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Sciamani nel mondo greco

Gli sciamani nella Grecia antica

Ogni civiltà ha tentato di oltrepassare la naturalità della morte, conferendole un senso culturale, mediante i miti, la creazione di particolari esseri sovrumani e l’istituzione di operatori sacrali ad hoc, come lo sciamano. Allo sciamano, che agisce in stato di estasi e si avvale di spiriti tutelari, compete il controllo sulla zona che delimita il confine tra la sfera della vita e quella della morte.

Egli ha il potere di mediare il mondo dei morti per conto e a favore dei vivi, ad esempio recandosi all’Aldilà per recuperare l’anima rapita di un individuo; è capace di passare a suo piacimento in una condizione di dissociazione mentale, guarire i malati, resuscitare i morti, comprendere il linguaggio degli animali, e così via. Ma, al pari della Pizia o di un medium moderno, lo sciamano non è posseduto da uno spirito estraneo, giacché la sua anima abbandona il corpo e viaggia verso luoghi lontani, per lo più nel mondo degli spiriti.

Figure di taumaturghi, maghi e filosofi del mondo antico quali Orfeo, Pitagora ed Empedocle possono essere considerati ” sciamani ” ( 1 ). Di questi uomini non ci resta altro che una leggenda, ed è significativa la ricorrenza di elementi, quali il viaggio negli Inferi e la trance estatica, menzionati sia a proposito di dèi che di eroi e filosofi. Nella Scizia e probabilmente anche in Tracia, i Greci erano venuti a contatto con popolazioni legate all’istituto sciamanico, contatti riconoscibili nella comparsa, nella tarda età arcaica, di vari ?????????????, veggenti, guaritori magici e maestri religiosi, aventi tutti caratteri sciamanici.

Abari Dal Nord sarebbe giunto Abari, leggendario taumaturgo greco,a cavallo di una freccia. Egli, primo sacerdote di Apollo dal quale avrebbe avuto in dono la virtù profetica, era inoltre in grado di privarsi di un’alimentazione normale ( 2 ), fugare pestilenze, predire terremoti, ed insegnava il culto della sua divinità nordica, che i Greci chiamarono Apollo Iperboreo. Le origini di questa divinità vanno ricercate nell’Europa settentrionale, a lui sono associati l’ambra, un prodotto nordico, ed il cigno musico, un uccello nordico, ed il suo ”antico giardino” è situato dietro il vento del nord ( la borea ) ( 3 ); i Greci lo avrebbero identificato col loro Apollo ( presumibilmente in virtù dell’analogia onomastica, se si accetta che fosse il dio di Abalo, ”l’isola delle mele”, l’Avalon medievale ).

Aristea La tradizione attribuisce le doti sciamaniche della trance e dell’ubiquità al greco Aristea di Proconneso ( l’odierna Isola di Marmara nell’omonimo mare ), vissuto intorno al VI sec. a.C. ed autore di un poema, Arimaspea o Gli Arimaspi ( di cui conosciamo solo alcune citazioni ), la cui anima, sotto forma di uccello – un corvo – poteva abbandonare il corpo quando voleva ( 4 ).

Pitagora e Zalmoxis

Numerose sono le leggende che circondano la figura del filosofo Pitagora di Samo ( 570 – 497/496 ), nella cui scuola trovavano posto, oltre a dottrine di carattere scientifico, anche dottrine di origine religiosa come la metempsicosi, ovvero il passaggio dell’anima – immortale – da un corpo all’altro in successive incarnazioni.

Pitagora

Ma la dottrina, riconducibile all’orfismo, della trasmigrazione delle anime iniziò ad essere attribuita al pitagorismo solo in un secondo tempo, e fu dunque estranea tanto a Pitagora quanto ai primi Pitagorici. Empedocle gli riconosceva una sapienza acquisita nel corso di dieci o venti vite umane, e Senofane pare averlo sbeffeggiato perché credeva che un’anima umana potesse abitare nel corpo di un cane ( 5 ).

Pitagora dichiarava di identificarsi col defunto sciamano Ermotimo ( 6 ), e sappiamo che a Crotone era considerato la reincarnazione di Apollo. La scuola pitagorica – che si affermò principalmente nella Magna Grecia, a Crotone, Reggio e Taranto – aveva carattere religioso, scientifico e al contempo politico, ed era una comunità mista maschile e femminile, ove vigeva una regola di vita basata sull’aspettazione di vite future.

In tal senso di può scorgere una qualche analogia col tracio Zalmoxis o Salmoxis, il quale insegnava a persone scelte che esse ed i loro discendenti sarebbero vissuti per sempre. Erodoto ( 4, 95 ) riporta la tradizione che vuole Zalmoxis lo schiavo di Pitagora, una tradizione improbabile, essendo il vero Zalmoxis una divinità, un ??????, probabilmente uno sciamano divinizzato ( 7 ).

