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Sardegna preistorica: mesolitico

Sardegna preistorica: mesolitico

Il Mesolitico (10.000- 6.000 a.C.)

Il termine Mesolitico è formato da due parole di origine greca mesos, che significa “di mezzo”, e lithos che vuol dire “pietra”, ed indica il periodo della Pietra Intermedia, ovvero quella parte della preistoria che sta tra il Paleolitico (la fase più antica) e il Neolitico (la fase più recente).

Alcuni autori suddividono ulteriormente il periodo in due fasi: l’Epipaleolitico (10.000-8.000 a.C.) e il Mesolitico detto anche Epipaleolitico recente (8.000-6000 a.C.).

Caratteri generali

Durante il Mesolitico avvengono i cambiamenti climatici che vedono la fine dell’era chiamata Pleistocene e quindi delle glaciazioni (l’ultima è quella del Würm, avvenuta intorno all’8.000 a.C. nella sotto-fase dell’Epipaleolitico), e l’inizio dell’Olocene detto anche Epoca recente che ancora perdura.

Con la fine del Pleistocene terminano quindi le fasi climatiche caratterizzate dalle glaciazioni, in cui si sono distinti periodi a clima fresco-umido (con accumulo di nevi perenni, avanzamento dei ghiacciai e abbassamento di temperatura), e periodi a clima fresco-arido (con ritiro dei ghiacciai e aumento delle temperature).

Durante la nuova era geologica dell’Olocene, si è avuta una prima grande fase di riscaldamento del clima detta oscillazione di Alleröd, iniziata verso il 10.000 a.C., che è stata seguita però da un ultimo periodo di freddo che è terminato nell’8.000 a.C., quindi in pieno Mesolitico.

Da questo momento inizia il miglioramento climatico che ha influenzato anche la vita degli uomini e lo sviluppo delle culture. I gruppi di cacciatori e raccoglitori si sono dovuti adattare ai cambiamenti ambientali, che hanno portato per es. alla diversificazione della fauna (sono scomparsi i grandi animali come renne e bisonti), e di conseguenza alla necessità di modificare gli strumenti con cui si cacciava.

Anche per questo motivo, migliorano le tecniche di lavorazione degli strumenti litici utili alle pratiche quotidiane e si sviluppano svariate trasformazioni nei più diversi settori, che sfociano nella successiva fase del Neolitico, quando si passa ad altre forme di economia come l’agricoltura e l’allevamento degli animali.

Situazione in Sardegna

Per quanto riguarda la Sardegna, si hanno poche testimonianze che rientrano in questo periodo, e fanno riferimento ai reperti scoperti nella grotta Corbeddu di Oliena (provincia di Nuoro). I rinvenimenti di questo sito ricoprono un ampio arco cronologico, e vanno dal 20.000 a.C., ovvero dal Paleolitico superiore (la precedente fase), al 6.000 a.C., cioè interessano tutto il Mesolitico fino alla sua fine.

In particolare, sono stati datatati all’età della Pietra intermedia alcuni carboni di legna e resti ossei umani (un mastoide), precisazione che è stata resa possibile grazie alle analisi sui rinvenimenti.

Foto di apertura: scavi archeologici nella grotta Corbeddu di Oliena, della Mostra inaugurata nel 2008 nella Casa Solinas. Da http://www.olienanet.com/foto1/ 

Riferimenti bibliografici

  • Sirigu, R., Archeologia preistorica e protostorica in Sardegna, 2009, Cagliari.
  • Contu, E., La Sardegna preistorica e nuragica, 1997, Sassari.
  • Vigliardi, A. Corso introduttivo di preistoria, Firenze 1979.

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