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Senigallia. Nuove scoperte archeologiche svelano la città nascosta

Senigallia. Nuove scoperte archeologiche

A Senigallia torna alla luce la città antica, nascosta a decine di metri di profondità. Sono informazioni innovative quelle appena emerse dalla conferenza promossa dall’Università di Bologna e dal Comune. I numerosi reperti venuti alla luce negli ultimi mesi hanno riscritto la storia delle origini della città e hanno convinto il Comune a firmare un accordo tra l’Università di Bologna e la Soprintendenza per i Beni archeologici delle Marche.

Grazie a quest’intesa, i tecnici dell’Università o della Soprintendenza hanno potuto intervenire immediatamente sul sito. È quello che è successo qualche settimana da in viale Cavallotti e poi in via Baroccio. La novità più rilevante emersa con le ultime scoperte è che la città di età romana non era limitata, come si pensava fino a qualche temo fa, al suo interno dalla cerchia muraria, ma prosegue oltre. Inoltre, sono emerse tracce di insediamenti precedenti alla colonizzazione romana, dalle quali si potranno desumere informazioni sull’arrivo dei Galli Senoni.

La zona del centro urbana cela un tesoro archeologico. Per esempio, indagare sotto piazza Simoncelli potrebbe significare la scoperta di nuove testimonianze. Proprio per questo motivo, prima di acconsentire a lavori in qualsiasi punto della città, vengono effettuate verifiche con il georadar. Con l’emergere di tante testimonianze archeologiche incomincia a far capolino anche il problema di come gestire il patrimonio archeologico e storico adesso a disposizione della città. Ma grazie alla collaborazione di associazioni locali come Italia Nostra e l’Archeoclub è già in corso l’allestimento di un museo diffuso.