La tradizione posteriore faceva di Abari il discepolo di Pitagora, cui attribuiva le consuete facoltà sciamaniche della profezia, dell’ubiquità e taumaturgiche, il viaggio nel mondo degli spiriti e l’identificazione con l’Apollo Iperboreo. Di Pitagora si raccontava, inoltre, che fosse l’allievo di Zaratustra ( secondo Plinio l’inventore della magia ), e che, a seguito della fredda accoglienza riservatagli dai suoi concittadini dopo oltre quarant’anni di assenza, egli dimorò per ventisette giorni in una grotta a Creta, dove assistette a molti eventi prodigiosi.

Un particolare, quest’ultimo, presente anche nella figura di Epimenide, il veggente cretese che purificò la città di Atene, il quale, per ben cinquantasette anni, avrebbe dormito in una grotta cretese ( 8 ); anche lui sapeva compiere traslazioni psichiche, si sottoponeva a digiuni molto lunghi, come Abari, nutrendosi unicamente di un preparato vegetale insegnatogli dalle Muse, ed aveva il corpo ricoperto di tatuaggi, contrassegno degli schiavi, ma anche degli sciamani traci.

Empedocle

Anche su di Empedocle di Agrigento ( 492 – 432 ca ), già un secolo dopo la sua morte, circolavano miti e leggende: si diceva che fermasse il vento con la magia, avesse resuscitato una donna morta, prodotto e arrestato la pioggia, e divenuto un dio. Empedocle stesso sostiene di poter insegnare ai suoi discepoli a fermare i venti e riportare in vita i morti, e di essere considerato un dio incarnato ( 9 ). Egli stesso, in un certo senso, può essere considerato il primo plasmatore della propria leggenda, che iniziò quand’era ancora in vita: folle di uomini e donne, incantate dalla sua eloquenza, si recavano ad ascoltarlo in cerca della sapienza occulta o di magiche guarigioni ( 10 ), tributandogli onori come ad un dio.

Empedocle è l’ultima tarda figura di una specie che si estinse con lui nel mondo greco, lo sciamano che racchiudein sé le funzioni, ancora non differenziate, di mago e naturalista, poeta e filosofo, predicatore, guaritore e pubblico consigliere. Dopo di lui, tali funzioni divennero autonome, ed i filosofi seguirono una via razionalistica, non più né maghi né poeti.

Orfeo

Giungendo ad Orfeo, il mitico celebre cantore della Tracia, c’è da dire che egli unisce in sé le professioni di mago, poeta, maestro religioso, datore di oracoli, oltre ad attirare con la musica uccelli ed animali, tradizione, questa, ricorrente anche nella leggenda di Pitagora, che avrebbe addomesticato un’aquila ed un orso ( 11 ). Come gli sciamani di tutti i paesi, ai reca nell’oltretomba per recuperare un’anima – quella della sposa Euridice –, con un obiettivo tipico degli sciamani.

Orfeo

Note

  • 1 – E. Dodds, nel suo libro I Greci e l’irrazionale, definisce lo ” sciamano ” come una personalità psichicamente instabile dotata di vocazione religiosa, in grado di interagire con gli spiriti, dotato di forze soprannaturali grazie ad uno stile di vita ascetico.
  • 2 – Erodoto, 4, 36.
  • 3 – Diodoro Siculo, citando Ecateo indica quale << terra degli Iperborei >> la Britannia ( ”Nell’oceano di fronte alla Gallia celtica, verso nord, c’è un’isola, non più piccola della Sicilia, abitata dagli Iperborei, così detti perché abitano al di là del vento del Nord. […] Dice la tradizione che vi nacque Latona e per questo gli abitanti venerano Apollo più di qualunque altra divinità. Sono tutti in un certo senso suoi sacerdoti, perché ogni giorno lo celebrano con continui inni di lode e gli tributano molti onori” ); Erodoto la situa nei pressi del Mar Caspio, mentre Eliano la identificava coll’Irlanda.
  • 4 – Erodoto, 4, 15, 2; Plinio, Naturalis Historia, 7, 174.
  • 5 – Empedocle, fr. 129 D; Senofane, fr. 7 D.
  • 6 – Diogene Laerzio, 8, 4.
  • 7 – Così secondo Strabone, 7, 3, 5.
  • 8 – La fama dei ???????? ( ”purificatori” ) cretesi in età arcaica è ben attestata dalla leggenda della purificazione di Apollo da parte del cretese Carmanore, dopo l’uccisione di Pitone ( Pausania, 2, 30, 3 ); cfr. anche il cretese Taleta, che liberò Sparta da una pestilenza nel VII sec. ( Pratina, fr. 8 B. ).
  • 9 – Frr. 111, 3, 9; 112, 4.
  • 10 – Fr. 112, 7 ssg. 11 – I moderni sciamani hanno perso questo potere, ma ancora si circondano, mentre eseguono le loro pratiche, di immagini lignee raffiguranti animali ed uccelli, o di loro pelli, al fine di assicurarsi l’aiuto degli spiriti animali.

Bibliografia

  • AA. VV., Manuale di storia delle religioni, Laterza 2008.
  • E. R. Dodds, I Greci e l’irrazionale, Bur 2010.
  • C. Tuczay, Esoterismo e magia nel medioevo, Newton Compton 2006.

1 Commento su Sciamani nel mondo greco

  1. un bellissimo articolo, molto interessante, di facile e piacevole lettura. Complimenti

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