Contatta Archart!

Per contattare la nostra redazione scrivete a info@misterguida.com

Seneca: vita

Seneca

Lucio Anneo Seneca nasce a Cordova nel 4 a.C. e muore a Roma nel 65 d.C. sotto l’accusa di aver partecipato alla congiura dei Pisoni; filosofo stoico, autore di trattati, epistole e tragedie è uno degli autori più fecondi della letteratura latina, nonché una delle personalità più carismatiche della società Romana del I secolo d.C.

La vita di Seneca

Seneca nasce a Cordova attorno al 4 a.C. da Seneca detto “il Vecchio” o “il Retore”, autore di Controversiae e Suasoriae, ed Elvia; compie i primi studi a Roma, dove conosce i maestri che formeranno la sua personalità e lo avvieranno alle dottrine filosofiche ascetiche, finché il padre, preoccupato per la sua salute incerta, lo conduce in Egitto presso una zia materna.

Rientrato poi a Roma, inizia il cursus honorum sotto Caligola, diventando questore nel 38 d.C. e senatore l’anno successivo; durante questo periodo, rischia la condanna a morte a motivo di un discorso un po’ troppo libero tenuto in Senato, che irrita il principe.

Nel 41 d.C. Caligola viene ucciso e gli succede Claudio, che istigato dalla prima moglie Messalina accusa di adulterio la sorella dell’ex-imperatore. Seneca viene coinvolto nello scandalo, e per questo condannato all’esilio in Corsica; otto anni in cui si dedica incessantemente agli studi e alla filosofia.

Nel 49 d.C. la nuova moglie di Claudio, Agrippina, ottiene che Seneca rientri a Roma e diventi il precettore di suo figlio Nerone; Seneca accetta e, con la collaborazione di Afranio Burro, prefetto del pretorio a cui è affidata l’istruzione militare del futuro imperatore, cerca di formare un principe-filosofo sapiente e giusto, che condivida equamente il potere con il Senato.

Durante i primi cinque anni di regno, il cosiddetto quinquennium aureum, Nerone agisce abbastanza in linea con gli insegnamenti dei suoi precettori; ben presto, però, emerge il suo carattere intemperante, smodato e incline al vizio. Seneca e Burro si troveranno più volte a scendere, loro malgrado, a compromessi con l’esuberante imperatore e persino a coprire alcune sue imprese criminose, nell’illusione di poter frenare la sua tendenza al dispotismo.

Quando nel 62 d.C. muore Afranio Burro, Seneca, di fronte al fallimento del suo progetto di formazione di un principe buono e sorretto da giusti ideali, decide di ritirarsi a vita privata, ma incontra l’opposizione di Nerone, il quale non gradisce che si diffonda la voce della rottura del loro rapporto. A causa della sua salute precaria, il filosofo ottiene, infine, di congedarsi dalla scena politica e dedicarsi unicamente agli studi e all’attività letteraria.

Nel 65 d.C., l’accusa di aver partecipato alla congiura cesaricida dei Pisoni – accusa che ricadrà su tanti letterati e personaggi di corte – colpisce anche Seneca; ricevuto da Nerone l’ordine di uccidersi, egli si toglie dignitosamente la vita, seguito dalla giovane e innamoratissima moglie Paolina, la quale, però, fu salvata per ordine dello stesso imperatore.

Foto di apertura: La morte di Seneca, Luca Giordano. 1684.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*