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Santa Rosa da Viterbo

La vita di Santa Rosa da Viterbo

Che cosa mai poteva temere un uomo tanto potente da una semplice fanciulla, oltretutto affetta dalla nascita da una patologia fisica che, nella maggior parte, non lasciava molte speranze di vita? Eppure Rosa, favorita sin dall’infanzia da singolari esperienze di colloquio interiore e unione con il suo Sposo crocifisso, diventò molto presto una “spina nel fianco” dell’imperiale rivendicatore, il quale si trovò a fronteggiare la predicazione itinerante della ragazzina, accolta nel frattempo, nel 1250, nel novero delle Terziarie di San Francesco, in continuità con la spiccata incidenza che la spiritualità del Poverello d’Assisi aveva avuto sulla piccola sin dal periodo della sua infanzia.

“Io vedo una bellissima sposa di Cristo che nessuno di voi vede…”

Con grande coraggio e senza riguardo per le umane consuetudini, l’intrepida Rosa, che si era già conquistata fama di indubbia santità per i miracolosi prodigi che accompagnavano la sua personcina, iniziò a confortare gli animi dei Viterbesi, percorrendo le strade della città e richiamando tutti alla riscoperta della propria fedeltà battesimale e al filiale ossequio nei confronti della persona del Papa, allora molto oppresso.

La sua opera di insonne apostolato lungo le vie del Viterbese dovette, però, urtare non poco coloro che, in quel periodo, approvavano e sostenevano apertamente l’Imperatore e le sue aspirazioni. Nel dicembre 1250, di conseguenza, la giovane Rosa, insieme alla sua famiglia, fu bandita dalla città e costretta a trasferirsi nella limitrofa località di Soriano nel Cimino.

Ma l’esilio di Rosa e dei suoi cari durò molto poco: il giorno 13 di quello stesso mese, infatti, l’imperatore Federico II chiudeva agli occhi al mondo e alle sue glorie terrene, lasciando in tal modo libertà a Viterbo e ad altri possedimenti papali di rientrare sotto il controllo dello Stato della Chiesa.

Santa Rosa da Viterbo

Dopo essere rientrata nella città natale e aver fatto un tentativo di essere accolta presso le religiose note come “Povere Dame di San Damiano”, Rosa morì nel 1251, continuando, tuttavia, a far parlare di sé anche dopo la scomparsa; le successive traslazioni della sua salma, rinvenuta peraltro incorrotta, sono un’attestazione della crescente risonanza di cui, in ambito ecclesiale, ormai godevano il profilo e l’operato di Rosa: dal piccolo cimitero di S. Maria in Poggio per poi passare, un anno dopo soltanto, alla chiesa parrocchiale e, infine, nel 1258, su iniziativa del papa Alessandro IV, sul soglio di Pietro dal 1254 al 1261, presso il locale Monastero delle Monache Clarisse.

Patrona di Viterbo, che la onora ogni anno con spettacolari iniziative di festa, Rosa, che il papa Innocenzo IV, regnante fra 1243 e 1254, già nel 1252 intendeva proclamare ufficialmente Santa della Chiesa Cattolica, viene ricordata nel Martirologio in data 6 marzo.

Per approfondire la vita di Santa Rosa da Viterbo

Siti Internet

http://www.monasterosantarosa.it/prima.html
Sito ufficiale del Monastero Santuario Clarisse Santa Rosa, con utili approfondimenti relativi alla vita e al culto della Santa.

http://www.infoviterbo.it/viterbo_la_vita_e_la_storia_di_santa_rosa.htm
Portale di informazione sulla città laziale, con un profilo biografico della Santa Patrona.

http://www.centrostudilaruna.it/cattabianisantarosa.html
Interessante approfondimento di Alfredo Cattabiani sul profilo di Santa Rosa, La ragazza che sfidò l’impero.

http://www.facchinidisantarosa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=114&Itemid=82&lang=it
Approfondimento intorno al legame tra Rosa e la sua città, Viterbo, con interessanti notizie relative alla sua salma, rimasta incorrotta.

Libri

  • Fausta Casolini, La serafica S. Rosa da Viterbo, Cattedra e Biblioteca Francescana, 1952.
  • Mario Signorelli, Francesco Zarletti, Santa Rosa da Viterbo, Agnesotti, 1963.
  • Ernesto M. Piacentini, Santa Rosa da Viterbo: culto liturgico e popolare (teologia-diritto-prassi canonica), Edizione Biblioteca-Archivio Monastero Santa Rosa, 1999.
  • Silvio Cappelli, Santa Rosa, tradizione e culto, Vecchiarelli, 2000.
  • Fabio Magno, Luca Tredicucci, Massimiliano Balsi, Rosa da Viterbo, Tesori, 2007.

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