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San Camillo de Lellis

Nato a Bucchianico da Giovanni e Camilla de Compellis, appartenenti a famiglia aristocratica, Camillo condusse la sua prima giovinezza in una sostanziale dissipazione, fra i travagli del mestiere di soldato mercenario, che intraprese molto presto al servizio di alcune potenze straniere, le difficoltà poste dal suo carattere difficile e le sofferenze a motivo di ricorrenti problemi di salute.

Furono questi ultimi, peraltro, a costituire propizia occasione per Camillo di entrare in contatto con l’ospedale romano detto di San Giacomo degli Incurabili, presso il quale il giovane, che negli anni immediatamente precedenti era andato maturando l’orientamento verso la vita religiosa nell’Ordine dei Cappuccini, optò per una scelta diversa, spiccatamente al servizio dei malati e dei sofferenti.

Negli ammalati San Camillo de Lellis vedeva Gesù Cristo

Nel 1586, l’allora papa Sisto V, eletto l’anno precedente quale successore di Gregorio XIII, diede approvazione ufficiale alla Compagnia dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, guidata da Camillo e composta da alcuni generosi compagni, desiderosi di condividere con lui il medesimo ideale; il sodalizio verrà poi elevato nel 1591 da papa Gregorio XIV alla dignità di vero e proprio Ordine religioso.

Sotto la guida di Camillo, che aveva completamente abbracciato la sua nuova missione e aveva ricevuto l’Ordinazione sacerdotale, la Compagnia e, successivamente, l’Ordine dei Camilliani, profuse uno straordinario impegno al servizio di malati ricoverati presso l’Ospedale di Santo Spirito, segnalandosi per l’ardore della carità e l’eccelsa ispirazione che lo animava.

Alla penna di uno dei primi seguaci di Camillo, Sanzio Cicatelli, si devono alcune preziose note sullo spirito con il quale il de Lellis si accostava ai sofferenti, dando in tal modo l’esempio ai suoi confratelli:

“Quando esso alcuni di loro (infermi) governava o visitava, pareva di che molta pietà e compassione si distruggesse, et haverebbe volentieri sparso il proprio sangue per raddolcirgli il dolore et alleviarlo dalle infermità. Considerava vivamente la persona di Cristo in loro, stando così riverente nella lor presenza come stasse proprio nella presenza del Cristo” (Domenico Casera, La misericordia nell’azione e negli scritti di san Camillo de Lellis, in “Communio. Rivista Internazionale di Teologia e Cultura”, numero 131, 1993, p. 58).

Camillo, che negli ultimi anni della sua vita dovette affrontare alcuni dissapori interni all’Ordine, morì nel 1614, lasciando in eredità il proprio carisma di apostolo della carità, che si diffuse in tutto il mondo attraverso nuove fondazioni e, soprattutto, mediante la nascita del ramo femminile.

Il patrono degli ammalati e di coloro che li assistono fu elevato agli onori degli altari dal papa Benedetto XIV, rispettivamente con la proclamazione a beato nel 1742 e la canonizzazione a santo nel 1746.

La memoria liturgica di San Camillo de Lellis ricorre il 14 luglio.

Per approfondire San Camillo de Lellis

Siti Internet

San Camillo.org
Il sito è un’autentica miniera di informazioni, approfondimenti, testi e preghiere relativi al Santo abruzzese. Assolutamente da visitare per sapere tutto di lui!

Camilliani
Sito ufficiale dei Religiosi Camilliani, con un prezioso approfondimento biografico sul Santo fondatore.

http://users.libero.it/luigi.scrosoppi/santi/camillo.htm
Approfondimento biografico sul profilo del Santo, tratto dal volume di Antonio Sicari, “Ritratti di santi”, JacaBook.

Bibliografia

  • Germana Sommaruga (a cura di), Scritti di san Camillo (1584-1614), Torino 1991.
  • Carlo Colafranceschi, San Camillo de Lellis, un santo vicino ai sofferenti, San Paolo Edizioni, 2001.
  • Domenica Casera, San Camillo de Lellis, rivisitato secondo la positio dei processi canonici, San Paolo Edizioni, 2003.
  • Felice Ruffini, San Camillo de Lellis, Elledici, 2006.
  • Mirella Castelli, Camillo de Lellis, Marietti, 2007.
  • Mario Spinelli, Più cuore in quelle mani, Città Nuova Editrice, 2007.
  • Maurizio De Filippis, Elisabetta Zanarotti Tiranini, San Camillo de Lellis e l’ordine dei Ministri degli Infermi nella storia della Chiesa di Milano, Ares Edizioni 2010.

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