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Scozia. Nel campo di cricket viene alla luce un altare romano

Un altare romano di quasi 2000 anni è stato rinvenuto in un campo da cricket a Musselburgh, poco fuori la città di Edimburgo. Secondo l’agenzia governativa Historic Scotland le pietre sono uno dei maggiori ritrovamenti di tal genere, tenendo in considerazione che il luogo del ritrovamento si trova all’estrema periferia di quello che allora era l’impero romano.

Lo scavo archeologico è stato effettuato prima dell’inizio dei lavori per il rifacimento dell’edificio principale all’interno del Musselburgh Cricket Club ed ha già portato alla luce un’abitazione risalente all’Età del Ferro. Il terreno sul quale sorge il club è infatti un’area di interesse archeologico riconosciuta dal Governo Scozzese.

Una delle pietre reca incisioni che la datano al II secolo d.C. e la dedicano a Giove. Scoperte di questo tipo possono far più luce sulle condizioni e lo stile di vita ai confini dell’impero. Il luogo del ritrovamento infatti è solo poche centinaia di metri ad est del forte Romano di Inveresk. La ceramica ritrovata sul posto testimonia che il forte era abitato al tempo dell’imperatore Antonino Pio (138 – 161 d.C.) ed era circondato da un insediamento dotato di terme ed anfiteatro.

I primi Romani si stabilirono nel sito subito dopo l’invasione della Scozia, negli anni ’80 del I sec. d.C. Gneo Giulio Agricola, governatore della Britannia dal 78 al 84, condusse le truppe fino all’estremo nord della provincia costruendo un fitto sistema di strade e forti per il controllo del territorio. Al termine del suo mandato finirono anche i tentativi di sottomettere le bellicose tribù locali ed i Romani si limitarono a mantenere posizioni militari nelle aree dove verranno successivamente edificati il Vallo di Adriano e quello di Antonino.

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