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Santa Caterina da Genova

Foto della casa del Poeta Tragico a Pompei

La vita di Santa Caterina da Genova

Come molte altre Sante di questo periodo, nate in contesti familiari altolocati, anche Caterina potè senz’altro godere dei molteplici vantaggi associati alla sua condizione, tra cui, ad esempio, la possibilità di accedere a un’istruzione di alto livello o di condurre una vita agiata, tra mondanità e possibilità di incontri e relazioni sociali. Ma, nel leggere la biografia di Caterina, si avverte chiaramente come questo tipo di esistenza, che avrebbe fatto la felicità di tante altre fanciulle del suo rango, non soddisfaceva la giovane la quale, sia pure circondata dallo sfavillio di tanta ricchezza e dalle sicurezze offerte dal suo potente parentado (di esso faceva parte pure un pontefice della Chiesa Cattolica, Innocenzo IV, sul soglio di Pietro tra il 1243 e il 1254!), si sentiva perennemente inquieta e avrebbe optato decisamente per la consacrazione religiosa.

Nel 1463, per mera opportunità dinastica, andò sposa a un esponente di un’illustre famiglia, principesca e dogale, gli Adorno: il matrimonio le garantì la permanenza in uno status agiato ma accrebbe, nel contempo, la sua inquietudine interiore, anche a motivo dei non facili rapporti con il coniuge.

La svolta – l’ora di Dio nella sua vita! – si verificò dieci anni più tardi, nel 1473, quando una singolare esperienza di luce e conoscenza interiore, occorsale mentre si accostava al sacramento della Confessione, la fece esclamare:

“Non più mondo, non più peccati!”

Dio aveva fatto breccia nel cuore di Caterina che, da quel momento e per il resto della sua vita, fu guidata in una conoscenza sempre più approfondita della divina Carità, che l’aveva salvata da un’esistenza dissipata per proiettarla verso le vette della santità. Ardente di amore per Dio e di desiderio di salvezza per le anime, iniziò a prodigarsi con infaticabile zelo a favore dei sofferenti – e le ricorrenti pestilenze avevano seminato nella città di Genova ogni sorta di desolazione, miseria e tormento! – ricoverati presso il principale ospedale cittadino, il Pammatone.

Favorita da rivelazioni divine ed esperienze mistiche che l’infiammarono sempre più di amore per Dio e di disprezzo per le vanità mondane, nelle quali aveva trascorso molti anni, Caterina ha lasciato un fondamentale scritto in 19 capitoli, il Trattato del Purgatorio, in cui la Santa descrive la condizione delle anime purganti, il loro desiderio di purificazione per essere degne di poter accedere alla visione eterna di Dio, unico e sommo Bene, la tipologia delle pene da esse sperimentate e l’insegnamento che le anime di coloro che si trovano ancora sulla terra possono trarre dalla considerazione delle pene cui, nell’altra vita, va soggetto il peccato.

Scomparsa nel 1510, Caterina da Genova, la cui salma permane incorrotta a secoli di distanza dalla sepoltura, venne definitivamente elevata agli onori con la canonizzazione, da parte del papa Clemente XII, nel 1737.

Viene ricordata dalla liturgia cattolica il giorno 15 settembre.

Per approfondire la vita di Santa Caterina da Genova

Siti Internet

http://christusveritas.altervista.org/santa_caterina_genova1.htm
Prezioso link, con approfondimento di carattere storico-biografico e spirituale intorno al profilo di Santa Caterina da Genova.

http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=print&sid=225
Il link propone il testo integrale del Trattato del Purgatorio.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2011/documents/hf_ben-xvi_aud_20110112_it.html
Testo dell’Udienza generale del papa Benedetto XVI, in data 12 gennaio 2011, dedicata a Santa Caterina da Genova.

Libri

  • Teodosio da Voltri, Santa Caterina da Genova: La Gran Dama dell’amore, Vita Francescana, 1929.
  • Rinaldo Del Bo, Caterina da Genova: l’amore e il purgatorio, All’insegna del pesce d’oro, 1978.
  • Caterina da Genova, Trattato del purgatorio e altri scritti (a cura di T. Giuggia), Gribaudi, 1996.
  • Antonio Maria Sicari, L’ottavo libro dei Ritratti di Santi, Jaca Book 2004, pp. 39-50.
  • Caterina Freschi Adorno, Dialoghi dell’anima e del corpo, Edizioni L’Arca Felice, 2008.

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