatore Giustiniano, sul trono fra 527 e 565, si rese promotore di un grandioso tentativo, poi tramontato con la sua morte, di riconquista e di ripristino dei territori e dei confini dell’Impero romano. Correvano, inoltre, gli anni della diffusione delle eresie, in particolare dell’arianesimo, cui aderivano buona parte delle popolazioni – dai Vandali ai Goti – che in quel periodo stavano costituendo i loro domini, nonché del progressivo delinearsi della divisione tra il cattolicesimo romano e l’Oriente ortodosso.

La fonte principale per la conoscenza della vita e delle opere di San Benedetto è rappresentata, senza alcun dubbio, del secondo libro dei Dialoghi, opera in quattro volumi, redatta dal papa Gregorio Magno, sul soglio di Pietro fra il 590 e il 604. All’inizio del secondo libro, interamente dedicato al profilo del Santo di Norcia, Gregorio ne tratteggia, in poche ma decisive battute, la vocazione:

“Era nato da nobile famiglia nella regione di Norcia. Pensarono di farlo studiare e lo mandarono a Roma dove era più facile attendere agli studi letterari. Lo attendeva però una grande delusione: non vi trovò altro, purtroppo, che giovani sbandati, rovinati per le strade del vizio. Era ancora in tempo. Aveva appena posto un piede sulla soglia del mondo: lo ritrasse immediatamente indietro. Aveva capito che anche una parte di quella scienza mondana sarabbe stato sufficiente a precipitarlo intero negli abissi”.

fonte: http://www.ora-et-labora.net/dialoghidis.html#inizio

In un’epoca travagliata e contraddistinta da tratti di forte decadenza ad ogni livello, la spiritualità del giovane Benedetto iniziò a a forgiarsi proprio in virtù di questa, così come di successive, esperienze di contrasto con lo “spirito del mondo” che, lungi dal distoglierlo dal suo anelito interiore a Dio, contribuirono a farlo diventare un’autentica stella luminosa per tutti coloro che, nel corso dei secoli, si sarebbero posti alla sua scuola.

Ora et labora: l’ideale di vita monastica di San Benedetto da Norcia

Le località laziali di Effide, Subiaco e, infine, di Montecassino, segnarono le tappe della progressiva individuazione del proprio ideale di vita: dall’iniziale propensione all’eremitismo, che lo condusse ad una profonda purificazione e maturazione interiori, nell’anno 529, presso Cassino, sul terreno in cui, nell’antichità, sorgeva un edificio pagano, Benedetto fondò il celebre monastero che, da quel momento, divenne luogo di irradiazione di una nuova esperienza religiosa di tipo cenobitico, caratterizzata dalla vita in comune di un gruppo di monaci sotto la guida di un Abate, nell’obbedienza ai dettami di una regola.

A tal proposito, papa Gregorio Magno, nel summenzionato secondo libro dei Dialoghi, rileva che

“L’uomo di Dio (così Gregorio definisce Benedetto, nda), oltre ai tanti miracoli che lo resero così conosciuto nel mondo, rifulse anche per una eccezionale esposizione di dottrina. Scrisse infatti anche una regola per i monaci, regola caratterizzata da una singolare discrezione ed esposta in chiarissima forma”.

fonte: http://www.ora-et-labora.net/dialoghidis.html#c36

Articolato in 73 capitoli, il testo della Regola di San Benedetto, nella cui compilazione gli studiosi hanno intravisto influenze di altri autori spirituali e, in modo particolare, della cosiddetta Regula magistri (preziose indicazioni in merito si possono reperire e leggere al link http://www.ora-et-labora.net/RSB_fontilentini.html), disciplina in maniera puntuale l’organizzazione della vita monastica nei suoi vari aspetti – dai rapporti tra monaci e Abate alla celebrazione delle ore liturgiche, dalla formazione dei novizi alla distribuzione degli incarichi interni alla comunità – e si connota, rispetto ad altre forme di disciplina religiosa maggiormente improntate al rigore ascetico (1), per uno spiccato equilibrio e per un’accentuata valorizzazione dell’obbedienza: in essa, secondo San Benedetto, consiste l’ascesi più difficile, in quanto il cuore umano, dopo il peccato originale, propende per sua natura alla ribelllione nei confronti di Dio e della sua Legge:

