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Santa Maria Bertilla Boscardin

La vita di Anna Francesca Boscardin, divenuta Suora Dorotea in giovanissima età e morta prematuramente in seguito ad una grave malattia, presenta, all’occhio attento che sa discernere i veri discepoli di Gesù, le caratteristiche della beatitudine evangelica promessa a coloro che sono disprezzati dal “mondo” e dalle sue logiche di potere e di successo.

La Congregazione delle Dorotee Figlie dei Santissimi Cuori (http://www.sdvi.org/index.php), costituita a Vicenza nel 1836 su iniziativa del beato Giovanni Antonio Farina (1803-1888), dedite in modo speciale all’opera educativa e all’assistenza sanitaria e infermieristica ai malati e ai bisognosi, accolse nel 1905 la sedicenne Anna Francesca, la quale, all’atto della solenne professione, assunse il nome di Maria Bertilla.

A Dio tutta la gloria, alle sorelle tutta la gioia, e a me tutto il lavoro”

Fu il motto al quale Maria Bertilla ispirò la propria instancabile, silente, infaticabile opera in qualità di cuciniera presso l’Ospedale di Treviso e, successivamente, sempre presso il medesimo nosocomio, in servizio come infermiera.

La sofferenza, che la zelante religiosa si prodigò ad alleviare in tanti pazienti, non tardò purtroppo a colpirla in prima persona e la diagnosi era di quelle che non lasciavano adito a molte speranze. Il calvario iniziò a profilarsi già nel 1910, quando Maria Bertilla dovette sottoporsi a una delicata operazione, il cui esito positivo parve restituirla alla sua missione di assistenza presso i sofferenti; nel 1917, però, in conseguenza, di un suo trasferimento presso il sanatorio di Varese, sr. Boscardin venne privata, per alcuni anni, della possibilità di svolgere le proprie mansioni infermieristiche. Una prova durissima, che segnò la vita interiore della religiosa, senza peraltro mai gettarla nella disperazione o nell’avvilimento.

Rientrata all’ospedale trevigiano nel 1919, per sr. Maria Bertilla si compirono in pochi palmi gli ultimi passi del suo pellegrinaggio terreno: la patologia cancerosa, da cui il precedente intervento chirurgico pareva averla scampata, si risvegliò, non dando più scampo alla giovane, intrepida suora.

Segnata da innumerevoli sofferenze fisiche e morali, dovute anche a un non sempre facile rapporto con la persona dei Superiori, sr. Maria Bertilla diede uno straordinario esempio di fermezza e dignità, seguendo sino alla donazione totale di se stessa le orme dello Sposo Crocifisso e i dettami spirituali dello stesso beato Giovanni Farina che, rivolgendosi alle Figlie dei Santissimi Cuori, aveva indicato nella carità, nell’umiltà e nell’obbedienza i tratti salienti del loro carisma.

Elevata agli onori degli altari con la beatificazione nel 1952 da parte del papa Pio XII, sul soglio di Pietro dal 1939 al 1958, e con la canonizzazione nel 1961 da parte del “Papa buono”, Giovanni XXIII, regnante dal 1958 al 1963, sr. Maria Bertilla Boscardin è ricordata nella liturgia cattolica il giorno 20 ottobre.

Per approfondire Santa Maria Bertilla Boscardin

Siti Internet

http://www.sdvi.org/it/la-nostra-famiglia/santa-maria-bertilla
Sul sito ufficiale delle Suore Dorotee Figlie dei Santissimi Cuori, oltre ad ampio materiale riguardante il carisma e le attività della Congregazione, è possibile reperire e leggere notizie biografiche su S. Maria Bertilla, nonchè visionare i dettagli di uno splendido bassorilievo intitolato alla Santa, in occasione del quarantesimo dell’avvenuta canonizzazione.

Bibliografia

  • Antonio Chiades, Sr. Bertilla: il carisma di una santa nella quotidianità, Morcelliana, 1988.

  • Antonio Chiades, Tutto è niente. Vita di Santa Maria Bertilla, Gribaudi, 2002.

  • Antonio Chiades, Santa Maria Bertilla. Lasciamo fare al Signore, Elledici, 2010.

 

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