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Sanniti: introduzione

Sanniti

I Sanniti

L’antico popolo dei sanniti occupava l’altopiano interno al centro dell’Italia meridionale delimitato a nord del fiume Sangro, a sud dal fiume Ofanto, a est dal Tavoliere delle Puglie e a ovest dalla pianura campana. In sostanza il territorio sannita corrispondeva all’attuale Campania settentrionale, all’alta Puglia, ad una parte del Molise, al basso Abruzzo e ad una zona della Lucania. Il territorio montuoso è la principale causa dell’isolamento dei sanniti, anche se la fertilità dei pascoli favorì l’allevamento e la nascita di vie montane per la transumanza.

Fonti antiche

Le fonti latine ci parlano dei sanniti soprattutto in relazione alle guerre che videro questo popolo contrapposto a Roma tra il 343 e il 290 a. C., in particolare Livio.

I sanniti chiamavano se stessi in lingua cosiddetta osca Safineis, che ha origine dalla radice indoeuropea sabh.

Storia dei Sanniti

La più antica menzione di questo popolo risale al 423 a.C., quando i sanniti conquistarono Capua. Il Sannio vero e proprio, pur avendo una lingua, una scrittura e una cultura comune era composto da una confederazione di diverse tribù, che si univano nel caso di guerre contro un nemico comune.

  • Carecini
    occupavano la zona nord del Sannio e furono probabilmente la meno popolosa fra le tribù. I loro centri principali furono Cluviae e Juvanum.
  • Pentri
    occupavano una parte del Molise fino all’Abruzzo. Il nome di origine celtica deriva dalla radice pen, che significa sommità, in quanto questa tribù occupava le zone montuose del centro Italia. I centri principali erano Bovianum e Saepinium, anche se esistevano numerosi altri centri.
  • Ferentani
    erano insediati sulla fascia costiera. I loro centri principali erano Anxanum e Histonium.
  • Caudini
    devono loro nome alla città di Caudium, che conquistarono. Erano stanziati principalmente nella valle del fiume Isclero e lungo il Volturno.
  • Irpini
    abitavano la parte più sud del Sannio e confinavano con i lucani, con cui avevano dei tratti in comune in quanto entrambi i nomi dei due popoli significano uomini lupo (irpus dall’osco e lycos dal greco).

Centri abitati e fortificazioni dei Sanniti

I villaggi sanniti erano generalmente posizionati su alture, valli fluviali o percorsi di transumanza. Si tratta di insediamenti anche di discreta dimensione, in posizione strategica per il controllo del territorio. Sicuramente un’aristocrazia di tipo feudale dominava sulla regione, dato che sono stati ritrovati edifici di una certa dimensione che probabilmente ospitavano famiglie nobili o che comunque erano edifici di comando.

L’intero territorio del Sannio era circondato da fortificazioni di altura che avevano uno scopo sia difensivo che di controllo del territorio e delle vie di comunicazione interna. Queste costruzioni erano realizzate in blocchi di pietra non lavorata e avevano dimensioni differenti a seconda del loro scopo: alcune erano carattere prettamente militare, altre invece potevano ospitare la popolazione in caso di invasione nemica.

Le necropoli sannite

Le necropoli più importanti finora ritrovata sono quelle di Castel di Sangro e di Fossa. Nel sito sono state rinvenute 1500 tombe che testimoniano l’utilizzo della necropoli tra il VI e il V secolo a.C. Il defunto veniva sepolto in fosse scavato nella terra, che potevano essere sia prive di rivestimento sia foderate di pietre, in posizione supina con le braccia distese lungo i fianchi o incrociate sul ventre.

Le fosse erano chiuse da lastroni di pietra e talvolta ricoperte da cumuli di ciottoli. Il corredo funerario è molto diversificato, ma generalmente è costituito da vasi e oggetti di uso personale deposti i piedi del defunto.

Fossa (AQ). la necropoli italica
Necropoli di Fossa

Armi e armamenti dei Sanniti

All’interno dell’sepolture sono stati ritrovati numerosissimi oggetti bellici che testimoniano la preponderanza della figura del guerriero della civiltà sannitica.

I dischi che fungevano da corazza, gli elmi e i cinturoni presentano ricche decorazioni raffiguranti motivi a stella o animali fantastici. La tipica corazza sannitica è composta da tre dischi in bronzo che sembrano essere un’evoluzione dei kardiophilakes diffusi in tutto il centro Italia.

I cinturoni sono stati rinvenuti anche nelle tombe di persone comuni, non solo di guerrieri, ma anche di individui disarmati o addirittura di bambini. Questo ha portato all’elaborazione della teoria che i cinturoni non avessero significato prettamente bellico, ma rappresentassero riti di passaggio tipicamente maschili.

Tra le armi ritrovate nei corredi spiccano una grande quantità di spade, pugnali, lance e sfere di bronzo.

 

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