“Ascolta, figlio mio, gli insegnamenti del maestro e apri docilmente il tuo cuore; accogli volentieri i consigli ispirati dal suo amore paterno e mettili in pratica con impegno, in modo che tu possa tornare attraverso la solerzia dell’obbedienza a Colui dal quale ti sei allontanato per l’ignavia della disobbedienza”.

fonte: http://www.ora-et-labora.net/RSB_it.html#Cap2

Rilevanza particolare viene poi conferita da Benedetto alla sapienza armonizzazione tra le esigenze della preghiera, sia individuale sia comunitaria, e quelle del lavoro: il monaco, infatti, pur essendo chiamato a rinunciare al mondo, inteso come il complesso della mentalità che è ostile al Vangelo di Gesù Cristo, deve sentirsi partecipe della fatica propria dell’uomo, per poterla raccogliere ed elevare a Dio.

Benedetto morì in un anno non meglio precisato tra 543 e 560. La sua Regola venne progressivamente adottata da un numero crescente di fondazioni monastiche, tanto che, come ricorda il Martirologio Romano, essa contribuì a conferire al suo compilatore l’appellativo di “patriarca dei monaci in Occidente”.

Il papa Paolo VI nel 1964 ha proclamato San Benedetto Patrono d’Europa, un titolo che il Santo di Montecassino condivide con i santi Cirillo e Metodio, Brigida di Svezia, Caterina di Siena e Teresa Benedetta della Croce/Edith Stein.

(1) Un prezioso approfondimento sulle forme monastiche esistenti nella penisola italica prima dell’affermazione dell’esperienza benedettina è offerto da Gregorio Penco nel primo capitolo del suo volume Storia del monachesimo in Italia (Editoriale Jaca Book, 1995).

Per approfondire San Benedetto da Norcia

Siti Internet

http://www.ora-et-labora.net/index.html
Prezioso sito interamente dedicato al profilo biografico, alla spiritualità e ai temi della Regola di San Benedetto, con utili approfondimenti sulle fonti storiche e letterarie e sugli aspetti devozionali del culto al Santo. Assolutamente da consultare!

http://atlas.osb-international.info/index/it.html
Sito della Confederazione Benedettina dell’Ordine di San Benedetto, con un motore di ricerca interno dedicato ai Monasteri benedettini nel mondo.

http://www.montecassino.it/
Sito ufficiale dell’Abbazia di Montecassino, con ampi approfondimenti sulla vita di San Benedetto, la Regola e la storia del complesso abbaziale.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2008/documents/hf_ben-xvi_aud_20080409_it.html
Testo integrale di una catechesi su San Benedetto, tenuta dall’attuale Pontefice, Benedetto XVI, il 9 aprile 2008.

Bibliografia

  • Gabriella Braga, Il Monachesimo benedettino: profili di un’eredità culturale, Edizioni scientifiche italiane, 1994.
  • Gregorio Penco, Storia del monachesimo in Italia, Editoriale Jaca Book, 1995.
  • p. Armando Quaglia, Due Regole a confronto. San Benedetto e San Francesco, Edizioni Messaggero, 2005.
  • G. Paolo Ceserani, Paolo Ventura, San Benedetto, JacaBook, 2006.
  • Anselm Grün, Benedetto da Norcia, Queriniana, 2006.
  • Anselm Grün, Benedetto da Norcia. La Regola per l’uomo d’oggi, San Paolo Edizioni, 2006.
  • Anna Previati, Benedetto da Norcia, Edizioni Messaggero, 2006.
  • Gregorio
    Magno, Vita di san Benedetto e la Regola, Città Nuova, 2006.
  • Luigi Salvatorelli, San Benedetto e l’Italia del suo tempo, Laterza, 2007.
  • San Benedetto, La Regola (a cura di Giorgio Picasso), San Paolo Edizioni, 2009.
  • Gregorio Magno, Vita di san Benedetto commentata da Adalbert de Vogüé, Dehoniane, 2009.

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